Utente 382XXX
Salve,
vorrei sapere se il problema del “gocciolamento” post minzione è un sintomo associabile esclusivamente ad una prostatite o se è compatibile anche con una uretrite. Vorrei inoltre sapere quando tale fenomeno è sintomo di una patologia anziché essere un semplice problema “da uomini”. Mi spiego, anche a me capita, dopo aver fatto pipì, di dover restare alcuni secondi in più (a volte anche 10-15) per rimuovere meccanicamente le ultime gocce di urina (5-10 gocce). E comunque, spesso, anche quando credo di aver eliminato tutto, alcune gocce (5-10) si versano inevitabilmente sugli slip una volta terminata la minzione, soprattutto piagandosi e comprimendo l’addome. Ora, in passato non ci ho fatto molto caso, non avendo altri sintomi, ora però, tenendo conto del mio messaggio del 21/06 (h 12.57), mi sono messo un po’ in allarme osservando questo fenomeno anche dopo la cura anti-infiammatoria ed antibiotica (Ciproxin) effettuata.
Vi sarei grato se poteste inviarmi un vostro gentile parere.

Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore,
lo sgocciolamento terminale ,detto anche con terminologia anglofila "terminal dribbling", è un sintomo che può essere associato a diversi problemi urologici (infiammatori, neurologici, ecc, ecc). In questi casi è sempre richiesta una valutazione clinica urologica diretta per decidere che iter diagnostico seguire e poi impostare la terapia più mirata a risolvere il disturbo.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
Utente 382XXX

Gentilissimo Dott. Beretta,

grazie mille per la sua immediata ed utile risposta.
Tuttavia, entrando più nello specifico, non mi è chiaro se nel suo commento stia confermando il fatto che il fenomeno da me descritto possa rientrare in una casistica "non normale", anche in considerazione dei miei problemi descritti in precedenza su questo sito.

Grazie

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Generalmente , a 31 anni, non dovrebbe esserci uno sgocciolamento terminale come quello da lei riferito.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#4] dopo  
Dr. Sergio Longhi

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Concordo con il collega Beretta. Indubbiamente un approfondimento clinico e strumentale sarebbe utile.
Longhi

[#5] dopo  
Dr. Domenico Battaglia

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d'accordo ma non medicalizziamo troppo eventi che in parte possono essere compatibili con la normalità, ricordiamoci la poco scientifica ma famosa "sgrullatina" di toscana memoria
Dr. D. Battaglia

[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore,
ricordo ,anche al giovane collega Battaglia, che la toscana "sgrullatina" non si verifica dopo 10-15 secondi dalla fine della minzione e non è mai in due tempi. Lo posso dire anche da toscano acquisito.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#7] dopo  
Prof. Rosario Leonardi

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Gent.mo amico
il fenomeno del gocciolamento post minzionale può nascondere patologie infiammatorie a carico della ghiandola prostatica, può costituire un fenomeno funzionale che interessa l'ntero sistema vescico-prostato-uretrale.
Due esami a mio avviso possono aiutare ad iniziare un corretto iter diagnostico
1-Esame colturale del liquido seminale con conta colonie ed antibiogramma
2-Uroflussometria con eco vescicale post-minzionale


Cordiali saluti
Dott. Rosario Leonardi
Prof. Rosario Leonardi

[#8] dopo  
Utente 382XXX

Cari Dottori,

grazie a tutti per i vostri interventi.
Che io sia affetto da una qualche infiammazione (uretrite prostatite ?) è fuor di dubbio, tenuto anche conto di quanto riportato nel mio precedente messaggio del 21/06 (h 12.57).
Il mio unico dubbio, in attesa di iniziare il ciclo di analisi, era il sintomo descritto sopra (gocciolamento ... ) al quale non avevo fatto caso prima (e di conseguenza non ne ho fatto menzione al mio medico di fiducia) semplicemente perchè non ritenevo fosse un sintomo. La mia preoccupazione nasce dal fatto che, di solito, da quel che sembra, voi medici associate tale fenomeno più ad una prostatite che ad una uretrite (che mi è stata inizialmente diagnosticata dal mio medico) e che è l'unico apparente sintomo a persiste dopo la terapia antinfiammatoria/antibiotica effettuata.

Saluti.

[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
condivido il puntuale appunto del Collega BATTAGLIA, se non altro teso a sottolineare una nota interessante per tutti i Lettori di questa risposta, ai fini una corretta raccolta dei segni e sintomi clinici da riferire al proprio Specialista di fiducia. Ed è proprio questo che consiglierei anche a Lei: il Collega che La sta seguendo clinicamente mi sembra ottimamente orientato. Deve solo aggiornargli la parte anamnestica della Sua storia clinica. Attendiamo gli esiti degli esami programmati e poi, se lo desidera, ne discuteremo ancora.
Auguri per tutto ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
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[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore ,
i problemi legati ad uno "sgocciolamento terminale" sono numerosi e vanno attentamente valutati e non sottovalutati . Può esserci un problema neuro-urologico, infiammatorio oppure funzionale , psicologico. Questo purtroppo non lo possiamo dire noi dalla tastiera di un computer.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
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[#11] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto

