Utente 233XXX
Salve, penso saprete già il mio problema, ho chiesto diversi consulti. Pollachiuria da 4 anni, bruciori, dolorini, tutti gli esami fatti (urine, sperma, urotac, tutto negativo ed a posto, flussometria, urodinamico), nessuna cura ha dato esito positivo, curato x prostatite, cistite ecc. Ho fatto la cistoscopia, ed è venuto fuori che ho un ostruzione del collo vescicale. Vi riporto il referto

Sclerosi/sub stenosi del collo vesicale.

Agevole introduzione dell'uretroscopio. Uretra regolare. Veru montanum prostatico. Collo vescicale ipertrofico e rilevato, inizialmente sclerotico. Non si procede a incisione del collo per esplicita richeista del paziente.

Mi hanno prescritto Silodyx 4 mg, dopo la prima scatola passare a 8. Eventualmente Xatral da 10.

Sono passato già a silodyx 8. Risultati? nessuno. Anzi, il problema è insopportabile e peggiora sempre di più. E' un continuo, e quando dico continuo non è che ho lo stimolo ogni mezz'ora, è continuo. Entro ed esco dal bagno. Non posso più uscire, esco ogni tanto per fare un favore ai miei amici, devo x forza avere un bagno a portata di mano e tutto il pomeriggio siccome non posso pisciare in mezzo alla strada la tengo, vado al bar a metà pomeriggio. E' una sensazione continua. La notte ormai ho perso il sonno, mi metto sotto le coperte e vado in bagno. Così per ora finchè non mi addormento. Ho anche preso degli integratori alimentare apposta x la vescica iperattiva insieme, anche anche questi nulla. Ho problemi d'impotenza, con la silodyx ho l'eiaculazione retrogada, se passassi a Xatral? Il problema è che non ho alcun miglioramento. Ho notato che con masturbazione il problema peggiora ancora di più. Forse avrò anche prostatite ma mi sono curato e nulla ha fatto niente. Dottori io sono disperato. Ho solo 20 anni, e se faccio l'operazione potrei perdere l'eiaculazione. E poi non c'è manco la certezza che possa passarmi, visto che ho letto testimonianze in cui dopo poco è tornato tutto come prima. Così non posso vivere. Penso anche al suicidio. Possibile che non c'è altra soluzione, che dovrei fare? Grazie infinite.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Gentile Giovanotto,
la silodosina (Sylodix - Urorec) e la alfuzosina (Xatral) sono prodotti molto simili, appartengono alla categoria degli alfa-litici, il loro scopo è quello di rilassare le fibre muscolari del collo vescicale e del primo tratto dell'uretra, che attraversa la prostata. E' quanto di meglio disponiamo oggi per raggiungere questo scopo. L'effetto collaterale più o meno costante di questi farmaci è l'ejaculazione retrograda. Questa è anche il segno indiretto di una certa efficacia del farmaco, poiché all'eiaculazione il liquido seminale tende a ritornare in vescica proprio perchè il collo vesciale rimane aperto. Se il risultato non c'è, nessuno vuole certo abbandonarla al suo destino, ma questo suo atteggiamento di sconfitta è assolutamente controproducente in un momento in cui avremmo invece bisogno di tutta la sua reattività per prendere una decisione importante. In queso un supporto psicologico diventa importantissimo e le raccomandiamo di cercarlo attivamente al più presto. Se l'urodinamica e l'endoscopia concordano nella diagnosi di stenosi/sclerosi del collo vescicale, la terapia farmacologica non è soddisfacente e la sua qualità di vita è così gravemente danneggiata, diremmo che la possibilità di eseguire questo (piccolo) intervento endoscopico devono essere valutate nel modo più realistico possibile. Le consigliamo di riparlarne con calma con il suo urologo di riferimento.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 233XXX

Vorrei sapere se esiste qualche cura alternativa, omeopatia, qualsiasi cosa, o qualche centro specializzato. E se può essere anche la prostatite che influisce. Grazie

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Gentile Giovanotto,
se gli accertamenti eseguiti individuano chiaramente un ostacolo congenito a livello del collo della vescica ("sclerosi/sub stenosi del collo vescicale"), le possibilità di terapia sono essenzailmente due, i farmaci alfa-litici di cui abbiamo parlato nel nostro contributo precedente e, in caso di scarsa efficacia, l'intervento endoscopico disostruttivo. La nostra preparazione specialistica convenzionale non ci offre altre possibilità, ma sinceramente non crediamo che vi possano essere altre soluzioni ragionevolmente efficaci. Il suo problema non è frequentissimo, ma neanche così raro, pertanto si presume che qualsiasi centro urologico di riferimento quantomeno provinciale sia in grado di farvi fronte con le necessarie competenze. Le regole di questo sito non permettono di fornire indicazioni su singoli specialisti o centri di cura con riferimento al caso specifico.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#4] dopo  
Utente 233XXX

