Fare o no un figlio?

Buonasera, sono una donna di 32 anni, sposata da un anno.
Ultimamente con mio marito abbiamo parlato della possibilità di avere o meno dei bambini.
Mi sento di avere sentimenti piuttosto differenti sulla questione e al momento fatico a prendere una decisione.
Nei contro vedo il vivere lontano dal possibile aiuto delle famiglie di origine, lavori full time è a rischio di precarietà, la residenza in un quartiere difficile, il doversi spostare sempre con i mezzi pubblici.
Nei pro vedo la possibilità di allargare la famiglia, la gioia di un bambino in casa, la possibilità di vivere un’esperienza nuova.
Mi chiedo però se i pro siano sufficienti per bilanciare le difficoltà effettive che comporterebbe.
Al momento vivo una vita appagante dal punto di vista lavorativo e personale e temo un po’ le difficoltà che potrebbero sorgere dopo questa scelta.
Da una parte la serenità che vivo mi fa pensare che sarei felice anche senza essere una madre, dall’altra mi chiedo se non rimpiangerei in futuro l’aver fatto prevalere le mie preoccupazioni.
Mi chiedo, é un fatto così istintivo capire quali siano i propri reali desideri?
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 18k 585 67
Gentile utente,

in tutta franchezza Le dirò che i motivi di dubbio sono ben di più di quanti Lei ne abbia individuato.
".. L’esperienza della genitorialità comporta parecchie implicazioni e difficoltà; eccone alcune:
- c'è una riduzione del tempo personale e di quello di coppia;
- lo spazio di intimità fisica e psichica deve essere allargato;
- l'identità di coppia deve essere mantenuta, ma contemporaneamente va dato spazio all’emergere dell'identità di famiglia;
- è necessario sacrificare parte dello spazio ludico, di gioco dell’adulto, a favore del nuovo arrivato;
- nella moglie può emergere il conflitto fra la donna amante e l'essere madre;
- i genitori (o uno di essi) possono cadere nella dedizione totale al figlio, a scapito della reciprocità di coppia.

Eppure avere un figlio rappresenta per la coppia una rilevante opportunità di maturazione e sviluppo:

- attiva nei genitori la capacità di riflettere: su di lui, su se stessi, sui propri genitori;
- la tenerezza verso il bambino è un recupero del proprio IO bambino, e della tenerezza dei propri genitori verso di sé quando si era bambini;
- il figlio rappresenta un proprio prolungamento; e contemporaneamente un progetto condiviso della coppia;
- la coppia fusionale ha una nuova opportunità di sviluppo quando riesce ad aprirsi al bambino;
- la sessualità si fa più matura e integrata con l’affettività..."

Da quando la donna non ha più - fortunatamente - una unica possibilità per realizzarsi nella vita: quella di essere madre,
sempre più va incontro ad una riflessione di fronte alla possibilità e scelta della genitorialità,
impegnativa sia nella sua irreversibilità (non c'è divorzio dal* filg*), sia nell'imprevedibilità del suo svolgimento nei decenni.
E dunque alla Sua domanda "Mi chiedo, é un fatto così istintivo capire quali siano i propri reali desideri?", rispondo che non sempre è istintivo, soprattutto quando esistono dei pro e dei contro e dunque la persona prova sentimenti *ambivalenti* del tutto naturali.

Quale decisione assumerà Lei non lo sappiamo,
ma Le raccomandiamo un confronto profondo con Suo marito, magari partendo dalla lettura insieme dell'articolo completo "Mamma e amante" da cui è tratto il virgolettato; lo trova qui: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3332-mamma-e-amante.html .

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/