Insurrezione di infiammazione prostatica post trattamento infezione da chlamydia trachomatis

Buongiorno,
sono qui per un consulto in merito ad un problema che riscontro da un anno a questa parte.

Il tutto è iniziato ad Aprile 2025 quando a seguito di un rapporto non protetto e alla comparsa di bruciore alla minzione ho effettuato degli esami, nello specifico test delle urine con urinocoltura e tampone uretrale risultando il tutto "nella norma" nel primo caso mentre positivo al batterio Chlamydia nel secondo (negativo per tutti gli altri ceppi batterici come Neisseria e Micoplasma).

A seguire ho effettuato il trattamento come da prescrizioni mediche con Zitromax (prima una pasticca da 500mg al giorno per tre giorni e successivamente dose unica da 1000mg)
Sintomi svaniti, non effettuo il tampone di controllo visto il mio star bene e il fastidio nel rifare un ulteriore tampone uretrale.

Nell'arco dell'anno ho effettuato attività sessuale regolare con due partner ed a Febbraio 26 comincio nuovamente ad avvertire bruciore urinario.

Stessa prassi, urinocoltura negativa e tampone uretrale positivo alla Chlamydia e negativo per i restanti ceppi (l'unica differenza rispetto al primo tampone è l'esame microscopico che nel primo caso rilevava "RARI LEUCOCITI POLIMORFON.
E MORFOLOGIE BATT.
NON EVIDENZIATE" e nel secondo " LEUCOCITI POLIMORFON.
NON EVIDENZIATI, NE MORFOLOGIE BATT.
".
Questa volta la terapia prescritta prevede 7 gg.
Doxiciclina (2 volte al dì, 100 mg ogni 12h.
) e al termine Zitromax (1000mg al giorno per tre giorni), totale 10 giorni di antibiotico.

Una volta terminato l'ultimo antibiotico circa il 27 febbraio e i sintomi non totalmente svaniti (il bruciore soprattutto alla prima minzione del mattino che continuo ad avere), comincio ad avvertire dolore stando seduto al lavoro molto tempo, intermittente durante la giornata che si estendeva a tutto l'apparato genitale in particolare perineo, retto e dolore all'uretra che migliora stando in movimento, così sono andato da un urologo-andrologo che valutando il quadro clinico e visitandomi ha riscontrato infiammazione prostatica, da valutare se di natura non infettiva ovvero batterica legata all'infezione.

E' possibile che i due fenomeni siano indipendenti oppure c'è la possibilità che siano legati fra loro e ci sia che l'infezione sia ancora presente?

La terapia dell'urologo prevede un mese di tamsulosina una pasticca la sera prima di coricarsi insieme ad 1 supposta di topster e vedere se l'infiammazione migliora nell'arco del mese dopodiché sospesa la terapia effettuare nuovamente tampone uretrale e spermiocoltura.

Il secondo dubbio è se questa sia la strada migliore da percorrere e non scongiurare prima il fatto che possa esserci presenza di batteri nel liquido seminale e cominciare subito con antibiotico per debellare un'eventuale infezione residua che possa aver coinvolto la prostata e con la paura che possa coinvolgere anche i testicoli legato ad infertilità visto il riscontro della presenza di Chlamydia due volte in un anno.

Grazie mille in anticipo per eventuali dritte.
Saluti
Dr. Mario De Siati Urologo, Andrologo 2.9k 88
Esistono le prostatiti batteriche e le prostatiti abatteriche ,alcune volte le prostatiti abatteriche possono essere innescate da pregresse prostatiti batteriche ;nel senso che anche se viene eradicato il germe permane nella prostata un processo infiammatorio. Nel caso specifico sarebbe opportuna eseguire una spermiocoltura, stando molto attenti ad evitare la contaminazione del campione, per valutare se siamo in presenza di una prostatite batterica con permanenza ancora della clamidia oppure se siamo in presenza di una prostatite abatterica questo perché il trattamento è differente nei due casi,antibiotico nel primo caso e con antiflogistici nel secondo caso .
Distinti saluti
Mario De Siati MD

Dott. Mario De Siati Urologo-Andrologo esercita a Foggia,Taranto,Altamura (Bari),Brindisi

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Dr. Paolo Piana Urologo 50.8k 2k
Insurrezione? (!) Magari insorgenza, che ne dice? (!)

