Utente 308XXX
Buongiorno,
vorrei sapere quali sono i segni clinici di una sofferenza algodistrofica al piede. Ho avuto diagnosi di tendinopatia inserzionale dell'achilleo destro dovuto probabilmente a trauma sportivo. Mi causa un dolore retrocalcaneare basso che si presenta col movimento. Esami strumentali nella norma, non ci sono particolari situazioni di sofferenza tendinea nè anomalie o alterazione dell'osso. Ho eseguito rx, risonanza, ecografia. Sono un po' preoccupato perché nonostante diversi trattamenti non ci sono significativi miglioramenti. Ora sto provando le onde d'urto,ma dopo il primo ciclo scarsi risultati. Ho letto di questa sindrome algodistrofica e vorrei sapere come si può manifestare a livello del piede. Che tipo di dolore provoca? Ci possono essere forme "atipiche" tanto da poterla confondere con altre situazioni? Il mio unico sintomo è questo disturbo durante la camminata e una sensazione di fastidio o ipersensibilità a livello calcaneare. Non ho gonfiore, arrossamenti, o altri segni. Ultimo quesito: dagli esami strumentali dovrebbe emergere qualche anomalia significativa?
Ringrazio per l'attenzione e porgo cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Mauro Granata

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La sofferenza entesitica riferita è in grado da sola di giustificare la sintomatologia riportata nel post. Può capitare che tale disturbo, magari con modalità subclinica e subdola, possa persistere per lungo tempo senza essere sensibile alle varie opzioni terapeutiche via via proposte. Per quanto riguarda la presenza di una, magari concomitante, sindrome algodistrofica, la negatività degli esami strumentali eseguiti fa escludere la possibilità diagnostica. Cordiali saluti.
Mauro Granata

[#2] dopo  
Utente 308XXX

Gentile professore grazie infinite per la risposta. Ci sono novità rispetto alla mia situazione. Dall'ultima risonanza, un ortopedico si è accorto che in effetti è presente un edema midollare a livello calcaneare così ha ipotizzato una sindrome neuroalgodistrofica del calcagno. In effetti la sintomatologia ha subìto negli ultimi due mesi un peggioramento, nonostante i trattamenti a cui mi sono sottoposto tra cui onde urto. Mi ha consigliato Clody 200 intramuscolo per 10 giorni di fila, poi una a settimana per 2 mesi e nuova risonanza. Sono a conoscenza di una terapia più aggiornata a quanto pare più efficace, con neridronato per infusione endovenosa. Prossima settimana ho un appuntamento in un centro dove usano questo schema terapeutico. Vorrei chiederle gentilmente cosa ne pensa di queste opzioni terapeutiche e quali sono le prospettive di risoluzione di questa patologia. So che in questi casi bisogna intervenire precocemente ma purtroppo sono passati già alcuni mesi dall'evento traumatico. D'altronde inizialmente non avevo sintomi particolarmente evidenti, tanto che verso giugno la situazione sembrava risolta. Poi verso inizio agosto c'è stata un'escalation negativa e nelle ultime settimane è ulteriormente peggiorato.
La ringrazio molto per la sua attenzione e disponibilità .
Porgo cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Mauro Granata

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Gli schemi terapeutici sono entrambi efficaci. Il controllo RMN a distanza sarà dirimente. Cordialità.
Mauro Granata