Utente 167XXX
Salve, ho 28 anni, due anni fa è cominciata la mia "disavventura". Ricovero urgente in gastroenterologia dove mi è stato diagnosticato il Morbo di Crohn e una massa tumorale al surrene sinistro. Massa che nel giro di 5 mesi è arrivata da 3 ad un diametro di 8 cm. Operata quindi d'urgenza (e per fortuna perchè si trattava di un emangioma cavernoso con focolaio emorragico) i dolori alle articolazioni e alle ossa, che già da mesi mi tormentavano, sono aumentati sempre di più. Controllo alla tiroide con risultante un nodulo con tiroidite, controllo alle ovaie (non riesco ad avere una gravidanza, mio marito non ha problemi, tranne un varicocele non preoccupante) con risultante una situazione endometrica in corso non localizzata a causa di ovaie fibromatose. In più attraverso raggi scoperta scoliosi e cifosi. L'endocrinologa alla quale mi sono rivolta, non ha saputo trovare una via d'uscita, mi ha solo detto che il tutto potrebbe essere collegato. Quindi visita reumatologica con diagnosi di fibromialgia. I dolori ormai vanno sempre peggiorando (gambe, braccia, schiena), mi è stata consigliata una terapia, la mattina mi sveglio più dolorante di quando vado a dormire, mi sveglio diverse volte durante la notte, in tarda mattinata i dolori (sempre presenti) pare diminuiscano, nel tardo pomeriggio (manco se avessi un orologio con sveglia all'interno del corpo) i dolori riprendono ad aumentare... sempre più, tanto da rendermi difficile addormentarmi. Nella terapia mi sono stati dati anche ansiolitici e antidepressivi. Non so se seguirla, poichè mi è stato detto che sono solo palliativi, essendo anche essa una patologia cronica ed avendo già il fegato aumentato di volume (forse per la terapia che seguo per il Crohn) non vorrei peggiorare la situazione. Sono necessari altri esami??? Ho sentito parlare molto bene del dott. Fiore di Padova, ma essendo di Bari non c’è in Puglia o vicinanze un centro specializzato in fibromialgia???

Vi ringrazio anticipatamente.

[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Egregia, la tiroidite, la fibromialgia/sindrome da stanchezza, le alterazioni dell’ elettromiagrafia, il morbo di Chron, sono tutti collegati: sono malattie autoimmuni che riconoscono come innesco infettivo, per il mimetismo molecolare, il virus di Epstein-Barr, che poi successivamente, abbassando il sistema immunitario nella sua risposta, che porta ad una immunodeficienza, ha permesso l’ingresso di altri agenti patogeni che hanno aiutato a provocare le varie patologie, compresa la “emangioma cavernoso con focolaio emorragico”. Deve bloccare il meccanismo di aggravamento, eliminando il virus di Epstein-Barr e gli altri agenti patogeni, altrimenti, dal racconto che ha fatto l’aggravamento procederà abbastanza rapidamente. Questo virus, ha la capacità di provocare, oltre a tutte le patologie che lei già presenta, anche le artriti reattive, che aggravano i dolori muscolo/articolari della fibromialgia/sindrome da stanchezza cronica.
Proprio per chiarire tutta la progressione dell’aggravamento, gli agenti patogeni che sono interessati, integrando la recente ricerca scientifica, la medicina convenzionale, immunologia, ormesi, con la medicina biologica, ho strutturato una metodica originale, personale, che mi permette in tempo reale, di seguire il ragionamento diagnostico e terapeutico, in modo da giungere non solo, ad una spiegazione dei motivi per cui si manifestano le patologie autoimmuni, ma anche la terapia adeguata, rivolta alla eliminazione di quelli agenti patogeni, che hanno innescato la malattia autoimmune. Ha ragione, antidepressivi e ansiolitici, nella terapia per la fibromialgia, sono solamente, ma nemmeno, sintomatici; hanno il solo scopo di rendere maggiormente accettabile una situazione insostenibile. Il lavoro da eseguire, è quello della eliminazione degli agenti responsabili. Tutto questo spiega anche la sua difficoltà ad avere una gravidanza. Sicuramente saranno necessari altri esami, ma dopo aver analizzato esattamente, lo stato del suo sistema immunitario e quali agenti patogeni sono responsabili della sua patologia autoimmune.
Saluti

[#2] dopo  
Utente 167XXX

Egregio Dr. Moschini, la ringrazio per aver risposto in così breve tempo al mio consulto. Mi sono informata sul Virus Epstein-Barr, non ricordo di aver mai avuto la mononucleosi (forse è stata confusa con altro), ma infiammazione alle tonsille, placche, mal d'orecchio, dolore alla mandibola, fin da piccola. In effetti in questi ultimi anni tali problemi si sono presentati troppe volte. Fino ai sei anni ho sempre convissuto con una febbricola persistente, scomparsa poi in età scolare.
Ho ripreso delle analisi di screening pre-gravidanza fatte 3 anni fa, non so se possano esserLe d'aiuto:

