Utente 302XXX
Buonasera dottori,
vi scrivo per un problema riguardante mia nonna, di anni 83.
Da due settimane soffre di dolori intensi e quasi continui ai polsi. Il dolore era inizialmente localizzato ad un polso ma in pochi giorni si è esteso anche all'altro. La cute, localmente, si presenta non arrossata ma calda e di aspetto lucido rispetto alle zone circostanti. Il medico di famiglia ha ipotizzato, in base al riscontro clinico, la diagnosi di gotta prescrivendole Allopurinolo 300 mg nella posologia di una compressa al giorno.
Dopo dieci giorni di terapia la sintomatologia dolorosa non si è attenuata e il medico le ha richiesto dosaggio di uricemia e creatininemia continuando nell'attesa dei risultati la terapia con Allopurinolo.
Leggendo tra i consulti in questa sede e sul foglio illustrativo del farmaco prescritto mi pare di aver capito che l'Allopurinolo è indicato nella prevenzione degli attacchi di gotta mentre il farmaco di elezione per la terapia delle fasi acute è la Colchicina.
Vi scrivo per chiedervi se è possibile la diagnosi di gotta esclusivamente in base a dati clinici in attesa degli esami del sangue e per avere qualche informazione in merito alla terapia più idonea.
Ringraziandovi anticipatamente, porgo un cordiale saluto.

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Dr. Giacomo Maria Guidelli

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La diagnosi potrebbe essere giusta, ma spesso nelle donne ci troviamo di fronte ad una patologia simile alla gotta ma che ha caratteristiche patogenetiche diverse.
Si tratta della condrocalcinosi, per la quale non serve l'allopurinolo.

Esattamente come ha scritto, l'allopurinolo nella gotta si usa nelle fasi intercritiche, per prevenire gli attacchi, e mai come cura dell'attacco acuto!
In acuto si usano colchicina, antinfiammatori ed eventualmente cortisonici, se non controindicati.

Credo sia utile sentire un reumatologo.
Dr. Giacomo Maria  Guidelli