Utente 962XXX
Egregi Dottori,
dopo essermi stato diagnosticato un diabete mellito tipo 2, nel mese di febbraio 2005, ho iniziato la dieta prescrittami dal medico diabetologo. Premetto che non faccio uso di insulina ma solo di metformina 500 2 al giorno. Oggi, dopo 17 mesi, ho perso 43 kg (sono passato da 135 kg a 92) e, nonostante gli sforzi, non riesco più a perdere peso!!! Faccio moto solo al fine settimana per ragioni di lavoro, e per le stesse ragioni mangio in mense o ristoranti per 5 gg la settimana. Comunque sto attentissimo, non prendo sughi perchè non so la quantità di olii contenuti, tanta verdura e frutta, quasi sempre pietanze ai ferri e prediligo il pesce. So che il mio è un buon risultato, ma se riuscissi a perdere altri 7 o 8 chili mi farebbe piacere (so che dovrei perderne altri 16 per arrivare al normopeso, altezza 174 cm, ma non credo che mai ci riuscirò).
Avete qualche accorgimento da suggerirmi? A proposito, il mio lavoro è sedentario, purtroppo.
Grazie per l'interessamento.

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Dr. Leda Moro

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Non e' infrequente la Sua situazione. Spesso la stasi di calo ponderale si presenta anche prima...quindi complimenti per il traguardo raggiunto. Ora cio' che dovrebbe fare e' uno screening ormonale accurato ( tiroideo oltre che ematico generale), ed un nuovo protocollo dietetico,diverso da quello a cui il Suo corpo si e' adattato. Per maggiori informazioni La invito a consultare ul mio sito ( www.brazilsystem.com) accedendo all'area link " richiedi la tua dieta personale".Cordialmente Dr.ssa Leda Moro

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10161

Cancellato nel 2009
Sarebbe opportuno sapere la sua composizione corporea, quanta massa grassa ha perso e quanta massa magra è rimasta, dovrebbe aver raggiunto almeno il 75% della massa muscolare, per aver ottenuto un buon risultato. Inoltre bisognerebbe conoscere il suo carico glicemico delle 24 ore, calcolato costantemente e il risultato metabolico finale, per dare un giudizio. La sindrome metabolica che lei presenta è rientrata?, quali sono i suoi valori della insulina, resistina, adiponectina e leptina?, come procede tutto l’asseto ormonale dell’ HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, e la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia. Nella cosiddetta perdita di peso molti parametri sono fondamentali, il tessuto adiposo è un tessuto ormonale, non un tessuto di deposito, per cui se non si vuole avere una ricaduta, bisogna conoscere esattamente tutti i parametri che costituiscono l’organismo e che sono implicati nella sindrome metabolica. L’effeto Jo-Jo, dipende molto dal rientro della sindrome metabolica, soprattutto la leptina è fondamentale, come la resistina, per ottenere un buon assetto metabolico. La sedentarietà lavorativa non ha importanza, si deve perdere il grasso in condizioni basali, poi se si aggiunge anche il movimento è meglio. Deve diventare una abitudine il mangiare bene.
Saluti

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1476

Cancellato nel 2013
gentile utente, complimenti per i risultati raggiunti, a lei e al suo diabetologo. a novara c'è un ottimo centro di nutrizione clinica, si faccia vedere lì e esponga la sua situazione. ovviamente il risultato clinico da lei raggiunto è già molto brillante, e si potrebbe lavorare per consolidarlo. non prenda naturalmente in considerazione una sola parola di quanto scritto dall'ottimo moschini, che farebbe bene a dedicarsi alle sue "medicine non convenzionali" e a non parlare d'altro, dando "informazioni" del tutto fuorvianti e inutili per il paziente. cordialmente, giuseppe vantaggiato.

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10161

Cancellato nel 2009
Egregio dottor Giuseppe Vantaggiato, la ringrazio dei suoi apprezzamenti, che mettono in luce la sua completa incopetenza sull'argomento, soprattutto per quanto riguarda gli ormoni prodotti dal tessuto adiposo, che non viene più considerato, in letteratura internazionale, come un tessuto di deposito da diversi anni, ma come un tessuto ormonale, che ha notevole importanza in tutta l'economia dell'organismo.
Infatti, non ho parlato di medicina non convenzionale, ma di medicina convenzionale, riportando anche esami strumentali che sono validati e che sarebbe ottimo che lei usasse, per sapere cosa sta succedendo nell'organismo quando questo, perde "peso", meglio dire perde massa grassa, senza questi lei non saprà mai se la persona che ha in esame, perde grasso o massa muscolare, provocando in questo caso un grave scompenso metabolico.
Forse la disturba che un medico che si dedica alla medicina biologica sia molto competente anche di medicina ufficiale. Sulla quale basa tutte le sue terapie.
Forse lei ha studiato qualcosa molti anni indietro, senza più aggiornarsi.
Inoltre saprà, forse, ma non ne sono sicuro, che senza tutte queste conoscienze, qualsiasi intervento venga effettuato sulla persona, produrrà solamente uno scompenso metabolico. Quello che lei praticherà con certezza sui suoi pazienti.
Mi dispiace moltissimo, ma questo è quanto dovuto ad una persona come lei.
saluti

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Dr. Francesco Marzii

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Gentile utente,
Sono pienamente d'accordo con il Dott. Alberto Moschini che, anche questa volta, dimostra di essere un professionista molto preparato ed aggiornato. A lui va tutta la mia stima.
Sottolineo l'importanza di un esame impedenziometrico in grado di valutare la percentuale di massa adiposa, piuttosto che di acqua intra ed extracellulare. Solo così si potrà definire la sua composizione corporea e trarre le opportune deduzioni. Parlare di calo ponderale non significa molto, bisogna vedere cosa è andato via e cosa è rimasto.
Direi che prioritaria è la determinazione causale del problema, sarebbe una grossa illusione limitarla ad un solo aspetto nutrizionale.
Il problema nasce a monte e, come giustamente le ha già illustrato, il Dott. Moschini riguarda l'assetto psiconeuroimmunologico della sua persona con tutto quanto ne deriva.
A nulla servirebbe rivolgersi ad un qualsiasi "centro di nutrizione clinica". Verrebbe fuori con una bella tabella (fotocopiata) con tanti pesi, misure e quant'altro. Cosa che la aiuterebbe solo ad aggravare il problema.
Il suo quadro clinico va visto a 360°, vale a dire in maniera "olistica" ; per questo Le consiglio di rivolgersi ad un bravo medico omeopata, magari, anche se non è indispensabile, specializzato in scienza dell'alimentazione o diabetologia o endocrinologia.
Diffidi da quanti, ritenendosi depositari del sapere assoluto, si permettono di criticare o sparare giudizi su discipline che non conoscono minimamente.
La loro ignoranza ed arroganza si commenta da sola.
Dott. Francesco Marzii

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Dr. Mauro Lombardo

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secondo me Moschini e Marzii non hanno mai visto un obeso in vita loro... cioe' davvero voi (e proprio voi omeopati) chiedete ai pazienti leptina,resistina,adiponectina...
e se viene la leptina alta ( cosa tra l'altro scontata in un obesa) cosa cambia ai fini terapeutici? e se viene la adiponectina bassa che cambia? avete fatto spendere decine di euro al paziente ed allo stato senza nessun possibile risultato diagnostico e/o terapeutico
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Dott. Mauro Lombardo
Medico Chirurgo
Specialista in Scienza dell’Alimentazione