E' normale il sanguinamento dal pene per un catetere e sotto il trattamento di anticoagulanti?

Un mese fa nel corso di un pre-ricovero (prostata ingrossata, e calcolo vescicale per il quale da 9 mesi sto portando un catetere che sino ad allora non mi ha dato grossi problemi) mi è stata diagnosticata una anomalia cardiaca per via di un coagulo in un'arteria che ha comportato il rinvio dell'intervento a circa tre mesi nel caso che tale coagulo dovesse "sciogliersi", grazie a una terapia che richiede l'assunzione di un anti-coagulante.

Da allora si verificano sanguinamenti sia interni che esterni, che se si verificavano rarissimamente e in forma lievissima se non del tutto irrilevante, ora si susseguono ogni 4-5 giorni con soventi stimoli a urinare accompagnati da pizzicori a volte insopportabili.

Dopo questi sanguinamenti sento spesso dei bruciori a livello uretrale, come se la "ferita" si stesse cicatrizzando.
Può essere che debba idratarmi più del normale per far sì che la vescica e l'uretra si "rilassino" e diventando più "spugnose" possano causare meno ferite interne?
Quando non ci sono questi episodi, l'urina è molto chiara e "aspirata" dal tubo del catetere con una certa regolarità.
Grazie!
Dr. Paolo Piana Urologo 51.4k 2.1k
La presenza di tracce di sangue nel cateterismo vescicale a permanenza è molto comune e può certamente essere amplficata dall'assunzione di una terapia anticoagulante. Trattandosi di una causa - meccanica - non vi sono provvediemnti terapeutici idonei.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Non tracce di sangue, ma sanguinamenti veri e propri, anche se -ribadisco- sporadici e in quantità ridotte. Quando non assumevo anti-coagulanti di tanto in tanto uscivano dei piccolissimi grumi, ora con la terapia anti-coagulante in corso, ci sono momenti -seppure molto rari- in cui esce sangue e non a tracce.
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Dr. Paolo Piana Urologo 51.4k 2.1k
Cosa si intenda per tracce è molto soggettivo, ovviamente l'occhio del paziente tende perlopiù ad amplificar (!) D'ogni modo la causa è evidente, ovvero la combinazione tra la frizione meccanica esercita dal catetere e la facilità al sanguinamento indotta dalla terapia. Questo durerà fino a quando, finalmente, la situazione sarà risolta operativamente. Lei ci scrive di un'attesa perdurante da nove mesi, che sinceramente ci paiono già più che troppi. Ci chiediamo se lei abbia cercato delle alternative praticabili.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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Purtroppo no, se non una ecografia dopo circa un mese e mezzo da quando si è manifestato tale problema e un'altra il mese successivo dalle quali è emerso questo grosso calcolo e la prostata ingrossata. Ogni medico (sia di base che ospedaliero) a ogni visita e a ogni richiesta, non ravvisava nemmeno l'urgenza, sia di eventuali esami (esempio, l'urinocultura) che di cambio catetere, e ogni qualvolta veniva rilasciata l'impegnativa B (breve) al CUP le visite venivano programmate sempre oltre i termini di legge ai quali ho sempre fatto ricorso. Solo un'ulteriore visita urologica mi ha consentito di poter fare affidamento su un urologo che ha ravvisata l'urgenza di un intervento, purtroppo rimandato per via di un coagulo arterioso che mi ha causato un evento trombotico, motivo per il quale sto assumendo un anti-coagulante per una terapia di circa 3 mesi con relativi tempi di attesa allungatisi.
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