Sfiducia nelle relazioni (e nella monogamia?)

Buonasera, sono una ragazza di quasi trent'anni e sono single.
La mia storia più lunga (e l'unica davvero importante) è durata 5 anni ed è finita quando avevo 22 anni.
Sono stata io a lasciarlo perché non ero più sicura di voler stare con lui (non so per quali motivi la mia attrazione nei suoi confronti era molto scemata e da molto tempo, anche se continuavamo a vederci e ad avere rapporti sessuali che lui richiedeva spesso, avendo lui inoltre una libido molto, molto alta).
Poiché lasciato da me, per farmi soffrire e farmi dispetto, mi ha rivelato di avermi tradito più volte con persone diverse mentre eravamo fidanzati.
Mi sentii molto ferita, dilaniata dal dolore e dalla delusione e mi sentii profondamente sbagliata (anche e soprattutto dal punto di vista sessuale, perché forse non ero riuscita a soddisfarlo da questo punto di vista, dal momento che aveva ricercato altre ragazze).
Inoltre, durante la relazione, il fatto che io, invece, non avessi così tanta voglia di fare sesso quanta ne aveva lui, mi faceva sentire inadeguata e "problematica", ("frigida" ecco, anche se non amo usare questo termine).
In generale anche dopo la nostra separazione, con i pochi altri partner che ho avuto mi sono sempre sentita abbastanza "apatica" e poco eccitata durante l'atto sessuale.
Ci tengo a specificare che lui è stata una persona che ho amato profondamente e con tutta me stessa, il mio primo amore e che non ho poi più trovato una persona che fosse così importante per me come lo è stato lui.
E penso che anche lui, nonostante la sua immaturità e i suoi errori, mi abbia molto amata, a modo suo.
Spesso ci penso ancora al mio ex e mi chiedo come sarebbe riprovare con lui dopo tanti anni.
Forse è maturato?
Forse (lo spero) anche io sono cresciuta.

Scrivo per condividere con voi professionisti un mio pensiero; cerco un confronto per capire se quello che penso, sia una visione troppo cinica e pessimista.
La mia domanda è: è possibile che una coppia rimanga insieme tutta la vita mantenendo una vita sessuale soddisfacente e una relazione felice?
O se si rimane insieme per troppo tempo con un solo partner si è destinati a rinunciare al desiderio e alle emozioni?
È possibile rimanere soddisfatti della propria relazione (sia dal punto di vista emotivo che sessuale, di desiderio) o l'essere umano dopo un certo lasso di tempo ha inevitabilmente bisogno di tradire o cambiare partner per "sentirsi vivo" e sessualmente appagato?
Con tutti i divorzi e le separazioni e i tradimenti che ogni giorno avvengono io ho davvero poca fiducia nei rapporti esclusivi, con una sola persona.
Forse l'essere umano non è fatto per avere una relazione monogama e forse ha bisogno di avere più incontri sessuali con persone nuove per sentirsi soddisfatto sessualmente?


Ho ritenuto opportuno dare qualche informazione in più su di me e sulle mie relazioni passate, forse può essere d'aiuto per avere una risposta più "completa" da parte vostra.

Grazie per il vostro tempo e la vostra attenzione.
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Dr.ssa Cristina De Dominicis Psicologo 9 2
Gent.ma, indubbiamente i vissuti ci conducono a delle configurazioni della nostra storia di vita che assumono significato in base alla collocazione temporale in cui hanno luogo. Per intenderci, aveva 22 anni, è passato un bel pò di tempo si presume che il suo atteggiamento sia inevitabilmente differente rispetto ad allora. Tuttavia sembra essere ancorata ad un passato (forse?) ricordato male. A volte raccontiamo a noi stessi non ciò che è, ma ciò che crediamo che sia in linea con i nostri bisogni.
Detto ciò, mi pare di aver capito che lei aveva preso la sua decisione nei confronti di questa persona, ancora prima che lui le comunicasse quello che poi l'ha di fatto ferita. A prescindere dalle motivazioni che hanno spinto il suo ex a farla sentire inadeguata, e che poi l'hanno condotta alla costruzione di uno stigma che lei stessa si è attribuita; provi a chiedersi se riprovarci con lui è ciò che vorrebbe realmente o se dietro questa volontà si potrebbe celare la paura di non riuscire a trovare qualcuno che la possa ricambiare e appagare come lei vorrebbe.
Generalizzare, fare di tutta l'erba un fascio, è un tipico bias cognitivo, ossia uno schema di deviazione del giudizio che porta ad un errore di valutazione e alla mancanza di oggettività.
Il "tutti" non esiste e tutto è possibile.
Banalmente le cito un celebre passo del libro: "Il Piccolo principe": "é una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, [...] è una follia non credere in nessun amore solo perché uno di loro ti è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un'altra opportunità [...] Per ogni fine c'è un nuovo inizio".
Le auguro di trovare il suo.
Cordialmente.

