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Situazione psicologica

Salve, sono un ragazzo di 24 anni, non saprei dove sfogare questa mia parte della vita e soprattutto della mia infanzia.
Il problema è la mia famiglia, trovo i miei genitori incompetenti sotto quasi tutti i punti di vista.
Sono arrivato ad una situazione in cui non chiedo mai il loro parere, tendo ad evitarli, gli rispondo subito male, cosa che fuori di casa non succede.
Non abbiamo mai festeggiato un natale, alle mie richieste del perché non lo festeggiamo ho ricevuto soltanto brutte risposte (Fatti i cavoli tuoi, Se non ti sta bene vai a festeggiarlo da un’altra parte) non abbiamo particolari rapporti con la gente visto il carattere di mia madre, estremamente chiuso che se la prende con ripetutamente con mio padre litigando fin da quando ero piccolo.
Abbiamo vissuto in mezzo alla sporcizia e al freddo, visto che mia madre non aveva intenzione di fare nulla.
Dal punto di vista culinario non c’è mai stata un’educazione al mangiare sano, anzi neanche si mangiava insieme quasi.
Mio padre anche è una persona estremamente chiusa, che non mi ha mai incoraggiato, anzi certe volte arrivava a dirmi che ero un pagliaccio e che non avevo voglia di fare nulla.
Tutt’ora è sempre convinto che non ho voglia di fare nulla della vita.
Attaccato ai soldi in una maniera esagerata, non mi fa neanche un regalo a Natale o al mio compleanno, neanche un pensiero niente.
Forse è cosi visto il carattere che ha mia madre e il rapporto che hanno.
Dal punto di vista scolastico non mi hanno mai saputo seguire, fortunatamente ho fatto un percorso da solo, trovando consiglio in persone esterne alla mia famiglia e sono riuscito a laurearmi.
Sento che questa situazione che mi ha accompagnato nella vita mi ha reso una persona fredda, a volte incapace di provare la felicità, se non in rari casi.
Purtroppo quando sei piccino certe situazioni non le comprendi fino in fondo, altrimenti avrei chiamato qualcuno perché non avrei augurato a nessuno l’infanzia che ho passato.
Certe volte penso che questo vissuto mi ha reso una persona libera da condizionamenti e mi ha permesso di sviluppare un pensiero critico perché mi affidavo completamente a me stesso.
Ho una sorella più piccola, un’intelligenza fina che arrivata a 19 anni non ha avuto fortuna come me e non ha concluso il suo percorso di studi, anche perché non viene seguita per nulla.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2.8k 145
Gentile utente,
da come la descrive, la sua famiglia sembra avere tratti patologici.
Lei tenta di tener fuori suo padre: "Forse è cosi visto il carattere che ha mia madre e il rapporto che hanno".
Poco credibile, è più facile che si siano messi insieme, e siano rimasti insieme, per una sostanziale somiglianza, avendo in comune soprattutto il rifiuto del mondo esterno.
Svolgono un'attività lavorativa? Hanno amici o parenti? Sono religiosi, hanno qualche interesse politico?
Sua sorella andrebbe aiutata. Ha almeno concluso la scuola superiore?
Lei in cosa si è laureato?
Ci scriva ancora, e provi intanto a rispondere alle mie domande. In seguito le darò un esercizio di Scrittura Espressiva.
Per le prossime feste, visto che vive ancora in casa, potrebbe provare lei a fare qualche gesto come appendere il vischio sulla porta, preparare un piccolo albero di Natale e il Presepe, e valutare la reazione dei suoi.
Non ci ha detto se ci sono problemi di malattia, anche psichiatrica, droga e alcool, o problemi con la legge e detenzioni.
Molti auguri.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it

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Utente
Utente
Grazie mille per la risposta. Cercherò di essere esaustivo e rispondere a tutte le domande. Mio padre ha lavorato una vita, in seguito ad una malattia ora è fermo e svolge piccoli lavori a casa. Mia madre non ha mai lavorato, ha sempre vissuto di rendita con la locazione degli immobili di mio nonno. Non hanno amicizie profonde, vanno ogni tanto a casa di due signori che sono i genitori di un’amica di mia sorella (Mia madre non li chiama mai, si fa sempre viva questa signora) , i parenti giustamente non chiamano mai perché mia madre non si fa mai viva e vuole rimanere sempre in casa per i fatti suoi (Esce soltanto per andare in giro con mio padre a prendersi un caffè e a fare la spesa). Mia madre è molto religiosa, moltissimo. Gli unici rapporti che ho parentali sono una zia, e i parenti di mio padre che vado a trovare d’estate perché sono lontani. Non hanno interessi politici. Mia sorella a gennaio inizia la scuola serale, sto provando a indirizzarla verso l’università ma sembra rifiutare questa mia proposta. Io sono laureato in Scienze Politiche, vorrei fare un certo tipo di carriera all’interno dello Stato. A casa non ci sono problemi di malattia, giusto mio padre che ha avuto un ictus, anche perché non ci si controlla mai dal punto di vista medico, si vive sempre sul se deve succedere una cosa succede . Io per fare qualsiasi cosa faccio una fatica enorme sia dal punto di vista monetario, perché ci devo discutere, sia dal punto di vista dei ragionamenti. Presumo mia madre abbia qualche problema dal punto di vista psicologico, ma non ho le competenze per dirlo con certezza. Dal punto di vista della legge non ho mai avuto problemi anche se nell’adolescenza sarei potuto cadere in qualche giro losco tranquillamente visto che non ero seguito abbastanza, fortunatamente questo non è accaduto. Riguardo il fare un gesto natalizio proprio non ci riesco, è più forte di me, è una sensazione particolare che non so neanche definire. Grazie mille per l’aiuto.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2.8k 145
Gentile utente,
dalle sue parole si conferma il disagio e si intuisce anche l'appartenenza religiosa dei suoi genitori, che però non esclude il festeggiamento generico del Natale, almeno con l'albero e i regali, anche evitando il presepe. Le altre feste, la sua religiosa madre le celebra?
Non capisco come mai i parenti di suo padre, se li vede ogni anno (ci sono o c'erano anche i nonni, oltre a zii e cugini?) non abbiano mai scardinato il clima chiuso e tetro che lei riferisce.
Punti ad aiutare sua sorella. Il diploma superiore è essenziale, perfino per aprire una bancarella per strada; la laurea, poi si vedrà.
Secondo me le sarebbe utile una consulenza psicologica, per condurla alla comprensione di quell'ambiente familiare che nella sua vita, oltre che carente, si è mostrato atipico.
Tenga conto che molti psicologi privati sono abbordabili, e il suo medico di base può anche prescriverle degli incontri gratuiti alle ASL o al consultorio Giovani. Spero che lei si faccia controllare dal medico di famiglia, che potrebbe essere anche una guida per capire la sua situazione. Se così non è, in ogni caso, maggiorenne, può sceglierne uno suo.
Mi faccia sapere; non perda questo suo slancio verso la libertà e la felicità.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it

