Fidanzato che non studia e non lavora

Salve, ho conosciuto il mio fidanzato e solo dopo qualche mese mi sono resa conto che avesse delle difficoltà nello studio e nel lavoro.

Ha 27 anni e ha lasciato 3 facoltà in questi anni, non ha mai lavorato e si rifiuta di farlo anche se lamentandosi del suo status.

Io sto male perché a 22 anni sono totalmente autonoma e vivo da sola lavorando e questa situazione mi pesa tanto perché non vedo un futuro con lui...
Cosa dovrei fare?
Ho paura che non mi stacchi da lui e questa situazione perché i miei genitori sono morti e perderlo mi farebbe troppo male
È anche seguito da un terapeuta che purtroppo ultimamente vede sempre meno
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
aver perduto la famiglia d'origine dovrebbe renderla ancora più cauta nel creare la famiglia futura, invece lei sembra camminare sulle sabbie mobili.
Oltretutto, spesso le persone come il suo fidanzato si abbandonano ad un'inerzia maggiore, quanto più si sentono appoggiati da un affetto stabile, da una figura solida e rassicurante, quindi la situazione a lui non fa certo bene.
Provi a immaginare quale futuro vuole davvero, chiedendosi anche se il suo partner è la persona che i suoi genitori le avrebbero augurato.
Quali parenti ha ancora?
Rifletta, e ci faccia sapere.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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dopo
Utente
Utente
Non ho nessun familiare...
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
non fratelli o sorelle, zii, nonni, cugini? Soprattutto, niente amici/amiche, ex compagni di scuola? Certamente ha anche colleghi di lavoro. Se è religiosa, avrà una parrocchia di riferimento, un sacerdote.
Non può essere giunta a un così grande isolamento da non avere un'amica che le dia un consiglio.
In ogni caso, alle ASL può trovare degli psicologi da cui ottenere consulenza, e anche al Consultorio Giovani, per quanto l'età che dichiara nell'email sia diversa da quella dei dati anagrafici che ha comunicato allo staff.
Buone cose; ci tenga al corrente.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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Utente
Utente
Beh, ho modificato la mia età solo perché non volevo il mio ragazzo si accorgesse casualmente di questo post.
Per quanto riguarda familiari, mio padre è morto quando avevo 15 anni, mia madre è impazzita da allora e io e le mie sorelle attualmente minorenni siamo finite in una casa famiglia lontana dalla nostra zona d’origine.
Ai 18 anni sono uscita e andata a vivere da sola.
Cambiando 6 città italiane nel giro di pochi anni capisce bene non ho avuto molto modo di fare amicizia o legare.
Le mie sorelle sono attualmente in casa famiglia.
Zii o cugini niente, nonni morti
Ho cambiato 5 scuole superiori e ora vivo nella sesta città diversa in 6 anni.
Va bene così?
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Cara utente,
a me sembra poco verosimile quello che scrive, soprattutto il cambio di sei città in sei anni, che non coincide con l'età dichiarata in privato: infatti se è uscita dalla casa famiglia a diciotto anni e sono sei anni che cambia città, di anni dovrebbe averne 24.
Inoltre anche i cinque cambiamenti di scuola superiore non sono verosimili.
Per finire, in genere le persone che crescono sole tendono a legarsi a luoghi e ambienti, oltre che a persone.
La sincerità è indispensabile perché noi possiamo aiutare i nostri utenti. In ogni caso le ho fornito in #3 le indicazioni per cercare aiuto di persona.
Le auguro buone cose.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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dopo
Utente
Utente
Perfetto, allora le faccio capire meglio.
2013: ho denunciato mio padre al telefono azzurro perché picchiava mia madre, me e le mie sorelle, dalla nostra città di origine siamo state portate in un altro posto nella prima casa famiglia. Avevo 13 anni.
Dopo 4 mesi siamo state spostate perché in quella casa famiglia c’erano stati dei problemi di tipo burocratico.
Nella casa famiglia successiva ci siamo state solo 6 mesi poiché avevamo un’età troppo grande per rimanerci. Quindi siamo state spostate in un’altra città, nel 2015 è proprio in quell’anno nostro padre è morto di insufficienza renale.
Siamo rimaste lì fino al 2016 e poi siamo state spostate a Genova.
Da Genova sono uscita nel 2018 e mi sono trasferita a Napoli.
Ora mi crede dottoressa?
Sa che non è nel suo lavoro negare ciò che un paziente dice?
Vergognoso, e mi fa sentire ancora più in difficoltà riguardo il mio sentito
Ah, le città:
Agropoli, Orria, Napoli, Caivano, Genova e di nuovo Napoli attualmente.

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