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credo che sia utile per Lei seguire i consigli del collega che la sta seguendo
dr Giuseppe Benedetto
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[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore ,
i problemi legati ad uno "sgocciolamento terminale" sono numerosi e vanno attentamente valutati e non sottovalutati . Può esserci un problema neuro-urologico, infiammatorio oppure funzionale , psicologico. Questo purtroppo non lo possiamo dire noi dalla tastiera di un computer.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
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[#13] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
del tutto corretto il consiglio del Collega BENEDETTO, al quale mi associo.
Affettuosi e cari saluti
Prof. Giovanni MARTINO
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[#14] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore ,
comunque non sottovaluti il problema.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
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[#15] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
non è Lei che deve o non deve sottovalutare il problema, ma il Medico che La sta seguendo clinicamente. E non mi pare lo stia facendo. Stia tranquillo.
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
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[#16] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore ,
allora sarò più preciso: non sottovaluti il problema e faccia in modo che il collega che la segue non lo sottovaluti!
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
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[#17] dopo  
Dr. Vincenzo Petrosino

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Certamente il disturbo-fastidio avvertito in considerazione della relativa giovane età non dovrebbe essere considerato come normalità.
Spesso questi episodi sono secondari a congestione prostatica--a prostatiti croniche misconosciute.
Situazioni che vanno investigate e corrette al più presto possibile,prima per i risvolti psicologici sessuali,inoltre per evitare possibili complicanze.Il problema principale di noi medici è che non possiamo giustamente esprimere pareri esatti in questa sede per la mancanza dell'elemento fondamentale che è la semeiotica clinica.Comunque in tutti questi casi bisogna avere fiducia nel collega curante e specialmente per le patologie prostatiche(se si tratta di questo) rimuovere le cause che possono essere molteplici.
Spesso un cambiamento di alcune attività sessuali o di vita sedentaria unitamente ad alcuni farmaci di origine naturale e antiossidanti possono eliminare molti problemi e prevenire fastidiosi sintomi nel futuro(sind.pelvi prostatica ecc ecc).
Attualmente rilevo una maggiore incidenza di tali patologie urinarie,forse trattasi di aumento apparente probabilmente per maggiore sensibilità di noi medici ad investigare sui giovani e della cultura media medica aumentata nella popolazione.
Dott.Vincenzo Petrosino

[#18] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Anche se espresse con un ritardo di circa quattro mesi ,le considerazioni del collega Petrosino possono essere in larga parte condivise.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.




Giovanni Beretta M.D.
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[#19] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
se il Suo silenzio significa che il problema è sotto controllo o già superato, io non aggiugerò alcun ulteriore commento, se non gli auguri più affettuosi per tutto.
Cordialissimi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
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[#20] dopo  
Utente 382XXX

Gentili Medici,
grazie per il vostro intervento anche dopo alcuni mesi dal mio primo messaggio. Volevo aggiungere che la vicenda è stata descritta nel mio successivo post del 17/07 "Congestione Prostatica".
Comunque volevo comunicare che dopo le cure indicate, e seguite, il problema del gocciolamento post-minzione è ritornato (credo?) alla normalità.
Saluti.

[#21] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
sono davvero contento di apprendere che il problema è superato
Siamo qui per ulteriori necessità.
Affettuosi auguri per tutto ed un caloroso saluto
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
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[#22] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Mi associo e mi complimento per l'esito del suo problema.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#23] dopo  
Dr. Vincenzo Petrosino

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La Prostatite quale entità clinica sembra essere da qualche anno una patologia emergente.In realtà mentre da una parte realmente vi è un aumento dei pazienti con prostatite sia acuta che cronica e spesso di giovane o giovanissiMa età,dall'altra è avvenuto certamente una maggiore presa di coscienza da parte dei medici dell'esistenza di tale patologia.
Qualche collega l'ha definita rognosa...subdola...difficilmente aggredibile.
In realtà bisogna davvero conoscerla bene, indagare il modo con il quale si presenta a quel singolo paziente, cercare di trovare la terapia giusta per ogni singolo caso.Descrivere cos'è la prostatite acuta o cronica, elencare le varie classifcazioni e i vari sintomi è inutile poichè la rete è zeppa di tali notizie.Resta una vera realtà: Il paziene spesso è depresso da due cose
1) Non trova la cura della sua malattia e ne ricerca continuamente nuove.
2) Spesso non riceveve sicurezza dal medico o ha la sensazione di non essere creduto.

Bene i disturbi che una prostatite riesce a dare specialmente al cambio di stagione, durante i periodi di massima umidità e di repentini cambiamenti barometrico, sono spesso sconcertanti.Il paziente spesso passa da momenti di depressione dovuti al dolore, al fastidio ad episodi di impotenza, a emissione di urine a goccia a perdita di urine, a momenti di totale benessere durante i quali sembra che non esista èiù malattia.
Spesso una semplice esplorazione rettale sembra far cessare i dolori, un rapporto sessuale o uno stress sessuale può acuire i sintomi o ... migliorarli.
Cosa bisogna fare nelle prostatiti?