Un altra cosa, esiste qualche nuova tipologia di intervento, ad esempio il laser, per evitare il rischio di eiaculazione retrogada? Grazie

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Gentile Giovanotto,
la soluzione chirurgico-endoscopica del problema consiste nell'esecuzione di una o più incisioni rilascianti del collo vescicale ristretto e rigido. Il modo con cui queste incisioni vengono eseguite influisce marginalmente sulla loro efficacia, comunque nei centri che ne sono dotati (ormai quasi tutti) è probabile che venga utilizzato il laser. In quanto all'eiaculazione retrograda, la tecnica di intervento ne può al massimo ridurre l'entità, ma nessun operatore onesto potrebbe escluderla con certezza a priori. Questo è ovviamente il motivo per cui le indicazioni a questo intervento vanno discusse apertamente e con calma. La decisione dipende da un attento bilancio in cui concorrono l'intensità dei disturbi, il rischio del progressivo instaurarsi di un danno irreversibile alla vescica e l'innegabile desiderio di procreare. Talora per rassicurare il paziente si esegue la "crioconservazione" ovvero il congelamento di un campione li liquido seminale, da cui potranno essere eventualmente tratti in futuro spermatozoi utili ad una fecondazione artificiale. Come già le abbiamo detto, questo tipo di approccio dovrebbe essere comunemente adottato in tutte le strutture urologiche di riferimento almeno provinciale.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#6] dopo  
Utente 233XXX

Grazie dottore, per quanto riguarda il danno irreversibile alla vescica io ho molta paura. Ormai sono 4 anni e sta andando sempre più peggiorando, ormai è un continuo. Se si aspetta troppo tempo cosa potrebbe succedere?

[#7] dopo  
Utente 233XXX

E poi, se la situazione della vescica è talmente grave, si risolvono totalmente i problemi con questa operazione od almeno si può tornare ad una condizione accettabile?

E poi ho letto che con la TULIP diminuisce di molto il rischio di complicanze e di eiaculazione retrogada, ovvero se si fa un unica incisione invece che 2 o più. Che mi sa dire? Ci sono metodi cn cui si riesce in alte percentuali ad evitare una eiaculazione retrogada? Grazie. La prego di rispondere ad ogni mia domanda.

[#8] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Gentile Giovanotto,
intanto la percezione del danno vescicale va documentata chiramente associando dati ecografici, endoscopici ed urodinamici. Alla sua età, se si ponessero stringenti indicazioni all'intervento, certamente si potrebbe contare non solo sull'arrestarsi di un processo peggiorativo, ma anche ad un possibile recupero non indifferente.
L'intervento di sezione del collo vescicale eseguito con il laser (olmio o thullio) è di fatto la TULIP. La profondità ed il numero di incisioni non è preordinata, ma dipende dalla scelta dell'operatore all'atto dell'intervento. Ovviamente si va per gradi, valutando il risultato momento per momento, stia tranquillo che si cerca di fare il necessario, nulla di più.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#9] dopo  
Utente 233XXX

Devo fare ad agosto, a 6 mesi dalla cistoscopia, un nuovo esame urodinamico di controllo per ricontrollare il flusso dopo la cura con silodyx.. che a mio avviso è ancora peggiorato. Lì si vedrà ancora meglio la situazione.. Comincio seriamente a pensare all'intervento, per ritrovare sollievo ed una condizione di vita accettabile. Nel frattempo grazie per le risposte. Un ultima cosa, è possibile che insieme ci sia un po' di prostatite che andrebbe curata? Mi sta venendo l'impotenza, calo del desiderio, a volte bruciori alla prostata soprattutto dopo eiaculazione... preciso che ho fatto diverse cure per prostatite, ma con scarsi risultati. Oppure è dovuto tutto all'ostruzione del collo? Da un ecografia che avevo fatto erano risultate calcificazioni alla prostata... grazie.

[#10] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Gentile Giovanotto,
spesso la sclerosi del collo vescicale si complica con un'infiammazione della prostata, tanto che si possono creare delle manifestazioni confuse e difficili da definire. D'ogni modo, il fallimento delle comuni terapie per la prostatite (anti infiammatori ed antibiotici) non può che confermare la preponderanza dei fattori legati all'ostruzione del collo vescicale.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing