Utente
Salve.

Sono una ragazza di 26 anni, fidanzata da quasi 9 anni e convivo da 2.

Insieme abbiamo fatto tante cose, abbiamo viaggiato, ci siamo trasferiti in un’altra città lontano dalla nostra, ma spesso ho avuto dei momenti di dubbi.
Non sapevo se era davvero lui quello con cui volevo trascorrere tutta la mia vita, ma credo siano dubbi normali per una ventenne.

Quando abbiamo cominciato a parlare della convivenza io avevo paura e forse mi sarebbe piaciuto stare in una casa tutta per me da sola prima di andare a convivere.
Ma alla fine mi sono convinta e siamo andati a vivere insieme.
È sempre andato tutto liscio, senza problemi.
Anche quando andammo a comprare l’anello che lui mi voleva regalare mi sentivo strana, come se avessi un senso di oppressione e insicurezza.
Ma anche lì ho affrontato la situazione.

Ogni tanto sentivo di non vivere al completo la relazione, come se mancasse qualcosa.
Inoltre non sono convinta di volermi sposare ed avere dei figli e non so se dipende da me o dall’altra persona, come se non fosse quella giusta per me.

Nei mesi scorsi ho cominciato a percepire un ulteriore senso di incertezza, accentuato probabilmente dal lockdown.

Come se non bastasse, è tornato nella mia vita un vecchio compagno di scuola, più precisamente il ragazzo per cui ho avuto una cotta per ben 5 anni.

Ci siamo ritrovati a vent’anni di distanza ed abbiamo riscoperto una complicità ed affinità unica.
Entrambi ci siamo aperti ed è nato qualcosa di ingestibile.
Abbiamo trascorso giornate intere a messaggiare finché non ci siamo incontrati.
Tra noi c’è stata una chimica pazzesca.
Avevo le farfalle allo stomaco e il batticuore.
Alla fine ci siamo baciati due volte. Per questo non mi sento per niente in colpa. Anzi, vorrei rifarlo altre mille volte (non giudicatemi per questo).

A malincuore abbiamo deciso di non sentirci più.
Lui non voleva rovinare la mia storia ed io mi sentivo in difficoltà.
Entrambi però non riusciamo a non pensarci.
Ci mandiamo frecciatine tramite frasi su instagram, lui chiede di me ad un’amica in comune ed io penso sempre a lui, lo sogno spesso anche la notte.

Ho raccontato al mio ragazzo della situazione e lui mi ha perdonato, dicendo di essere pronto a ripartire e che non vuole perdermi.

Io sono confusa.
Da un lato non voglio buttare in aria 9 anni di storia, deludere e ferire il mio ragazzo e le nostre famiglie.
Mi dispiacerebbe rovinare tutto (anche se il danno è già fatto).
dall’altro lato vorrei vivere appieno la storia con quell’altro ragazzo, sentire quella chimica, quelle sensazioni che non ho mai provato prima, vivere un amore adolescenziale e fare le pazzie.

So che non è giusto stare con una persona e pensare ad un’altra, ma adesso sto così e devo capire se mollare tutto e ripartire da zero o continuare la mia vita dimenticando quell’altro ragazzo.

Aggiungo che ho intrapreso un percorso psicoterapico ma mi piacerebbe sentire ulteriori pareri.

Grazie.

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
le farò poche osservazioni, su cui eventualmente riflettere assieme al suo terapeuta.
Si è fidanzata con l'attuale compagno quando era una ragazzina, assolutamente immatura.
Lui poi (ma quanti anni ha?) accetta tutto, perdona tutto, nemmeno si allarma... come se fosse emotivamente inesistente, e lei ancora una bambina dei cui capricci non si tiene conto.
Dell'altro uomo dice che ha avuto una cotta per lui per cinque anni. A che età, quindi? Non è dato prendere per vero quello che scrive: "Ci siamo ritrovati a vent’anni di distanza", perché vorrebbe dire che vi eravate persi di vista quando lei aveva sei anni.
Mi chiedo quando abbia avuto il tempo per studiare, intraprendere una professione, gestire una vita adulta e autonoma, e non mi stupisco che scriva: "mi sarebbe piaciuto stare in una casa tutta per me da sola prima di andare a convivere".
Mi sembra una giusta esigenza, senz'altro da realizzare.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Ho 26 anni. Il mio compagno 31. Ci siamo conosciuti quando io avevo 17 anni e siamo andati a vivere insieme 2 anni fa.
Io e quest’altra persona eravamo compagni alle elementari. Quindi vent’anni dopo perché ci siamo conosciuti quando avevamo 6 anni e ritrovati adesso a 26. Non ci siamo visti per anni perché viviamo in città diverse ora, ma siamo sempre stati in contatto tramite social. Era una di quelle cotte che si prende da bambini, una cosa da niente, ma forse inconsciamente ho avuto sempre un desiderio di conoscerlo meglio.

Ha ragione. Probabilmente ho corso troppo e bruciato le tappe. Stare con una persona più grande significa anche questo. Ma se realizzo il mio desiderio di stare da sola questo preclude il porre fine alla convivenza e lasciare il mio attuale compagno

La ringrazio per le osservazioni