Tamoxifene: effetti collaterali intollerabili. Interrompere o ridurre?
Buongiorno,
Sono una donna di 47 anni con ciclo ancora regolare, fisicamente molto attiva.
Operata a luglio di carcinoma duttale invasivo di cm 1 con bassissimo indice di proliferazione e sensibile agli ormoni.
Ho fatto solo 5 radioterapie a seguito della quadrantectomia.
Mi è stato prescritto tamoxifene da 20mg per 5 anni, ma io non riesco a tollerarlo, nonostante svariate cure alterno tra candida e cistite, brividi di freddo perenni (mai caldane), e aumento di peso che per me è molto impattante.
Sono seguita da una nutrizionista e faccio attività fisica intensa 4 volte a settimana.
Insomma faccio tutto correttamente! Vorrei chiedere quali siano i rischi nell’interrompere la terapia o eventualmente passare a 10mg.
Parlerò con l’oncologa durante il prossimo appuntamento a febbraio ma sto seriamente pensando di sospenderlo fino ad allora.
Grazie mille’
Sono una donna di 47 anni con ciclo ancora regolare, fisicamente molto attiva.
Operata a luglio di carcinoma duttale invasivo di cm 1 con bassissimo indice di proliferazione e sensibile agli ormoni.
Ho fatto solo 5 radioterapie a seguito della quadrantectomia.
Mi è stato prescritto tamoxifene da 20mg per 5 anni, ma io non riesco a tollerarlo, nonostante svariate cure alterno tra candida e cistite, brividi di freddo perenni (mai caldane), e aumento di peso che per me è molto impattante.
Sono seguita da una nutrizionista e faccio attività fisica intensa 4 volte a settimana.
Insomma faccio tutto correttamente! Vorrei chiedere quali siano i rischi nell’interrompere la terapia o eventualmente passare a 10mg.
Parlerò con l’oncologa durante il prossimo appuntamento a febbraio ma sto seriamente pensando di sospenderlo fino ad allora.
Grazie mille’
I
Vara utententerrompere la terapia endocrina come il tamoxifene comporta rischi significativi per l'utente, nonostante il trattamento sia completato con chirurgia e radioterapia. L'interruzione anticipata aumenta il rischio di recidiva locale e a distanza del carcinoma duttale invasivo.
Passare a una dose inferiore (10mg) potrebbe ridurre gli effetti collaterali, ma l'efficacia di questa dose ridotta per un periodo prolungato (5 anni) non è standardizzata e potrebbe comunque comportare un aumento del rischio di recidiva rispetto alla dose completa (20mg) per 5 anni.
Gli effetti collaterali come candidosi, cistite, brividi e aumento di peso sono comuni con il tamoxifene. Discutere queste problematiche con l'oncologa è fondamentale. Potrebbe essere possibile gestire gli effetti collaterali con farmaci specifici o modificare il piano di gestione. L'alternativa principale al tamoxifene, in caso di intolleranza, sono gli inibitori dell'aromatasi (come letrozolo, anastrozolo, exemestane), che hanno un profilo di effetti collaterali differente e potrebbero essere meglio tollerati. Tuttavia, la decisione sul cambio di terapia o sulla dose deve essere presa dall'oncologa, valutando attentamente il rischio di recidiva rispetto ai benefici della terapia e alla tollerabilità degli effetti collaterali. Sospendere unilateralmente la terapia fino a febbraio è sconsigliato.
Distinti daluti
Vara utententerrompere la terapia endocrina come il tamoxifene comporta rischi significativi per l'utente, nonostante il trattamento sia completato con chirurgia e radioterapia. L'interruzione anticipata aumenta il rischio di recidiva locale e a distanza del carcinoma duttale invasivo.
Passare a una dose inferiore (10mg) potrebbe ridurre gli effetti collaterali, ma l'efficacia di questa dose ridotta per un periodo prolungato (5 anni) non è standardizzata e potrebbe comunque comportare un aumento del rischio di recidiva rispetto alla dose completa (20mg) per 5 anni.
Gli effetti collaterali come candidosi, cistite, brividi e aumento di peso sono comuni con il tamoxifene. Discutere queste problematiche con l'oncologa è fondamentale. Potrebbe essere possibile gestire gli effetti collaterali con farmaci specifici o modificare il piano di gestione. L'alternativa principale al tamoxifene, in caso di intolleranza, sono gli inibitori dell'aromatasi (come letrozolo, anastrozolo, exemestane), che hanno un profilo di effetti collaterali differente e potrebbero essere meglio tollerati. Tuttavia, la decisione sul cambio di terapia o sulla dose deve essere presa dall'oncologa, valutando attentamente il rischio di recidiva rispetto ai benefici della terapia e alla tollerabilità degli effetti collaterali. Sospendere unilateralmente la terapia fino a febbraio è sconsigliato.
Distinti daluti
Prof. Massimo Vergine
www.massimovergine.it
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 05/01/2026.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Altri consulti in senologia
- Allattamento finito: latte persistente e sangue dal capezzolo: è Paget?
- Nodulo al seno a 33 anni: rischio cancro?
- dolore al braccio e seno: tumore?
- Ascesso al seno ricorrente: cosa fare?
- Adenopatie ascellari persistenti
- Ecografia seno: formazione ipoecogena benigna, biopsia mostra iperplasia duttale. Spiega?