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Disfunzione erettile protesi peniena

La protesi peniena: una soluzione anche ai casi più gravi di difficoltà di erezione

Cosa fare se i farmaci per la disfunzione erettie non servono? Ecco quando ricorrere alla cosiddetta pompetta peniena e quali tipi di protesi esistono.

Dr. Edoardo Pescatori Data pubblicazione: 28 dicembre 2010 Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2022

Oggi qualsiasi problema di erezione è potenzialmente risolvibile; nelle situazioni più gravi, che non rispondono a farmaci per bocca o con iniezioni nel pene, una soluzione eccellente può essere la protesi o cosiddetta pompetta peniena.

Quando ricorrere alla protesi peniena

Cosa fare quando i farmaci per l’erezione non funzionano?

Oggi si identifica comunemente la cura delle difficoltà di erezione con le famose “pillole”, di vari colori: Viagra (blu), Levitra (ocra), Cialis (gialla). Ma non sempre la disfunzione erettile risponde ai farmaci per bocca.

Questi, infatti, per funzionare hanno bisogno di due condizioni:

  • che ci sia una funzionalità residua dei tessuti del pene,
  • che i collegamenti nervosi tra il cervello e il pene siano intatti.

Ebbene, in 3 persone su 10 con disfunzione erettile i farmaci orali non funzionano, proprio perché mancano una o entrambe delle condizioni (tabella 1).

Tabella 1: cause della disfunzione erettile

Cosa fare in questi casi?

Alcuni uomini possono avere buoni risultati con iniezioni di farmaci direttamente nel pene, metodica che però non è molto gradita.

Alternativamente si può utilizzare il cosiddetto dispositivo a vuoto per l’erezione, con anello di gomma da applicare alla base del pene: soluzione laboriosa che per molti contrasta con il desiderio di spontaneità dell’atto sessuale.

La soluzione, pertanto, può essere quella della pompetta peniena.

Per approfondire:Cosa fare se l'erezione non c'è?

Tipologie di protesi peniene

La protesi peniena consiste in un intervento tramite cui, all’interno dei cilindri naturali del pene, i corpi cavernosi, vengono inseriti due cilindri artificiali.

Le protesi si dividono principalmente in due tipi (tabella 2):

  • non idrauliche (o malleabili),
  • idrauliche.


Tabella 2: tipi di protesi peniene

Le protesi non idrauliche

I modelli non idraulici sono i più semplici: si tratta di due cilindri che conferiscono al pene una rigidità parziale costante.

Nella protesi non idraulica i cilindri hanno una consistenza costante, quindi l’erezione parziale che forniscono è sufficiente per la penetrazione, ma varia poco (quando varia) tra il momento in cui il pene è utilizzato per un rapporto e quando non è in uso.

Le protesi idrauliche

I modelli idraulici sono più sofisticati: i cilindri sono riempiti di liquido, collegato mediante un sistema a circuito chiuso a una pompetta di controllo a livello dello scroto e a un serbatoio. Il tutto è interno all’organismo quindi dall’esterno non si vede nulla, e spesso anche l’unica incisione fatta per l’inserimento non è poi riconoscibile.

La persona con protesi idraulica può ragionevolmente attendersi di ottenere, quando lo desidera, una erezione di ottima qualità per il tempo desiderato, agendo sulla pompa di controllo riconoscibile manualmente sotto la pelle dello scroto.

L’erezione ottenuta con la pompetta idraulica non è di fatto distinguibile da un’erezione naturale: il pene ha la stessa sensibilità e capacità di eiaculazione presenti prima dell’intervento.

Inoltre, i modelli idraulici di pompetta peniena permettono di avere un aspetto visivo di flaccidità del tutto normale, quando la protesi non è azionata. Ciò è particolarmente importante per uomini con vita attiva, che si possono trovare in spogliatoio o doccia con altri uomini (Figure 1 e 2).

pompetta peniena disattivata con pene in flaccidità
Figura 1: protesi disattivata, con pene in flaccidità

pompetta peniena attiva con pene in erezione
Figura 2: protesi attivata, con pene in erezione

Sicurezza e soddisfazione della protesi peniena

Gli studi indicano un elevato grado di affidabilità nel tempo delle protesi idrauliche: a 10 anni dall’inserimento più dell’80% è ancora funzionante (Bhatta Dhar, Journal of Urology, 2006), e a 15 anni oltre il 70% (Wilson, Journal of Sexual Medicine, 2007). Va segnalato che gli impianti protesici idraulici sono garantiti “a vita” dalle rispettive case produttrici, per cui in caso di “rottura” della protesi le ditte ne forniscono gratuitamente una nuova in sostituzione.

