Utente 453XXX
Salve sono un ragazzo di 37 anni da giugno ho una prostatite che in prima visita mi è stata diagnostica solo tramite esplorazione rettale con dito da parte dell urologo.mi è stata prescritta una cura con unidrox per trenta giorni e al termine mi sono sentito meglio.preciso che i sintomi che ho avuto sono frequenza minzionale un leggero senso di peso alla punta del pene e alla vescica un po di rossore e gonfiore al meato uretrale che poi svaniscono mai bruciori o altro.successivamente alla cura i fastidi sono ritornati sempre con la stessa intensità e volte con un prurito alla punta del pene e alla vescica.ho deciso di andare da un altro urologo il quale sempre dopo esplorazione rettale ha trovato la prostata ancora un po infiammata e sul glande una secrezione che toccandola con la mano si sfalda tipo ricotta.ha prescritto topster per infiammo per otto giorni balanil per secrezione e perlaprost.dopo questa cura mi ha detto di fare degli accertamenti tampone uretrale urinocultura esami urine ricerca mycoplasma test diretto clamydia risultato tutto negativo.mi ha detto quindi di continuare con le perlaprost e che si tratta di prostatite abatterica.vorrei sapere se gli accertamenti che ho fatto sono sufficienti o ne andrebbero fatti altri per escludere la presenza di batteri ?tipo la spermicultura. C'è una relazione tra prostatite e prurito anale dopo evacuazione?di notte però tutti questi sintomi spariscono e la mattina e come se nn avessi mai avuto nulla.secondo voi è prostatite o potrebbe essere altro ?mi consigliate qualche altra indagine o basta così?.grazie per le vostre risposte

[#1] dopo  
Dr. Alessandro Izzo

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Caro utente,
1) eviti l'accanimento diagnostico e segua i consigli dello specialista, pertanto ritengo sufficienti gli esami fino ad ora effettuati, l'infiammazione prostatica può guarire anche in lunghi periodi di tempo.
2) Si può essere correlato.
3 e 4) direi di continuare la cura e aggiornar lo specialista al prossimo controllo.
Se necessario sarà lui stesso a prescriverle ulteriori esami. Nel frattempo mi permetto di consigliarle la lettura di questi due articoli:

http://www.studiomedicoizzo.it/combattere-le-infezioni-alla-prostata/

http://www.studiomedicoizzo.it/dieci-consigli-la-tutela-della-salute-genitale-sessuale/

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Dr. Alessandro Izzo
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[#2] dopo  
Utente 453XXX

La ringrazio per le risposte.potrebbe gentilmente spiegarmi bene la relazione tra prostatite abatterica e prurito anale dopo evacuazione?perché nn riesco a capirla.essendo dunque una prostatite senza batteri parliamo di prostata infiammata?a parte le perlaprost potrei fare nient altro per velocizzare i tempi di guarigione?grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Alessandro Izzo

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Caro utente,
è molto difficile da spiegare in poche righe.
In ogni caso le alterazioni dell'alvo possono favorire la congestione prostatica. La stipsi e/o la diarrea possono essere causa di infiammazione del tratto terminale del retto e del canale anale con conseguente congestione emorroidaria che può riflettersi a livello prostatico.
Inoltre, in caso di prostata infiammata, il passaggio delle feci durante l'evacuazione può accentuare la sintomatologia.
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[#4] dopo  
Utente 453XXX

Grazie per la risposta.dunque visto che le due cose sono in relazione se risolvo la prostatite risolvo pure il prurito all ano visto che la prima causa la seconda?avrebbe qualche consiglio da darmi per come agire affinché possa accelerare la guarigione?.grazie per la cortesia

[#5] dopo  
Dr. Alessandro Izzo

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Purtroppo più di quanto le ho detto e consigliarle quanto fatto non è possibile.
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Dr. Alessandro Izzo
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