Disfunzione erettile dopo turp

Buonasera.

Ho bisogno di un parere circa un intervento alla prostata (Turp) al quale si è sottoposto il mio attuale compagno (54 anni).
Premetto che quando ci siamo conosciuti lo scorso anno, mi ha informata dell'intervento effettuato l'anno precedente, che era andato tutto bene e che doveva fare la visita di controllo.
Da quanto mi ha detto gli sono stati tolti 2/3 di prostata e la sua attività sessuale sarebbe dovuta riprendere, da quanto ho capito, normalmente.
Dopo la visita di controllo effettuata ad agosto dello scorso anno (l'intervento è stato fatto a settembre del 2019) mi ha parlato di una differenza rispetto a prima dell'intervento a livello sessuale, al momento del raggiungimento del piacere non ci dovrebbe più essere una eiaculazione vera e propria e con retrospermia...Questo lo ha sconvolto e non riesce a reagire.
Purtroppo le conseguenze sono più pesanti di quanto gli è stato detto, oltre scarsa sensibilità del pene, riesce a mantenere l'erezione davvero per poco tempo.
E' ovviamente scoraggiato ma purtroppo si rifiuta di sentire il parere di altri specialisti.
Mi è difficile capire come creare la complicità e l'intesa necessarie per una vita sessuale appagante per entrambi, non so se le difficoltà sono di natura psicologia o fisica.
Ho bisogno di un consiglio per aiutarlo ad affrontare questa situazione, ritrovare la serenità e poter vivere una relazione completa.

Grazie
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Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo 54,5k 1,2k 1k
Gentile lettrice,

purtroppo in queste situazioni post-chirurgiche molto particolari e complesse, senza una valutazione clinica diretta, è impossibile formulare una risposta mirata e corretta da questa postazione.

Bisogna, a questo punto, riconsultare in diretta il suo andrologo od urologo di fiducia.

Detto questo si ricordi comunque che sempre la visita medica specialistica in diretta rappresenta il solo strumento valido per poterle dare un’indicazione clinica mirata e poi eventualmente, quando è possibile, anche una prospettiva terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta M.D.
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