Utente 780XXX
Buona sera a tutti, e mi scusi se la disturbo. Sono una ragazza di 26 anni. all'età di 18 anni ho iniziato ad avere disturbi al 3° dito del piede destro (tumefazione e dolore), effettuata un' rx la risposta è stata di formazione di callo osseo post - traumatico. ho inizato a girare per ospedali e medici vari ed ho avuto una prima diagnosi di algodistrofia posttraumatica. eseguite varie cure (sia farmacologiche che fisioterapiche) sono giunta quattro anni fa da un reumatologo che ha cambiato la diagnosi in poliartrite cronica. nel corso degli anni le tumefazioni e l'infiammazione si sono sviluppate a tutte le dita del piede destro, terzo, quarto e quinto dito del piede sinistro, caviglia destra, e quinto dito mano destra. negli ultimi quattro anni ho variato più volte terapia: salazopirina, deltacortene, arcoxia 90, tachipirina e methotrexate (dove non specificato, con vari dosaggi). fino a giungere all'inizio di quest'anno ad assumere infliximab sospeso a febbraio poichè mi è stata riscontrata un ernia del disco ( non ho capito come ma l'assunzione di questo farmaco peggiorava la situazione dell'ernia).
attualmente assumo methotrexate 10 mg( 1 puntura a settimana), humira (1 ogni due settimane), deltacortene 5 mg al giorno, lansox 30 mg, 2 compresse di folina a settimana, gocce di base 20 a settimana, in più utilizzo due tipi di colliri differenti poichè la lacrimazione è praticamente quasi scomparsa. in tutti questi anni ho avuto solo in 2 casi alterazione della ves e del pcr (entrambi durati al massimo un mese e poi tornati nella normalità). nelle articolazioni colpite sono evidenti segni di erosione e/o riduzione articolare (quest'ultima presente in vari punti nelle mani), da tre anni sono inoltre evidenti segni di osteoporosi sui piedi. a parte varie infezioni (soprattutto a livello del sistema urinario) le mie analisi sono sempre state perfette, le ricerche per gli anticorpi hanno sempre dato risposta negativa. è stata anche effettuata una ricerca per l'antigene hla 27( mi sembra che si chiami così), ma anche questo ha dato esito negativo. l'unica cosa che so è che periodicamente ho dei peggioramenti (mi sveglio la mattina che ho nuovi gonfiori e nuovi dolori) e che ultimamente si è molto accentuata la stanchezza fisica...giornalmente mi capita all'improvviso di dovermi mettere seduta poichè ho la sensazione di non avere più forza, sensazione che scompare nell'arco di un quarto d'ora, mezz'ora al massimo. quello che mi chiedo: è giusto il tipo di terapia che sto effettuando? (la maggior parte delle persone che ho conosciuto riuscivano a stare bene con la stessa terapia almeno per un anno...a me questo non è ma capitato!) in più essendo i valori delle analisi costantemente normali e l'inefficacia delle varie terapie (due alterazioni in otto anni mi sembrano poche sinceramente) si può effettivamente parlare di poliartrite cronica? in ultimo, l'humira (iniziata ad aprile e proseguita fino ad ora) mi ha portato alcune conseguenze: il giorno dopo l'assunzione non riesco a mangiare per via del vomito ed ho continuamente coliche, saltuariamente eruzioni cutanee nel punto di infusione, ne ho parlato con il mio reumatologo che però mi ha detto di sopportarle visto che (avendo gia cambiato biologico a febbraio ed avendo visto che senza il peggioramento è netto) non saprebbe con cosa sostituirla... esistono altri farmaci che potrei provare nel caso in cui l'umira smettere di fare effetto? (come è capitato con gli altri farmaci).
grazie mille per l'attenzione prestatami.