Se trattasi di forme acute la terapia è senz'altro l'uso di antibiotici magari dettati dall'antibiogramma, anche se alla fine sono sempre quei due tre antibiotici che possono avere effetti positivi.

Le dolenti note sono rappresentate dalle prostatiti croniche...quelle che appunto si ripetono ciclicamente che accompagnano spesso la vita di tanti uomini anche giovanissimi. Innanzitutto affidarsi ad un medico ed evitare di cambiarlo subito!!! eseguiti gli esami di routine, ecografia trans rettale il psa ogni 6 mesi se over 40, dopo aver valutato la grandezza della prostata(spesso è aumentata e anche il psa difficilmente se alto scende sotto i 3-4) evitiamonel limite del possibile continue visite, manovre strane, tamponi uretrali e spermoculture continue specie se negative.

A parte le conosciutissime norme generali, gli alimenti da evitare ecc ecc, importante per decongestionare la prostata è avere rapporti almeno ogni 3-4 gg una cosa spesso difficile da ottenere ma se possibile può davvero dare solievo.
L'uso del'alfa litico ache a basso dosaggio e assunto di sera è ottimo specie se vi è qualche problema all'uroflussimetria...attenzione però...tale esame se ffettuato in periodo di attacco di prostatite, difficilmente sarà normale.Spesso chi ha la prostatite cronica ha un getto veloce e valido un giormo e poi magari il giorno dopo gocciola.
Se si avverte bruciore alla minzione, cosa molto comune e doore lungo l'uretra peniena e in regione perineale, qualche givamento può aversi usando u cucchiaino di bicarbonato sciolto in acqua la sera per qualche settimana, a volte funziona.
Se il problema sono il seso di peso perineale il senso di corpo estraneo nell'ano...non sempre la famosa supposta funziona, meglio a volte usare un decontratturante.
Spesso si associa un ipertono dei muscoli anali e anche alcune creme locali possono portare sollievo.
L'urtica dioica anche sotto forma di tisana serale può aiutarein tale patologia, oltre alle solite associazioni di serenoa repens.
Se esite anche una ipertrfia prostatica è sempre il caso di utilizzare la finasterid anche se...sembra che questa non sia adatta nelle prostatiti.
Qualcuno usa fluidificanti per rendere più fluido lo sperma, altri hanno anche tentato con bassi dosaggi di atiandrogeni.
Evitare il coito interotto e cercare di avere quanto più possibile rapporti sessuali soddisfacenti con eiculazioni abbondanti. Spesso ciò avviene con il partner giusto e con la mente libera.Evitate masturbazione sembra dare fastidio ai pazienti con prostatite.Evitate la famosa stazione seduta a lungo, fare passeggiate evitate la bici e la moto.
Il problema dell'intestino è ugualmente importante, spesso se vi è congestione prostatica e retto con feci dure...le due cose possono non trovare accordo!! questione di spazi occupati e di decubito sulla prostata nonchè..di probabili passaggi di germi dal retto alla prostata.Cosa fare? Usare frutti di bosco se vi danno u effetto lassativo naturale, tra l'altro sembra che questi siano anche adatti alla prostata, se la stitichezza è resistente cercare di fare dei microclismi per svuotare il retto...non pensiamo troppo a certe manovre che leggo...idrocolonterapia!!! ecc ecc.
Ugualmente evitiamo iniezioni.....intraprostatiche cerchiamo di disturbarla il meno possibile è una ghiandola permalosa.
L'uso di vitamine del guppo A ed E sono da consigliare pe un buon trofismo della mucosa vescicale e anche perchè sembra che vi sia un buon effetto protettivo sul cancro della prostata.I vari farmaci devono sempre essere usati da mani esperti e sostengo che questi debbano essere consigliati caso per caso sia nel dosaggio, che nei tempi.Ogni protatite spesso sembra una malattia a sè...un farmaco adatto ad un pazient sembra essere inefficace o inutile o dannoso per un altro.
Innanzitutto avere fiducia nel proprio medico e crcare di capire innanzitutto qual'è il sintoma il fastidio che più preoccupa, il paziente va rassicurato e sempre esclusa la presenza di patologie associate. Qualcuno trova beneficio con impacchi caldi altri dormono con un cuscino sotto al perineo, se in fase acuta e se batterica magari non è tollerata.
La cura è lunga e oserei dire probabilmente in molti casi è a vita. Anche nelle forme cosiddette non batteriche spesso dosi di antibiotici danno apparenti risulatati positivi, qualcuno usa i macrolidi e poi i chinolonici...in qualche paziente sembra una terapia miracolosa per altri nulla...saranno chlamidie!!! comunque spessissimo i guariti ritornano in ambulatorio con il solio attacco...con il solito gocciamento....spesso proprio tra febbraio e marzo e settembre ottobre.
Il mare, il sole sembra apportare beneficio.
Resta sempre e di primaria importanza il giudizio del medico,la semeiotica e spesso la sua esperienza e la capacità di ascoltare-rassicurare-e trovare la giusta strada.
Dott.Vincenzo Petrosino