Relazione con un uomo separato con figli

Buongiorno,
ho 35 anni e da qualche mese frequento un ragazzo di 41 anni, separato con figli.
Inizialmente non mi sono posta il problema, perché immaginavo e speravo che essendo ormai grandicelli i suoi figli, avesse anche voglia di costruirsi un’altra famiglia, ma con il tempo ho appurato e anche su sua dichiarazione, che lui una famiglia ce l’ha già e io sarò sempre solo la sua fidanzata con cui non ci sarà alcun tipo di convivenza finchè i suoi figli non andranno via di casa e non ci sarà la possibilità di avere un altro figlio.
Diciamo che ora sono molto combattuta perché, in cuor mio, ho sempre sognato di costruire una MIA famiglia e pensare che sarà sempre così senza alcuna sfumatura diversa, se non una convivenza, in un futuro lontanissimo (quando i suoi figli avranno una loro indipendenza economica) mi fa venir voglia di scappare.

Probabilmente sarà egoismo, non so, ma credo di essere ancora giovane per potermi privare di realizzare i miei sogni e dall’altra parte capisco che il suo problema è legato più che altro ai soldi, per mantenimento e spese varie.

Non so ora come comportarmi, è difficile lasciarlo andare perché è una persona meravigliosa ma, dall’altra parte, ho il terrore di vivere di rimpianti per non aver provato a costruirmi una mia famiglia.

Grazie
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 3.6k 177
Gentile utente,
il suo problema ha vari aspetti.
Il suo partner è stato abbastanza chiaro nel palesare il suo programma di vita; ma solo "abbastanza", perché non ha detto se la sua decisione di non creare un'altra famiglia è davvero di natura economica e se è transitoria o permanente.
Questo è un fatto da chiarire.
Se lui non vuole altri figli per ragioni affettive, e vuole essere tutto per loro finché i suoi sono ancora ragazzini, non è detto che accetterà di averne in futuro.
Se al contrario ha deciso di rimandare, ma desidera altri figli, lei tra sette /otto anni potrebbe non essere più idonea al concepimento.
Oltretutto, il suo uomo (lei lo chiama "ragazzo" ma è un uomo di mezza età) esclude "per ora" anche la vostra convivenza. Molte persone che hanno avuto una famiglia e hanno sofferto della sua perdita non desiderano replicare l'esperienza; ma su questo punto non so se lui sia stato chiaro. La convivenza non dovrebbe esservi preclusa da ragioni economiche: lei lavora, immagino?
Ma forse lui vuole che la sua casa sia pronta ad accogliere i suoi figli, e in questo caso cosa vi fa pensare che in futuro le cose possano cambiare?
Infine, valutando l'età che lei ha dichiarato, gentile utente, si resta perplessi all'idea che abbia rimandato la maternità così a lungo, se davvero la desiderava.
Questo potrebbe aver creato nel partner una falsa aspettativa: può avere pensato, conoscendola, che anche lei avesse già figli o che non ne volesse.
Prima di prendere qualunque decisione è dunque opportuno che ciascuno di voi capisca bene sé stesso, poi rifletta con sincerità assieme all'altro.
Ci tenga al corrente, se le fa piacere.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie Dottoressa per la tempestiva risposta. Diciamo che i fattori che lo hanno portato a mettere in chiaro il suo rifiuto di avere un figlio ed una convivenza, a prescindere dalle motivazioni , sono definitive e non ci sarà un cambio di direzione. Ovvio che non si può prevedere il futuro , ma non ci sono dubbi riguardanti le sue decisioni. Il mio aver portato avanti l'idea di un figlio è semplicemente dovuto al fatto che ho avuto una relazione di tanti anni con una persona poi chiusa con un divorzio e purtroppo quelle successive non hanno mai portato a stabilità sentimentali. Ovviamente sono una persona economicamente indipendente e non chiedo certamente di appoggiarmi a lui , anzi.. però mi creda che a oggi questi paletti mi frenano molto e non so come comportarmi. Ho semplicemente paura di ritrovarmi tra qualche anno con una persona al mio fianco che ha già una famiglia e sentirmi dire : " te l'avevo detto "!
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 3.6k 177
Gentile utente,
a questo punto lei deve chiedere a sé stessa se davvero desidera figli, se davvero desidera la convivenza, e se non le pesa spartire l'affetto del suo partner coi suoi figli.
Terrei ben separate le tre questioni.
Non possiamo sapere davvero di cosa ci pentiremo in futuro, però possiamo sapere cosa ci attira oggi e cosa davvero è stato importante per noi nel passato.
Si può sempre cambiare idea, ma difficilmente si desidera rivoluzionare la propria vita.
Ci sono degli esercizi terapeutici (il Sogno da Svegli o la Scrittura Espressiva) che potrebbero aiutarla a focalizzare i suoi bisogni e i suoi rifiuti. Sempre che non ci sia in lei la tendenza al rimpianto di ciò che non è stato.
Provi a parlarne con uno psicologo di persona.
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dopo
Utente
Utente
Grazie ancora per l'assistenza. Sarà mia cura prendere in esame ciò che mi ha consigliato. E ho anche già preso in considerazione un colloquio con uno psicologa che sicuramente mi aiuterà a capire meglio la strada da intraprendere. Saluti
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 3.6k 177
Prego, cara utente.