Relazione finita

Buonasera, scrivo per cercare di avere qualche risposta in più relativa alla recente chiusura della mia relazione iniziata 4 mesi fa.
Sono una ragazza di 32 anni, lui un uomo di 37, medico di terapia intensiva appassionato di viaggi, che erano il suo carburante e residente sa ormai 7 anni in Inghilterra.
Abbiamo avuto un colpo di fulmine immediato, tanto forte che mi ha portata a trasferirmi da lui nel giro di poche settimane.
Ci siamo chiamati 'amore' da subito, abbiamo avuto e sognato da subito una progettualità.
Non aveva mai desiderato un figlio se non con me.
Le sue parole sono state, la mia ricerca che pensavo infinita, è finita.
Ti ho trovata.
Sono stati mesi meravigliosi, fatti di amore, attenzione e rispetto.
Purtroppo con la situazione sempre più stressante, chiusa e grave relativa al covid e al suo lavoro, l'ho visto spegnersi sempre di più, perdere interesse per la vita, i rapporti sessuali sempre meno frequenti nonostante avesse una grande dolcezza, l'allontanamento dalla famiglia... Tutto questo creava in me tanta frustrazione e pensando di essere io la causa, ho creato qualche tensione sperando di dargli una scossa, cercando di rassicurarlo sulla contingenza del momento critico, cercando di dargli motivazione.
Dopo natale sono rientrata in Italia con la promessa di rivederci a febbraio, dopo l'ennesimo blocco di aeroporti ecc... Da lì, giorno dopo giorno l'ho sentito sempre più freddo fino a ieri quando, incalzato dalle mie domande mi ha comunicato in modo glaciale che aveva perso la luce in sé stesso, che non vedeva la fine, che il lavoro era diventato troppo stressante e non vedeva non solo più un futuro con me ma neanche per sé stesso.
Mi ha detto di non volermi vedere frustrata per colpa sua e sofferente, perché avremmo solo distrutto ciò che di bello avevamo costruito.
Che ha necessità di riprendersi da solo per poter dare il 100 % che ad oggi non riesce a darmi.
Mi ha chiesto di essere felice, di non aspettarlo perché non sa neanche lui quanto durerà il processo e che se e quando starà meglio ci sarò ancora, sarebbe stato contento.
Tutti ciò senza far trapelare la minima emozione.
Mi ha anche detto che sono radicata nella sua anima, che il legame profondo che ha con me resta, così come l'amore ma di non ergermi a paladina della salvezza perché non servirebbe a nulla e non riesce a godersi il rapporto, che non ha nulla da condividere ora.
Sono davvero scioccata dal suo cambiamento repentino.
Solo pochi giorni fa mi diceva, mi manchi da morire, hai lasciato un vuoto nel mio cuore da quando sei partita... E poi?
Chi ho conosciuto in tutto questo tempo?
Cosa posso fare per lui?
Perché mi ha trattata peggio di un'estranea?
Io, la donna da cui avrebbe voluto una famiglia.
Il disturbo post traumatico da stress può essere davvero la causa?
Grazie
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2,1k 120
Gentile utente,
come faccio sempre, prima di rispondere ad una richiesta di consulenza ho letto accuratamente tutte le email che ci ha mandato e le repliche dei miei colleghi.
Ancora una volta lei lamenta l'inaspettato abbandono da parte di un uomo; due volte si trattava di incontri occasionali, stavolta di una relazione già approdata ad una convivenza.
Da qui non possiamo dire nulla sull'altra persona, che non ci ha scritto. Meno che mai formulare una diagnosi di Disturbo da Stress Post Traumatico: le chiederei anzi perché ha pensato proprio a questo. Il suo ex le aveva parlato di traumi, recenti o pregressi?
Mi chiedo invece se lei abbia analizzato, con l'aiuto di un consulente: 1) quali sono le sue reali aspettative verso gli uomini con i quali instaura relazioni; 2) cosa è disposta a dare e cosa è disposta ad accettare in una relazione; 3) se è certa di comunicare nella maniera più idonea le sue richieste; 4) se si ritiene capace di empatia.
Le faccio molti auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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