Per le sospette infezioni dell'uretra l'indagine di riferimento è oggi la ricerca batteriologica con metodica PCR sulle urine del primo getto. Il tampone uretrale, oltre ad essere fastidioso, può essere fuorviante quando effettuato - a secco - ovvero in assenza di una abbondante secrezione attiva, tipica delle uretriti.

Clamidie, micoplasmi e gonococco sono batteri tipici delle uretriti, diremmo che sia molto raro riscontrarli nella prostata. Le prostatiti batteriche sono più che altro causate da comuni batteri gram negativi di origine intestinale. La prostatite batterica acuta è quasi invariabilmente accompagnata da febbre, anche elevata. La prostatite batterica cronica è tutto sommato abbastanza rara e se ne può parlare solo in presenza di riscontri colturali inequivocabilmente positivi, in particolare il test di Meares-Stamey sulla secrezione indotta dalla palpazione trans-rettale.

I suoi attuali disturbi paiono facilmente associabili ad una lieve congestione/infiammazione della prostata, non necessariamente di origine batterica. In queste situazioni, come sempre ripetiamo in questa sede, più che farmaci e costosi integratori alimentari sono efficaci le attenzioni dirtte allo stile di vita, i cui elementi principali (alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale) devono essere indirizzati ad una ragionevole regolarità.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Utente
Utente
Salve dott. De Siati,
la ringrazio per la gentile e celere risposta.
Quando lei dice "stando molto attenti ad evitare la contaminazione del campione" a cosa si riferisce? Al fatto che la spermiocoltura deve essere effettuata a distanza di giorni rispetto a terapie in corso che potrebbero alterare il dato?

La ringrazio.
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Utente
Utente
Egr. dott. Piana,
un ringraziamento anche a lei per la soddisfacente risposta (e mi scuso per l'abominio grammaticale oggetto del consulto).
Secondo lei quindi posso evitare l'assunzione della Tamsulosina consigliata dall'urologo se non presento problemi legati alla minzione?
Magari, come da lei riportato, un miglioramento dello stile di vita potrebbe aiutare piuttosto che assumere farmaci come nel caso di specie e perciò monitorare la situazione con il passare dei giorni?

Grazie mille.
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.8k 2k
Se non vi è impaccio alla minzione non vediamo la necessità di assumere la tamsulosina. I provvedimenti sullo stile di vita sono universalmente validi, in assenza di febbre ed altre complicazioni, sono sempre i primi da prendere.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Dr. Mario De Siati Urologo, Andrologo 2.9k 88
Se la spermiocoltura non viene eseguita seguendo scrupolosamente la giusta metodica può venire contaminata e quindi fuorviare dalla giusta diagnosi.
Prima di iniziare, assicurati di rispettare queste condizioni:
Astinenza: È consigliata un'astinenza da rapporti sessuali e masturbazione di circa 3-5 giorni
Terapie antibiotiche: Il test va eseguito almeno 7-10 giorni dopo l'ultima dose di antibiotici.
Contenitore: Utilizza esclusivamente un contenitore sterile a bocca larga (quello classico per le urine), aprendolo solo al momento dell'uso.
2. Igiene Personale (Passaggio Critico)
La maggior parte delle contaminazioni avviene a causa di una pulizia insufficiente della zona genitale.
Lavaggio delle mani: Lava accuratamente le mani con acqua e sapone.
Igiene del pene: Retrai completamente il prepuzio e lava il glande con acqua tiepida e un sapone neutro delicato.
Risciacquo e Asciugatura: Risciacqua abbondantemente per eliminare ogni traccia di sapone (che potrebbe uccidere i batteri presenti nel seme, rendendo l'esame nullo). Asciuga con una salvietta di carta monouso pulita.
3. Modalità di Raccolta
Il campione deve essere raccolto esclusivamente tramite masturbazione manuale.

Dott. Mario De Siati Urologo-Andrologo esercita a Foggia,Taranto,Altamura (Bari),Brindisi

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