Utente
Gentili dottori, cerco di essere sintetica per quanto possibile.
Fin da quando ero piccola ho sofferto di doc; mi ha accompagnata durante tutta l’adolescenza e non sempre con la stessa intensità, vivevo periodi di profondo malessere ma, essendo impegnata con la scuola e con gli amici e non avendo le stesse capacità cognitive di adesso, vivevo anche periodi di diluizione: piano piano i pensieri e le compulsioni sparivano ed io ristabilivo un, seppur precario, equilibrio.
Nel 2015 si ammala di tumore il padre del mio ragazzo attuale (10 anni di relazione) ed io inizio a sviluppare tutte delle ossessioni da contagio: mi lavavo senza sentirmi mai pulita (ovviamente) , disinfettavo qualsiasi cosa ecc.
In un certo periodo io ebbi dei problemi vaginali (una banale infezione) e nonostante questo, continuai ad avere rapporti non protetti con il mio ragazzo.
Per questa negligenza iniziai ad aver paura che se il mio ragazzo avesse contratto qualcosa da me, avrebbe potuta trasmettere al padre che, essendo immunodepresso, avrebbe potuto risentirne gravemente.
Inzió così una spasmodica ricerca su internet circa qualsiasi tipo di MST (trasmissione, complicanze) , da cui tutta la sequela di analisi e il costante monitoraggio del mio corpo.
Fattosta che 2 anni fa il padre del mio ragazzo è morto.
Calvario per me, ed oltre al danno, pure la beffa perche non solo mi sento responsabile in qualche modo della morte del padre ma anche il senso di colpa di non potergli stare vicino al 100%.
10 anni prima alla relazione con il mio ragazzo avevo avuto dei rapporti promiscui con 2 ragazzi, ho fatto di tutto, Hpv, HIV, epatiti, tamponi per germi comuni e così via.
Tutto negativo se non quando ho avuto quella infiammazione che ho curato con una crema topica.
Oggi noto che, nei parametri dei tamponi che ho effettuato non c’erano i marker per clamidia e Gonorrea i quali, come complicanze gravi danno problemi alle articolazioni e prostatite che sono quelli che lamentava il padre del mio ragazzo prima di morire.
Sono punto e a capo, sento l’esigenza di nuovo di sottopormi a queste analisi per escludere la possibilità che io c’entri qualcosa.
Sono terrorizzata, vivo la mia vita e la mia relazione (anche attualmente) evitando di toccare/ baciare/ avere rapporti per la paura di contagiare.
Due caratteristiche però ho notato: io quando ho paura di qualcosa non ritengo assurda (contrariamente a molti) la mia paura e divento fermamente convinta di avere ciò di cui ho paura; inoltre, io non sono ipocondriaca cioè non ho paura di contrarre malattie ma ho paura di essere un vettore per gli altri.
Non so più che fare, questa cosa mi sta lentamente spegnendo.
Sono costantemente terrorizzata.
Ho fatto 2 anni di analisi con uno psichiatra, in parte mi ha aiutata a gestire un pochino di più il problema che, però, a mio avviso, rimane sempre invalidante per me.
Vorrei un consiglio, un parere da voi per la mia situazione.
Ringrazio anticipatamente

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

per i disturbi inavalidanti di cui Lei soffre
psicoterapia e terapia famacologica abbinate sembrano dare il migliore e più duraturo esito in molti casi.

Nei due anni di cura con lo Psichiatra è stata valutata l'ipotesi farmacologica?
Quando dice "analisi", si trattava di una psicoterapia? e di che tipo? Lo specialista era Psicoterapeuta?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Gentile dottoressa, anzitutto grazie per la sua risposta.
Con analisi intendo dire che ho fatto psicoterapia con lo psichiatra. I farmaci si, sono stati valutati ma,alla fine, siccome avevamo notato un miglioramento, abbiamo abbandonato l’idea dell’antidepressivo. Attualmente utilizzo Lexotan che comunque prendo con una frequenza regolare.
Il punto è che i pensieri intrusivi riesco a gestirli abbastanza ( a volte meglio, a volte peggio) ma quando mi imbatto in queste potenziali infezioni io non riesco a fermare la mia mente nè la mia ansia perché appunto trovo che abbiano attinenza con la realtà. In altre parole, il fatto di poter avere o aver avuto una infezione ( esempio che mi sta succedendo ora) è reale quindi se io effettivamente avessi avuto quella infezione potrei essere stata un vettore. Inoltre, quando io cerco su internet spesSo mi ritrovo nei sintomi descritti delle patologie ricercate e quindi diventa impellente per me escludere che io abbia o abbia avuto quella determinata infezione. Non so se ho spiegato bene il meccanismo.
Dovrei forse provare un altro tipo di terapia? La mia è su base analitica. Lei ritiene che sia indispensabile prendere farmaci nella mia situazione? Grazie molte

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Il funzionamento della Sua è da manuale, e la somiglianza con la realtà pure. In verità si tratta di travestimenti; ha presente il lupo travestito da agnello?

Due osservazioni ancora.
Per la psicoterapia occorre essere Psicoterapeuti e questo vale anche per uno Psichiatra. Quindi se intende riprendere con il percorso faccia attenzione a ciò documentandosi sull’Albo degli Psicologi e dei Medici.
I farmaci: considerata la Sua qualità di vita attuale (piuttosto bassa credo di capire) consiglio di prendere in considerazione l’ipotesi di un farmaco specifico per i pensieri ossessivi. Un bravo Psichiatra La potrà aiutare in tal senso.

Saluti cordiali
Dott. Brunialti
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