Dr.ssa Cristina De Dominicis

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie mille per la sua risposta dottoressa De Dominicis. Rispetto ad allora sì certamente penso di essere cambiata sotto alcuni punti di vista, anche grazie ad un intenso lavoro che ho fatto su me stessa in psicoterapia.

Mi scusi, credo di non aver capito cosa intende dirmi in questo passaggio: {Tuttavia sembra essere ancorata ad un passato (forse?) ricordato male. A volte raccontiamo a noi stessi non ciò che è, ma ciò che crediamo che sia in linea con i nostri bisogni.}

Il fatto è che solo lui fino ad adesso è riuscito a darmi delle emozioni così forti, e le seguenti relazioni in cui speravo si sono sempre poi bloccate all'inizio (e non per scelta mia). Lui alla fine è sempre stato il solo a non volersi arrendere a lasciarmi andare via. Per un anno ha continuato (seppur in maniera molto invasiva e immatura, lo ammetto) a cercare di convincermi a tornare con lui.
[#3]
dopo
Utente
Utente
L'anno scorso mi ha inviato un messaggio che per paura non ho mai letto e ora me ne sto pentendo. In quel periodo stavo frequentando un ragazzo a cui tenevo molto (forse il primo dopo il mio ex) e non volevo che la cosa si potesse rovinare per una sua improvvisa apparizione. Poi sfortunatamente questo ragazzo a causa di suoi problemi di depressione ha deciso fosse meglio troncare visto che non poteva rendermi felice in quel momento e darmi quello che io mi aspettavo da una relazione.
Sono molto confusa, perché fino ad oggi ci ho sempre pensato spesso al mio ex e alla passione e al sentimento che ci ha uniti, nonostante le frequenti litigate. E spesso mi chiedo se non sia proprio lui la persona che può rendermi felice.
Io vorrei solo trovare pace dentro di me.
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Dr.ssa Cristina De Dominicis Psicologo 9 2
Gent.ma, le spiego.
Sicuramente ci sono delle relazioni, vissute molto intensamente, il cui ricordo dura nel tempo generando un'impronta in memoria.
Ciò avviene poiché la fissazione di un evento resiste alle rievocazioni successive del ricordo stesso, se quest'ultimo subisce un forte investimento emotivo.
Ogni volta che ci raccontiamo il nostro passato, la storia stessa viene configurata in modo differente. La nostra autobiografia è dinamica, cioè subisce dei cambiamenti in base al contesto, alle emozioni e al momento in cui la raccontiamo.
Per intenderci se avesse scritto del suo ex qualche anno fa, probabilmente il suo racconto avrebbe avuto una valenza differente poiché viveva un momento della sua vita diverso rispetto ad ora. Le nostre considerazioni cambiano in base all'esperienza. Ecco perché le dicevo che il racconto che facciamo a noi stessi dipende dai nostri bisogni. Ogni racconto è stato dipendente.
Ora, non crede che probabilmente sarebbe sbagliato convincersi di dover tornare con qualcuno con cui oggettivamente è andata male, solo perché non è ancora riuscita a trovare la "persona giusta". Sicuramente amare ed essere amati fa parte della piramide dei bisogni primari, siamo animali sociali, è giusto che sia cosi. Tuttavia, questo bisogno non può essere cosi preponderante da farle perdere di vista se stessa, è lei la persona che le starà accanto per il resto della vita. Va bene cercare qualcuno, ma non va bene perdere di vista se stessi nella ricerca. Le sue storie sono andate male, ma non è detto che sarà sempre cosi. Non cerchi la felicità nel posto in cui poi l'ha perduta, trovi l'equilibrio in se stessa. Si dedichi a lei. Il resto vedrà che verrà da sé.
Cordialmente.

Dr.ssa Cristina De Dominicis

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