ANTICORPI ANTI TOXOPLASMA IgG 1.16 <15=NEGATIVO
ANTICORPI ANTI ROSOLIA IgG 46.08 >10=POSITIVO
ANTICORPI ANTICITOMEGALOVIRUS IGG 1.05 >0.4=POSITIVO
ANTICORPI ANTI HERPES VIRUS IGG2,IgM2,IgM1,IgG1 = NEGATIVO

Quanto alle artriti reattive possono essere giustificate da una piccola alterazione del REUMA-TEST TITOLO?
Esito: 21.9 <20

Come posso eliminare il virus Esptein-Barr o capire lo stato del mio sistema immunitario? L'endocrinologa che mi segue non riesce ad arrivare ad una conclusione, mi ha solo prescritto l'Efferalgan, per placare i dolori e il MAG2, provando con una cura di magnesio.
Mi consiglia altre strade o terapie, anche non mediche, che non peggiorino lo stato del Crohn???

La ringrazio ancora del tempo dedicatomi.

[#3] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Non esiste niente di “non medico”, la medicina è una sola, la differenza è solamente nel ragionamento, quando la medicina convenzionale e la recente ricerca scientifica, l’immunologia, ormesi, vengono integrate con la medicina biologica, gli orizzonti si ampliano, le manifestazioni patologiche acquistano una nuova dimensione, la spiegazione delle manifestazioni fisiopalogiche sono più complete e conducono a terapie più complete ed incisive con la possibilità di utilizzare farmaci senza effetti collaterali e rispettosi della biologia e fisiologia dell’organismo.
Come le dicevo, le sue patologie hanno un collegamento, per cui intervenendo su una, si interviene su tutte, in senso positivo.
Le diagnosi non si fanno con il solo reuma test, che poi non è molto attendibile, ma con la clinica, successivamente, si eseguono esami che servono a confermare o indirizzare il nostro ragionamento. Leggendo la sua anamnesi, integrata poi successivamente, si rileva e si conferma tutta la progressione della sua patologia e l’agente, o gli agenti patogeni che hanno iniziato le malattie autoimmuni.
Gli esami di laboratorio, che non sono completi, chiariscono la presenza del Cytomegalovirus, responsabile, come descritto in letteratura, delle malattie che lei presenta; mancano gli esami del virus di Epstein-Barr, ma la sua anamnesi, ne conferma la presenza.
Non si deve mai fare una previsione a posteriori, ma in medicina, questa serve per capire e prevenire; se 3 anni fa, le avessero ampliato gli esami, eliminato il virus Cytomegalovirus, e il virus di Epstein-Barr, lei non avrebbe presentato la sua "disavventura".
Tutto questo serve per capire e prevenire nelle persone successivamente, guai futuri, questa si chiama prevenzione.
Come le ho scritto precedentemente, ho strutturato questa metodica, che mi permette di individuare i virus presenti e di portarli via, sempre nel rispetto della fisiologia e della biologia dell’organismo, con lo scopo di riportare la persona ad uno stato di benessere, che presentava in precedenza.
La metodica è innovativa, rispettosa delle più recenti acquisizioni scientifiche, questo è il beneficio che fornisce la medicina biologica, poter applicare immediatamente la ricerca scientifica, nel ragionamento diagnostico e terapeutico.
Saluti


