Utente 279XXX
Salve io scrivo per conto di mia madre alla quale, da un mese circa , è stata diagnosticata l'arterite di Horton. Ho consultato numerosi siti riguardanti questa malattia e posso affermare che il modus operandi dei medici dell'ospedale che l'hanno curata è stato rispettato. Una cosa però non mi ha convinto pienamente ovvero mi è stato detto che non hanno eseguito una biopsia dell'arteria temporale ( a mio modesto parere molto importante) in quanto avendo dovuto iniziare tempestivamente con la terapia corticosteroidea, i risultati relativi ad essa sarebbero risultati non attendibili. Io però ho trovato su un sito la seguente affermazione: Quando possibile, la biopsia dell'arteria temporale dovrebbe essere eseguita prima dell'inizio della terapia; tuttavia, quando sono presenti segni e sintomi oculari, la terapia non dovrebbe essere ritardata per la biopsia perché l'esame del campione bioptico dell'arteria temporale può dimostrare la presenza di arterite anche dopo più di due settimane di terapia corticosteroidea.
Desidererei avere un Vs. parere.
Grazie della comprensione

[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Giordano

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Gentile utente,
se tutto deponeva per quella diagnosi e se la malattia era già avanzata, un ritardo nella terapia poteva essere più pericoloso delle (eventuali) complicanze ed effetti collaterali della terapia stessa. Perciò hanno iniziato la terapia e la risposta immediata è stato un altro elemento che ha confermato la diagnosi. In medicina a volte bisogna fare un gioco di equilibri.
Dott. Pierluigi Giordano