Ist o espulsione calcolo?

Buongiorno, a qualche giorno da un paio di rapporti orali scoperti ricevuti da una sconosciuta, mi sono ritrovato inizialmente ad avere un leggero bruciore a fine minzione che col tempo si è "aggravato", nel senso che al momento il bruciore è più intenso e in alcuni casi, sempre dopo la minzione, in fase finale di pulizia ho trovato qualche traccia di sangue.
La mia percezione è quella di avere l'uretra talmente infiammata da fare "incollare" le sue pareti tra di loro e durante le minzioni più impetuose, queste si scollino causando questo leggero sanguinamento.
Inizialmente il medico ha ipotizzato una cistite e mi ha prescritto un colturale urine, risultato negativo.
In seguito, dopo la comparsa di questi episodi ematici (pochi in realtà, non sistematici, almeno ad occhio), ha ipotizzato che fosse stato espulso un calcolo e ha prescritto un'ecografia addominale.
Volevo sapere se a vostro parere avreste prescritto un altro esame delle urine di quelli molecolari sul primo getto (PCR?) per andare più a fondo sulla questione IST.
Ho il terrore di un eventuale tampone ed ho letto che questo PCR sarebbe stato anche più sensibile di un tampone, oltreché adatto per alcuni batteri che non verrebbero rilevati mediante il colturale che ho fatto.
Comunque, non ho mai sofferto di reni/calcoli, bevo quotidianamente due litri di acqua al giorno.
È possibile avere un esame colturale delle urine negativo e avere comunque un'infezione sessualmente trasmessa (clamidia, gonorrea, ecc.
) in corso?
E ancora, è possibile che abbia espulso un calcolo e tutt'ora ogni volta che vado in bagno debba soffrire?
La percezione è quella di qualcosa doloroso bloccato al centro dell'uretra durante la minzione, ma la sensazione mia è che sia un'infezione e non un calcolo.

Molte grazie a chi vorrà rispondermi
Dr. Paolo Piana Urologo 51.4k 2.1k
L'espulsione spontanea di un calcolo ha quasi sempre una evoluzione più tipica e dolorosa, che parte da doori lombari e addominale, la cosiddetta - colica -. E' ben poco verosimile che il passaggio del calcolo si manifesti solo con i segni ed i sintomi che lei ci riferisce, inoltre il precedente del contatto sessuale - a rischio - è piuttosto significativo. Pertanto l'accertamnto da effettuare è senz'altro la ricerca batteriologica con metodica PCR sulle urine del primo getto (gonococco, clamidia, ureaplasma).

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Utente
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Buongiorno dottore e grazie della risposta che anch'io immaginavo.
Questa mattina mi sono recato privatamente presso un poliambulatorio per consegnare le urine e ci vorrà circa una settimana per l'esito. Avrei un paio di domande, di cui una per mera curiosità: è possibile/normale che con l'urinocoltura iniziale non sia stato evidenziato un generico stato di infezione/irritazione?
E poi, si parla di un'eventuale infezione contratta ormai più di due settimane fa, alle quali ne va aggiunta un'altra di attesa prima del referto e dunque una eventuale terapia; sono tempi "pericolosi" per le complicanze? Cosa posso fare nell'attesa? È sconsigliabile prendere antinfiammatori, se dovesse diventare insostenibile (al momento, per quanto fastidioso alla minzione, non lo è)?
Grazie di nuovo
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Dr. Paolo Piana Urologo 51.4k 2.1k
L’urocoltura si esegue sulle urine del secondo getto, pertanto non è sufficientemente sensibile a rilevare la presenza di batteri presenti nell’uretra, che viene appunto - lavata - dal primo getto. Se i disturbi sono sopportabili, é meglio attendere il risultato prima di instaurare una terapia.

Paolo Piana
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Gentile dottore, buongiorno,
durante l'attesa del referto i sintomi sono andati sparendo spontaneamente fino alla completa risoluzione. Arrivato poi l'esito, oltretutto, clamidia, gonorrea, trichomonas vaginalis, mycoplasma hominis, mycoplasma genitalium, ureaplasma urealyticum ed è ureaplasma parvum sono risultati tutti negativi - sebbene al momento del prelievo del campione, la minzione fosse stata dolorosa e l'urina anche ad occhio nudo non era limpidissima. Insomma, ero certo che avrei trovato qualcosa. Meglio così, però mi domando cosa possa essere successo. E volevo chiederle anche se un linfonodo inguinale, gonfio e un po' dolorante nel momento acuto della vicenda, è normale che sia rimasto palpabile (ma meno grosso e per nulla dolorante rispetto a prima) ad ormai circa 5 gg dalla risoluzione dei sintomi.
Grazie
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Dr. Paolo Piana Urologo 51.4k 2.1k
Non a tutto si riesce a dare una risposta precisa, comunque se la situazione si è risolta, tanto meglio. Anche il linfonodo isolato non ha alcun significato particolare.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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La cistite è un'infiammazione della vescica che si avverte con frequente bisogno di urinare, con bruciore o dolore. Si può curare con farmaci o rimedi naturali.

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