[#4] dopo  
Dr. Mauro Granata

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La Fibromialgia o Sindrome fibromialgica è un’affezione caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso accompagnato da astenia e sensazione di affaticamento generalizzate. In Italia si stima ne siano colpiti circa 1.5 – 2 milioni di individui. Fibromialgia significa letteralmente dolore in corrispondenza dei muscoli e delle aponeurosi. Tale disturbo viene considerato tra le forme di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli.
Mancano alterazioni degli esami di laboratorio e spesso i disturbi lamentati dai pazienti vengono considerati immaginari e poco importanti. Ciò nonostante negli ultimi anni si è giunti ad una migliore definizione della patologia con la precisazione di alcuni criteri diagnostici, come per esempio la determinazione di specifiche zone algogene alla digitopressione (tender points) e la indicazione di precise linee guida per la diagnosi.
Il sintomo più importante è il dolore riferito generalmente come diffuso, anche se a volte può esordire localizzato. Il dolore può essere descritto come sensazione di tensione, contrattura, rigidità o bruciore. La sua intensità varia nel corso della giornata e sembra condizionata dal livello di attività, dalla variazione delle condizioni atmosferiche e dalla qualità del sonno.
Durante la visita il soggetto appare molto impegnato a descrivere minuziosamente i suoi disturbi ed è molto preoccupato che questi non vengano presi abbastanza in considerazione. Sebbene la visita risulti nella norma ad un attento esame obiettivo è possibile evidenziare aree dolenti in sedi specifiche. Generalmente nella ricerca di queste aree si fa riferimento a quelle definite dai criteri classificativi e diagnostici dell’American College of Rheumatology del 1990 ma molti altri muscoli o zone inserzionali possono essere interessate.
L’astenia rappresenta l’altro sintomo guida del paziente fibromialgico, sia a riposo che come ridotta resistenza alla fatica. Tale manifestazione può essere simile a quella riscontrata in un'altra patologia correlata denominata sindrome da affaticamento cronico (CFS) e a volte le due malattie possono sovrapprsi.
La maggior parte dei pazienti riferiscono disturbi del sonno, difficoltà nell’addormentamento, risvegli frequenti, scarsa qualità globale del sonno con sensazione residua di riposo insufficiente.
Comuni i disturbi del tono dell’umore con tendenza all’ansia e alla depressione, ridotta la capacità di concentrazione, amplificata la sensibilità al dolore.
Il paziente può poi riferire tutta una serie di disturbi a carico di altri organi e apparati, i più frequenti dei quali sono rappresentati dalla cefalea, specialmente di tipo muscolotensivo, dai sintomi correlati con il colon irritabile (stipsi alternata a diarrea), da disestesie come bruciore o sensazione di tumefazione delle estremità.
La diagnosi è clinica ed è basata sulla presenza delle peculiarità citate precedentemente. Non esiste esame strumentale o di laboratorio in grado di confermare o escludere la diagnosi, anche se uno screening generale, preceduto da una diligente anamnesi e un scrupoloso esame obiettivo, è in genere consigliabile per escludere altre patologie in grado di mimare il quadro clinico della fibromialgia.
Anche se l’origine al momento rimane ignota, molte cause sembrano contribuire alla realizzazione di tale sindrome. Fattori ambientali quali eventi stressanti, traumi fisici o psichici e alcuni probabili fattori costituzionali quali alterazioni neuro immuno endocrine e alterazioni nella modalità della percezione dolorosa a livello centrale e periferico sono sicuramente implicate nella sua genesi.
Per quanto riguarda la terapia l’approccio deve essere necessariamente multidisciplinare ed integrato. Prima di tutto è essenziale che la malattia venga sospettata dal medico di famiglia e che il paziente venga avviato allo specialista competente che per quanto riguarda la fibromialgia è lo specialista reumatologo. Fondamentale la “presa in carico” del malato. Il fibromialgico è un paziente molto impegnativo dal punto di vista relazionale e molti operatori (medici, infermieri, fisioterapisti) tendono a liberarsene. E’ poi fondamentale che il soggetto e i suoi parenti capiscano la natura dei disturbi, che la accettino e che non rimettano tutto in discussione ad ogni recidiva.
Per quanto riguarda la terapia farmacologia vengono utilizzati farmaci in grado di ridurre il dolore, migliorare la qualità del sonno e ridurre lo stato di contrattura muscolare. Gli anti-infiammatori e i cortisonici risultano scarsamente efficaci e non ricoprono un ruolo preminente nel trattamento di questa malattia. Tra gli analgesici vengono preferiti il paracetamolo e il tramadolo. Gli antidepressivi triciclici (in particolare l’amitriptilina a basse dosi), gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (fluoxetina, sertralina) e altri farmaci ad azione miorilassante prevalentemente centrale (ciclobenzaprina), pur se gravati da numerosi effetti indesiderati, vengono utilizzati per migliorare il sonno e ridurre la tensione muscolare. Anche farmaci antiepilettici, efficaci nel trattamento del dolore neuropatico, quali il Gabapentin e il più maneggevole Pregabalin hanno dimostrato una buona efficacia per quanto riguarda la qualità del sonno, l’astenia e giudizio globale di malattia espresso dal paziente.
Essenziale l’aspetto riabilitativo che deve essere di tipo aerobico-posturale, con particolare attenzione allo stretching e al rilassamento muscolare. Bene quindi la ginnastica posturale ma meglio quelle attività fisiche che pur mantendo un’impostazione di questo tipo, coinvolgano il soggetto impegnandolo anche nell’apprendimento di nuovi schemi neuromotori (ballo, attività psicofisiche come lo yoga o alcune arti marziali a basso impatto come per esempio il Tai chi) in grado di distrarre il paziente dalla sua alterata percezione corporea.
Mauro Granata

[#5] dopo  
Dr. Mauro Ranieri

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concordo pienamente con il collega mauro granata che le ha spiegato in maniera più che esauriente tutto il quadro clinico e le ultime aquisizioni sulla fibrimialgia
unica cosa che deve essere approfondita e l'esclusione di una patologia infiammatoria a tipo spondiloartrite sieronegativa enterocorrelata che potrebbe inficiare la diagnosi e creare problemi di mancata risposta alla terapia
cordiali saluti mauro ranieri
mauro ranieri