[#1] dopo  
Dr. Mauro Granata

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Dopo 10 anni di storia clinica la sua condizione non può non essere considerata una artropatia cronica. Strano però che dopo tutto questo tempo la diagnosi rimanga ancora così generica da un punto di vista nosografico, in altre parole che non si sia ancora riusciti a dare un nome preciso all'artrite che la affligge.
Attualmente nei principali Centri reumatologici italiani per i casi di artrite reumatoide non rispondenti alla terapia con farmaci biologici anti TNF alfa è possibile ricorrere ad altre opzioni terapeutiche quali il Rituximab (Mabthera) o l'Abatacept (Orencia). MG
Mauro Granata

[#2] dopo  
Utente 780XXX

buona sera e grazie veramente per la risposta.
quello che lei reputa "strano" è quello che effettivamente mi ha fatto sorgere nel corso degli anni dubbi sulla diagnosi, considerando anche il fatto che, per i primi quattro anni, tutti i medici che mi hanno visitato, ortopedici fisiatri e reumatologi, erano certi della diagnosi di algodistrofia e non vorrei ritrovarmi, da qui a qualche anno, di nuovo nella situazione di sentirmi dire che c'è stato un'errore nella diagnosi e, di conseguenza, nella cura.
consideri che nei vari ricoveri che ho fatto (sempre nell'ospedale che mi segue attualmente) le diagnosi di dimissione sono state alternativamente: poliartrite cronica, poliartrite cronica sieronegativa, artrite cronica di verosimile natura reattiva, poliartropatia o poliartrite non specificata con sedi multiple.
quello che vorrei sapere è: esiste un'analisi, un'indagine di qualunque tipo che mi possa dare la certezza sulla diagnosi? è normale che nei periodi in cui sono evidenti i segni dell'infiammazione (gonfiore, dolore, versamento di liquido rilevato tramite rmn) i valori di pcr e ves restino nella norma? e che sulle mani nei punti in cui non è mai stata evidente un'infiammazione con flogosi siano presenti comunque delle lievi riduzioni di ampiezza di alcune rime articolari? grazie mille per l'attenzione prestatami e buona serata

[#3] dopo  
Dr. Mauro Granata

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La particolarità e per certi versi il fascino della reumatologia, branca clinica della medicina interna, è che, tranne poche eccezioni, non esiste un esame che da solo sia in grado di orientare verso la diagnosi certa. Il processo diagnostico viene compiuto con pazienza, attenzione e competenza attraverso la raccolta dei segni clinici, di laboratorio e di immagine caratteristici delle varie malattie. A volte questo tragitto può essere lento e insidioso. Non si perda d'animo! MG
Mauro Granata

[#4] dopo  
Utente 780XXX

buon giorno! negli ultimi giorni la mia situazione ha avuto un'evoluzione: in seguito ad rx del bacino mi è stata riscontrata una sclerosi dell'acetabolo di sinistra. portata la lastra in visione al reumatologo che mi segue, mi ha detto che si potevano notare delle livi calcificazioni alle articolazioni sacro - iliache ( da molto tempo, almeno un paio di anni, soffro di dolore ricorrente all'anca destra, ripetuta più volte rx al bacino era sempre risultata negativa, effettuata rmn alla colonna era risultata discopatia L5 con radicolopatia maggiore nella gamba destra), perciò attualmente mi ha fatto una nuova diagnosi di spondilite. leggendo su internet ho scoperto però che generalmente la spondilite non prende le piccole articolazioni, mentre nel mio caso i maggiori danni li ho proprio alle piccole articolazioni di mani e piedi. ho inoltre letto che c'è un'alterazione degli indici di flogosi (ves e pcr) che, nel mio caso si sono verificati solo due volte da quando ho iniziato a stare male. attualmente mi hanno sospeso l'humira per via di cure dentarie che sto effettuando. l'unica differenza che ho notato negli ultimi mesi sono vari episodi (in alcuni periodi anche giornalieri) in cui mi prende una forte stanchezza con difficoltà maggiore alla deambulazione che mi obbliga a fermarmi e mettermi seduta o sdraiata. potrebbe effettivamente trattarsi di spondilite? (la ricerca per l'hla b27 l'ho già effettuata l'anno scorso ed è risultata negativa). grazie mille per l'attenzione prestatami e buona giornata