Utente 642XXX
Gentile dottore
Le chiedo cortesemente un consulto on-line in merito alla malattia di mia madre (62 anni).
Nello scorso giugno dopo lunghe indagini le è stata diagnosticata una polimialgia reumatica associata ad un'arterite di Horton, i numerosi esami effettuati tra cui una biopsia dell'arteria temporale hanno evidenziato diverse stenosi all'altezza dell'arteria succlavia sia sx. che dx. le è stata prescritta una terapia a base di cortisone con un dosaggio inizialmente di 65mg. al giorno, oggi ne prende 17,5mg.,a cui sono state aggiunte 1 compressa di Nexium 20mg, una compressa di cardioaspirina, una di Natecal 30mg, una di Norvasc, una di Torvast, e una volta a settimana una di Fosamax da 70mg.
Lo stress accumulato e l'alto dosaggio di cortisone le hanno provocato anche gravi disturbi a livello spicologico, attacchi di panico, ansia, depressione, insonnia, problemi che l'anno portata ad avere anche delle allucinazioni,e che stiamo curando con l'aiuto di uno psichiatra.
Di contro per quanto riguarda la sintomatologia della "malattia principale" soprattutto i dolori articolari e muscolari che inizialmente erano di notevole entità ora sono se non del tutto scomparsi decisamente migliorati.
Anche gli esami di laboratorio hanno evidenziato un quadro in miglioramento, ritorno a valori normali della VES che partiva da 90 oggi siamo a 18
Pur tuttavia negli ultimi tempi si sta verificando un evento se non nuovo, sicuramente più ripetuto nel tempo e a episodi sempre più ravvicinati.
Nel corso del secondo ricovero( luglio 2006) improvvisamente durante una brevissima passeggiata mia madre aveva perso i sensi per un periodo di tempo che mi è sembrato piuttosto lungo, parlando con i dottori e dopo ulteriori controlli, sono stata rassicurata e mi è stato detto che dato il quadro clinico di partenza poteva succedere.
In seguito tornata a casa questo episodio si è ripetuto con la stessa modalità per un paio di volte, inoltre mia madre lamenta sempre più spesso disturbi di tipo visivo (anche se lo specialista mi ha rassicurato che pur avendo evidenziato un restringimento del calibro dei vasi, non trova al momento nessun motivo di particolare preoccupazione, consigliandomi comunque di ripetere il controllo ogni 3/4 mesi).
Tra dicembre/gennaio gli episodi di svenimento (l'ultimo ieri)si sono ripetuti sempre più spesso, rispetto ai primi riesce a riprendere i sensi "abbastanza velocemente", ma il fatto che siano più frequenti mi preoccupa molto. A marzo è previsto un'ulteriore controllo cardiochirurgico che dovrebbe servire per stabilire l'opportunità di un'intervento o meno, ma a questo punto non sò se sia il caso di accellerare i tempi.
Mi chiedo se questi episodi sono strettamente legati alla patologia o se invece possono essere legati anche al suo quadro psicologico che comunque sembra essere tornato se non alla normalità ad una condizione accettabile.
Sarò molto grata per ogni consiglio che potrete darmi.
Buona giornata.

[#1] dopo  
Dr. Massimiliano Zaramella

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gentile Utente,
Le consiglio di eseguire, se non già fatto un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (carotidi e vertebrali) per valutare con più precisione l'entità delle stenosi, eseguirei inoltre una TAC cerebrale per valutare l'eventuale presenza di lesioni ischemiche cerebrali.
Cordiali saluti,
massimiliano zaramella

[#2] dopo  
Utente 642XXX

La ringrazio per la sua risposta, vorrei ancora approfittare della Sua cvortesia per sottoporle il referto dell'eltumo esame diagnostico effettuato un Cataterismo Cardiaco, per sapere se ritiene sempre utile effettuare gli esami che mi ha consigliato.
Emodinammica: normali valori emodinamici
Coronagrafia:
Tronco Comune: vaso di buon calibro, indenne da lesioni
Arteria discendente anteriore: vaso di buon calibro, tortuoso, che si avvolge attorno all'apice cardiaco, indenne da lesioni.
Arteria Circonflessa:vaso dominante, tortuoso, indenne da lesioni
Coronaria destra: vaso di buon calibro non dominante, indenne da lesioni
Ventricolografia sinistra. (30°obliqua destra): il ventricolo sinistro è di normali dimensioni, senza alterazioni della contrattilità segmentaria. La frazione di eiezione è calcolata al 65%.
Aortografia ascendente e dell'arco aortico: La valvola aortica è tricuspide, con normali movimenti d'apertura delle cuspidi valvolari. L'aorta ascendente e l'arco aortico sono di normale morfologia e dimensioni.
Aortografia addominale: l'aorta addominale presenta normale stato di parete e normali dimensioni. Le arterie renalisono di buon calibroe flusso. I reni sono di normale morfologia e dimensioni.
Angiografia selettiva dell'arteria succlavia sinistra: l'arteria presenta diffusa malattia subito dopo l'origine dell'arteria vertebrale, con diffuso e significativo restringimento, che appare massimo a livello dell'arteria ascellare, dove si osserva una stenosi subocclusiva; si osserva stenosi all'origine dell'arteria mammaria interna sinistra.
Angiografia dell'arteria succlavia destra: l'arteria destra presenta dopo l'origine dell'arteria vertebrale e dell'arteria mammaria interna , diffusa riduzione del lume con restringimento massimo del 60-70%.
La Saluto.

[#3] dopo  
Dr. Massimiliano Zaramella

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L'esame eseguito è mirato al cuore ed all'aorta ma non valuta i tronchi sovraortici in maniera sufficente e completa (manca lo studio delle carotidi)dimostrando comunque lesioni ateroscleroctiche a carico delle arterie succlavie che ribadiscono l'indicazione e l'utilità di un ecocolordoppler TSA e di una TAC cerebrale, cordiali saluti,
massimiliano zaramella

[#4] dopo  
Dr. Mauro Granata

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La polimialgia reumatica e l’arterite a cellule giganti (arterite temporale o arterite di Horton) rappresentano probabilmente diverse manifestazioni della medesima malattia. Entrambe riguardano la stessa popolazione (soggetti oltre i 50 anni) coesistendo spesso nello stesso paziente, prediligendo analoghi aplotipi HLA e mostrando simili caratteristiche citochimiche. Le differenze più importanti tra le due condizioni sono rappresentate dal fatto che la polimialgia reumatica non causa cecità e risponde a basse dosi di terapia steroidea mentre l’arterite di Horton può provocare cecità e lesioni a carico di tutto il distretto arterioso con interessamento delle arterie di medio e grosso calibro e necessita di alte dosi di cortisone. Nei casi di risposta insoddisfacente o di comparsa di effetti collaterali alla terapia con steroidi esistono alcune segnalazioni in letteratura riguardanti l’utilizzo di farmaci immunosoppressori, quali il methotrexate e l’azatioprina, con risultati peraltro ancora incerti. Granata Mauro
Mauro Granata