Utente
Buongiorno,
Soffro di prostatite cronica da qualche anno (ne ho 46).
Recentemente ho avuto un forte picco del fastidio, unito all'insorgere di una epididimite al testicolo destro, per colpa della quale sono stato costretto ad andare al PS, dove, previo ecodoppler, mi è stato appunto diagnosticato tale problema.
Il mio urologo mi ha consigliato una terapia (la solita, che seguo da anni) che prevede Monuril + Proxelan + Idiprost, cioè un antibiotico e due integratori.
Ora, considerando che gli esami del sangue, del liquido seminale e delle urine hanno mostrato un psa altissimo (8) e ZERO batteri o agenti simili, mi domando: ma questa cura a cosa serve? Non avrebbe più senso un mix di antiinfiammatori e analgesici?
Per dire, due anni, ricoverato per altri motivi, fui sottoposto a UNA flebo di un farmaco cortisonico che, oltre a guarirmi dal problema che avevo, mi fece sparire (non attenuare, ma proprio sparire) ogni problema prostatico per quattro mesi. Quando però chiedo se posso rifarla per risolvere questo problema, mi viene detto che "c'è il rischio di controdindicazioni". Ma che senso ha? Pure prendere antibiotici per settimane, peraltro senza risolvere il problema, ti intossica, no?
Che ne pensate?

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Dr. Paolo Piana

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Come lei avrà notato leggendo altri consulti, noi siamo sostanzialmente contrari alle terapie antibiotiche empiriche, ovvero non basate su inequivocabili positività colturali, a meno che vi siano febbre od evidenti complicazioni in atto. Buona parte dei disturbi prostatici irritativi del maschio giovane rientrano sotto la definizione di prostatite cronica abatterica. Un volta che questa diagnosi sia stata definitivamente assodata, la terapia antibiotica non ha dunque più un razionale, almeno in via teorica. Non essendovi terapie di sicura efficacia, ogni specialista si barcamena a modo suo, perlopiù con vari integratori alimentari, dall'efficacia tanto variabile quanto imprevedibile. Non sappiamo quale sia stata questa terapia "miracolosa" cui lei è stato sottoposto, ma ci pare inverosimile che una sola dose abbia potuto avere un effetto così memorabile. Spesso in medicina si guarisce anche nonostante le cure, come recita la nota battuta! D'ogni modo, l'uso del cortisone nelle prostatiti croniche non ha mai avuto risultati soddisfacenti su larga scala, altrimenti l'annoso problema sarebbe già stato risolto.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente
Beh, credo che, appunto, essendo il cortisone un antiinfiammatorio ed essendo appunto la mia prostatite cronica e Abatterica (ho fatto innumerevoli colture negli anni e avendo la stessa partner da 20 cerchiamo di non fare pasticci sessuali) l'azione disinfiammatoria abbia risolto a lungo il problema (il nome del farmaco non lo ricordo ma il principio attivo era prednisone, mi diedero 65ml e questo me lo ricordo bene). In più non bevo, non fumo, faccio palestra, dieta e peso sono regolari, capisce che ritrovarmi a fare più analisi e visite dei miei anziani genitori è LEGGERMENTE frustrante. Io comunque sono un fan dell'empirismo, quindi se funziona una volta, deve funzionare ancora. Cmq, ribadisco, nel mio caso specifico non avrebbe più senso un un mix di antiinfiammatori e analgesici?

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Dr. Paolo Piana

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Cortisone a parte, diremmo proprio di sì.
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