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Utente
Utente
Mia madre fa l’albero e il presepe, ma fa soltanto quello, altrimenti il giorno di Natale è un giorno come gli altri a casa mia. I parenti di mio padre sono zii e cugini, i nonni non li ho mai conosciuti, non ne parlo perchè non saprebbero che fare sinceramente. Uno perchè mia madre si arrabbierebbe e non ho voglia di farmi scocciare da lei, secondo perchè lei si definisce proprietaria di casa , che indubbiamente lo è, però ci tiene a definire che la casa è sua e fa quello che vuole, e se a me figlio non mi sta bene, la porta è quella. Sinceramente punto ad andare via il prima possibile da questa casa, mi accorgo che quando sono in case diverse dalla mia ho una propensione più forte ad impegnarmi in quello che faccio, cosa che a casa non accade. Non so se posso rivolgermi alla mia dottoressa di base perché assolutamente non voglio che lo riferisca ai miei genitori, non capirebbero e preferisco lasciarli marcire nell’ignoranza.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2.8k 145
Gentile utente,
qualunque medico è tenuto al segreto professionale, tanto più se lei, maggiorenne, lo avverte che non desidera rendere noto il suo stato di salute o le sue scelte di terapia al resto della famiglia.
Come già le ho detto, può anche scegliere un medico diverso da quello dei suoi familiari, andando alle ASL, dove avrebbe anche la possibilità di informarsi direttamente sulla consultazione di uno psicologo.
Tenga conto che adesso lei è giovane e in un momento favorevole per uscire dalle angustie di una realtà senza calore affettivo; uscita che non è solo quella fisica, l'allontanamento da casa, ma quella emotivo/cognitiva del riconoscere come hanno funzionato (o non funzionato) le cose.
Non ho ben capito a proposito dei parenti le frasi "non ne parlo perchè non saprebbero che fare sinceramente. Uno perchè mia madre si arrabbierebbe e non ho voglia di farmi scocciare da lei, secondo perchè lei si definisce proprietaria di casa , che indubbiamente lo è, però ci tiene a definire che la casa è sua e fa quello che vuole, e se a me figlio non mi sta bene, la porta è quella".
Non si tratta di parlare coi parenti, mi chiedevo però se questi parenti non si accorgano che qualcosa non va nel vostro clima familiare, se non abbiano mai fatto qualche osservazione a sua madre, ma anche a suo padre.
Ancora auguri.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it

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Utente
Utente
I parenti non si accorgono del clima familiare perché i miei genitori nascondono bene la situazione, io oggi sono arrivato al culmine, ci ho litigato e l’unica cosa che sapevano dirmi è che hanno speso soldi per me, come se contassero solo i soldi nella vita, e che se non mi sta bene mi devo cercare un lavoro e andarmene e di guardare altre famiglie dove si sta peggio. Mio padre mi rinfacciava il fatto che ha speso soldi per fare i regali alle mie fidanzate che ho avuto. Sono arrivato al limite non so più che fare. Mi accorgo che rispondo subito male anche alle piccole stupidaggini. Quando accadono situazioni del genere tendo a non avere più voglia di fare nulla e di reprimere le mie emozioni, divento proprio cosi.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2.8k 145
Caro utente,
ha preso in considerazione il mio suggerimento di consultare uno psicologo, il quale la aiuterebbe a capire come realmente ha "funzionato" la sua famiglia?
Il procedimento non è indolore, ma è necessario, perché lei cominci a muoversi sul terreno solido della realtà.
L'invito a lavorare, se lei ha una laurea magistrale, è lo stesso che le rivolgerebbe il curante, pur comprendendo lo stato d'animo che al momento paralizza ogni sua iniziativa.
Sta a lei fare i primi passi per uscirne.
Coraggio!

Prof.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it

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Utente
Utente
Si per ora ho trovato un psicologo che offre aiuto per 3 sedute gratuitamente che mi potrà aiutare sicuramente. Ma l’esercizio di scrittura espressiva? Ero interessato a svolgerlo. Grazie tante per l’aiuto che mi ha dato. Ps. Ancora non ho la laurea magistrale, mi mancano 6 esami
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2.8k 145
Gentile utente,
le invio l'esercizio-base di Scrittura Espressiva se mi fornisce la sua email o la invia alla mia.
A presto

Prof.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it