Utente 414XXX

Buonasera gentili signori medici. Sono un ragazzo di 30 anni. 3 mesi fa mi sono sottoposto ad intervento radiologico di correzione di un grosso, ma asintomatico, varicocele bilaterale (3° grado sx, 1° dx). L'intervento, per il solo varicocele sinistro, pare essere ben riuscito, come confermato dall'ecodoppler di controllo eseguito dopo un mese. Seguite le indicazioni postoperatorie, ho avuto alcuni doloretti/fastidi: all'inguine nei giorni subito dopo, poi alla pancia; riferito ciò al radiologo interventista, li ha ritenuti normali, dovuti al nuovo circolo venoso che si sta creando, ma consigliandomi qualche giorno di antinfiammatorio, cosa che ho fatto. Passati questi fastidi, da qualche giorno me ne è subentrato uno nuovo, non insopportabile ma paradossalmente più forte dei precedenti, in corrispondenza delle vene soprastanti il testicolo sinistro. Si tratta di fitte in successione abbastanza rapida, mi pare di capire indipendenti dalle mie posizioni ed azioni, che talvolta si irradiano verso il basso ventre e l'interno coscia. Pertanto, un mio parente medico che ha strettamente seguito tutto il mio iter sin dalla diagnosi del varicocele, mi ha consigliato di assumere aulin compresse 100 mg per due giorni. Presa poco fa la prima, il fastidio/dolore si è di poco alleviato. Fra un mese eseguirò lo spermiogramma di controllo ed eventualmente contatterò l'andrologo. Vi chiedo se pure questi sintomi più recenti possono essere normali, anche dopo tre mesi, se possono continuare o subentrarne altri. Mi rendo conto che ogni organismo reagisce diversamente e dell'ovvia impossibilità di effettuare diagnosi precise senza una visita diretta, ma mi sarebbe gradito anche un parere di carattere generale, se non altro sulla base della Vostra esperienza circa questo tipo di interventi. Se può esserVi utile, in calce allego il referto. Vi ringrazio. Distinti saluti REFERTO INTERVENTO "L'esame angiografico è stato eseguito previa puntura percutanea transfemorale comune destra venosa ed accesso vascolare 5F in anestesia locale. E' stato eseguito il cateterismo selettivo della vena spermatica di sinistra che ha documentato insufficienza durante manovra di Valsalva. Dopo il cateterismo selettivo della vena spermatica sino al suo tratto pelvico si è proceduto ad embolizzazione mediante posizionamento di n. 3 spirali metalliche a rilascio controllato tipo 'Concerto 10X300 mm (1) e 9X300 (2)' e successiva somministrazione di atossisclerol 3%. Al controllo finale si documenta la scomparsa del reflusso di MdC nella vena spermatica a monte del sito di embolizzazione. Procedura ben tollerata in assenza di complicanze periprocedurali. Utile astensione da attività gravosa per 5/7 giorni. In caso di comparsa di algia e/o febbre (maggiore di 38°C) utile assunzione di antinfiammatori al bisogno o antibiotico terapia (es. Augmentin x 4-5 gg) fatte salve intolleranze e/o allergia specifica. Controllo eco-color-Doppler ad un mese. Spermiogramma dopo 4 mesi."

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Dr. Giovanni Solimeno

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Buongiorno,
Il fastidio che lei lamenta potrebbe non essere necessariamente determinato dalla recente scleroembolizzazione che ha eseguito.
Il consiglio che le do è di farsi innanzitutto vedere da un ortopedico, perchè talvolta sintomi a partenza dalla colonna vertebrale possono irradiarsi nelle zone che lei ha citato.
Esclusa una causa di natura ortopedica, si rechi di nuovo dal radiologo interventista che l'ha operata.
Cordiali saluti
Dr. Giovanni Solimeno