Utente 286XXX
Ho 19 anni e oggi è trascorso il settimo giorno da un intervento chirurgico di circoncisione che ho sostenuto ambulatioralmente per correggere una fimosi parziale che, nello svolgersi dei rapporti sessuali, mutava in parafimosi. L'intervento, effettuato in anestesia locale, sembrava riuscito più che bene. Il chirurgo era soddisfatto della sua opera tanto da laudare l'aspetto del mio nuovo pene e la ricostruzionie del frenulo mediante le suture ad assorbimento. A seguire si sono svolte medicazioni, incerottamenti e monizioni contro il contatto del pene con l'acqua per due giorni, al termine dei quali ci saremmo riincontrati. Passato il secondo giorno, mi sono incontrato con il medico che ha disinfettato la ferita e identificato, come d'altronde si aspettava, un edema a forma di anello sotto la corona. In attesa del nostro secondo post-operazione ha rilasciato semplici precauzioni per il lavaggio.

Purtroppo al secondo incontro, svoltosi 5 giorni dopo l'operazione, il medico ha riscontrato il medesimo edema, se non più gonfio, e uno scolorimento del glande che, avevo notato la mattina, tingeva di colore crema. Il medico, dopo numerosi tentativi più che dolorosi per me, è riuscito ad imputare la persistenza dell'edema ad uno stringimento provocato dai punti. Alla mia domanda "Si risolverà no?", mi è giunta una risposta pietrificante "Speriamo, si spera". In seguito ha prescritto l'assunzione di 6 capsule giornaliere di REPARILEXIN e l'applicazione di 3-4 volta al giorno sull'area affetta di REPARILC.M. gel.

Per ovvie ragioni la salute del mio pene è una questione di massima importanza e attenzione. La persistenza di questo edema è ragione di sconforto e profonda tristezza. Ovviamente farebbe piacere sentire da un esperto che la situazione è "risolvibilissima", ma vorrei capire se vi sono delle conseguenze a lungo termine irreparabili e non esattamente positive per il mio compagno. Inoltre sarebbe utile capire quali altri trattamenti sono consigliati.

Grazie per il vostro tempo e la vostra attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Roberto Mallus

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
12% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
APRILIA (LT)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2003
Gent.le utente,
purtroppo il giudizio sulla persistenza di un anello fimotico postintervento è un giudizio che si può fare solo almeno vedendo la parte,"i numerosi tentativi dolorosi " eseguiti dal curante potrebbero essere tentativi manuali di riduzione di una parafimosi cioè di mandare l'anello fimotico al di sopra del glande per agevolarne il ritorno venso, ma ripeto, da dietro qs tastiera poco le posso dire.
Le è stata prescritta una terapia tiedemigena, la esegua e ne riparli con il curante.
Cordialmente
Dott.Roberto Mallus

[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza

40% attività
8% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
MANCIANO (GR)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2000
caro lettore,


la comparsa di un "anello rigonfio" sotto il glande è abbastanza frequente dopo una circoncisione in un giovane e va imputato ad una certa alterazione del drenaggio linfatico locale, alterato dall'intervento stesso
in genere tutto si risolve in poche settimane ( il tempo che avresti comunque dovuto mantenere il pene a riposo)
cari saluti
Dott. Diego Pozza
www.andrologia.lazio.it
www.studiomedicopozza.it
www.vasectomia.org

[#3] dopo  
Utente 286XXX

Gentilissimi Dottori,

Oggi si è completata la terza visita post-operazione con lo specialista che ha eseguito l'operazione. A prescindere dal fatto che sono già saltati prematuramente dei punti, lasciando scoperta la ferita per qualche centimetro, il dottore era molto dispiaciuto della persistenza dell'edema, nonostante il regime di farmaci assunto. Parafraso la diagnosi del dottore chirurgo: "L'edema non scende perchè la cicatrice è troppo stretta e strozza". Il dottore a termine visita ha prescritto l'assunzione di DELTACORTENE (compresse) associato ad un regime "molto più drastico" consistente in dosi a diminuire periodicamente, ogni 2-3 giorni. Vorrei proporvi un caso analogo, puramente ipotetico, e in nessun modo da considerarsi associato alla mia persona. Considerando i fatti sopra elencati, nel caso di una cicatrizzazione troppo stretta, e nell'eventualità di un fallimento di una terapia cortisolica, potrebbe essere necessaria la revisione dell'operazione, ovvero una seconda operazione per correggere la prima?

Inoltre, pur sempre ad un livello puramente ipotetico, è possibile che l'edema persista indefinitivamente senza alcuna possibile risoluzione?

Sempre grato per la vostra pazienza ed il vostro tempo.

[#4] dopo  
Dr. Roberto Mallus

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
12% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
APRILIA (LT)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2003
Purtroppo il collega ha posto la diagnosi da me presunta.
Passato un certo periodo di tempo e se la terapia non risolvesse certamente va eseguita una revisione chirurgica.
Cordialmente
Dott.Roberto Mallus