Quanto è soddisfatto chi ha una protesi peniena?

Chi si sottopone a interventi di inserimento di protesi peniena per una difficoltà di erezione, altrimenti non trattabile, ha solitamente un alto grado di soddisfazione; ciò è particolarmente vero nel caso dei modelli idraulici. Tutti gli studi condotti sull’argomento concordano su queste considerazioni; riporto a titolo di esempio alcuni dati.

L’88% di chi ha una protesi raccomanderebbe l’intervento a parente o amico, e l’87% rifarebbe l’intervento se necessario (Carson, Journal of Urology 2000). Se consideriamo la percentuale di soddisfazione di chi si sottopone a inserimento di protesi idraulica rispetto a chi utilizza con successo i farmaci per bocca per l’erezione o le iniezioni all’interno del pene, sempre con successo, il gruppo di individui con protesi ha il più alto grado di soddisfazione (90%) rispetto all’uso di Viagra (50%) e all’uso di iniezione (40%) (Rajpurkar, Journal of Urology, 2003)

La pompetta peniena è pratica e sicura?

Le biotecnologie hanno recentemente fatto importanti passi in avanti nell’area della protesica peniena, affrontando importanti aspetti dei modelli idraulici, che descrivo di seguito.

Paticità

Mentre fino poco tempo fa per ripristinare lo “stato di riposo” del pene dopo un rapporto era necessario comprimere a lungo il dispositivo di controllo posto dentro lo scroto, i nuovi modelli prevedono una singola compressione del suddetto dispositivo. Questa soluzione rende quindi ulteriormente più naturale la sessualità di chi utilizza la protesi.

Sicurezza

Dal 2001-2002 i moderni modelli di protesi idrauliche hanno adottato strategie finalizzate a ridurre ulteriormente il già basso rischio di infezione postoperatoria. Il modello AMS ha la propria superficie esterna impregnata con antibiotico, poi gradualmente rilasciato nei tessuti. Il modello Coloplast è dotato di superficie assorbente, per cui nel corso dell’intervento, prima dell’inserimento, la protesi viene immersa in soluzione antibiotica, e dopo l’inserimento si avrà un rilascio dell’antibiotico nei tessuti del pene.

In entrambi i casi la già esigua percentuale di rischio infettivo è ulteriormente diminuita.

Va comunque enfatizzato che la chirurgia di inserimento di protesi peniena è un intervento caratterizzato da molti importanti dettagli, per cui è importante fare riferimento a specialisti dedicati alla Andrologia ed in particolare alla chirurgia protesica, che operino in strutture idonee.

La protesi permette l'espansione anche in lunghezza?

Le due case produttrici di protesi idrauliche propongono modelli che sviluppano un aumento di circonferenza dei loro cilindri, quando vengono attivate. Ciò permette di mimare in maniera eccellente quanto avviene con un’erezione naturale. Recentemente una delle due ditte ha introdotto il modello idraulico AMS LGX, che permette anche una espansione in lunghezza della protesi, quando attivata. L’utilità maggiore di questo modello è comunemente ritenuta il prevenire una possibile modesta riduzione in lunghezza del pene, che viene a volte riportata dopo inserimento di protesi peniena.

Quanto è diffuso l'utilizzo della pompetta peniena?

Nonostante la protesi possa risolvere definitivamente anche i problemi di erezione più gravi, purtroppo molti uomini non ne conoscono l’esistenza e troppo spesso anche medici non specialisti non ne parlano ai propri pazienti, privandoli di un possibile trattamento che a livello mondiale è riconosciuto eccellente soprattutto nei casi di grave difficoltà di erezione, casi che cioè non rispondono a farmaci né per bocca (Viagra, etc.), né per iniezione nel pene (Caverject).

Ciò si riflette sul fatto che la percentuale degli uomini con gravi problemi erettili ha ricevuto un trattamento con protesi resta ancora molto bassa in Italia. Ciò nonostante molti studi scientifici dimostrino, come abbiamo visto, che le protesi determinano un elevato grado di soddisfazione di chi vi si sottopone.

Nelle giuste mani la protesi peniena è una terapia che permette un elevato grado di soddisfazione sia per la partner che per il soggetto affetto da grave deficit erettile, che altrimenti non avrebbe altre possibilità per recuperare una vita sessuale pienamente appagante. È importante considerare un appropriato counselling preoperatorio, mirante anche al coinvolgimento della partner, e far riferimento a specialisti dedicati alla Andrologia, ed in particolare alla chirurgia protesica.


Autore

e.pescatori
Dr. Edoardo Pescatori Urologo, Andrologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1986 presso Padova.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Modena tesserino n° 5182.

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