colesterolo

Come abbassare il colesterolo: dieta e stile di vita

Il colesterolo alto, ossia quando supera i 200 mg/dl, può diventare pericoloso in quanto causa di malattie cardiovascolari, come ictus e infarto. La prima cura inizia da un'alimentazione povera di grassi saturi e dall'attività fisica; quando non basta si ricorre a integratori e farmaci anticolesterolo.

Dr.ssa Paola Baggiani Data pubblicazione: 17 marzo 2016 Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2021

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L’ipercolesterolemia, cioè quando il valore del colesterolo è superiore a 200mg/dl, è un problema di cui soffre circa la metà della popolazione italiana; è caratteristico dei paesi occidentali con gravi conseguenze sull’incidenza delle malattie cardiovascolari.

In Italia si calcola che circa il 44% di tutti i decessi sia dovuto a patologie del sistema cardiocircolatorio, è questo il motivo per cui il colesterolo è diventato, a ragione, nell’immaginario collettivo un nemico da temere.

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Il colesterolo: funzioni e valori di riferimento

Il colesterolo è un grasso che svolge diverse funzioni importanti nell’organismo, è indispensabile per la sopravvivenza degli organismi animali e necessario alle nostre funzioni vitali:

  • è il precursore della vitamina D
  • è utile per la salute delle ossa
  • favorisce la costruzione della parete delle cellule, in particolare del sistema nervoso
  • consente la formazione degli ormoni sessuali;
  • è coinvolto nel processo di digestione con la formazione della bile.

Il colesterolo è un lipide scarsamente solubile in acqua, pertanto per essere trasportato nel torrente circolatorio necessita di legarsi a specifiche lipoproteine:

  • lipoproteine a bassa densità o LDL (colesterolo cattivo), che veicolano il 60-80% del colesterolo sierico che tende ad accumularsi sull’endotelio delle arterie formando aggregati fino a generare delle placche (dette ateromi).
  • lipoproteine ad alta densità HDL (colesterolo buono), che ripuliscono le arterie catturando il colesterolo e trasferendolo ai tessuti, soprattutto al fegato dove viene smaltito.

Più alto è il livello di colesterolo HDL, minore sarà il rischio di sviluppare le malattie cardiovascolari e l’aterosclerosi, in quanto le placche che si possono formare con l'LDL fanno perdere la naturale elasticità delle arterie e possono causare gravi danni a carico del cuore (infarto) o al cervello (ictus).

Colesterolo alto: quando preoccuparsi?

L’aumento della colesterolemia, tipica dell’adulto, può verificarsi per motivi genetici anche nel bambino (la cosiddetta ipercolesterolemia familiare), con un’incidenza di circa un caso ogni 500 abitanti.

I valori di riferimento per la colesterolemia ematica sono i seguenti:

  • valori normali devono essere inferiori a 200 mg/dl;
  • si parla di ipercolesterolemia lieve per valori tra i 200 e 249 mg/dl;
  • moderata tra 250 e 299;
  • grave con valori superiori a 299mg./dl.

Schematizzando nel maschio non fumatore (il fumo abbassa il livello di HDL) il colesterolo LDL dovrebbe essere sotto 160mg/dl e l’HDL sopra i 40, nella donna sopra 50 mg/dl.

Un altro parametro, detto indice di rischio cardiovascolare, mette in relazione il colesterolo totale con le HDL: se tale rapporto è superiore a 5 nell’uomo e 4,5 nella donna, il paziente è considerato a rischio.

Negli ultimi anni il ruolo delle HDL è stato rivalutato in maniera importante tanto che oggi si ritiene più significativo il rapporto tra HDL e LDL rispetto al valore del colesterolo totale.

Cosa fare quando il colesterolo è alto?

Circa l’80% del colesterolo totale è prodotto dall’organismo (colesterolo endogeno), soprattutto dal fegato, il 20% proviene dall’alimentazione (colesterolo esogeno). Quando la produzione endogena è fisiologicamente elevata si parla di ipercolesterolemia familiare.

Un’influenza importante nel controllo dei livelli del colesterolo è svolto dall’alimentazione: infatti la correzione dello stile alimentare può rappresentare nelle forme lievi la sola terapia, ma anche nelle forme moderate e gravi una corretta alimentazione deve essere associata alla terapia farmacologica perché ne potenzia l’efficacia.

Come abbassare il colesterolo con la dieta

La dieta mediterranea e il consumo di pochi grassi saturi sono in grado di incidere positivamente sui livelli del colesterolo ematico, per questo è importante sapere quali alimenti fanno aumentare il colesterolo e quali, invece, aiutano ad abbassarlo.

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Cibi da preferire

È importante privilegiare il consumo di alimenti vegetali, in particolare verdure, due-tre porzioni al giorno di legumi (soprattutto soia e lupino) con una frequenza di due-tre volte la settimana, e di frutta, tutti ricchi di antiossidant; la fibra vegetale contenuta nelle verdure e frutta, infatti, riduce l’assorbimento intestinale del colesterolo.

Cibi da evitare o limitare

Vanno limitati i grassi in generale sia quelli di condimento come burro, lardo e strutto e panna, a favore di oli vegetali soprattutto l’olio extra vergine d’oliva ricco di acidi grassi monoinsaturi che abbassano il livello del colesterolo LDL.

Alcuni cibi sono particolarmente ricchi di grassi animali come i formaggi, le uova, gli insaccati il latte e lo yogurt intero, perciò va limitato il loro consumo.

Per quanto riguarda la carne questa deve provenire da tagli magri e va privata del grasso visibile, il pollame deve essere senza pelle. Il pesce invece per la particolare composizione del suo grasso deve essere consumato almeno due-tre volte la settimana, fatta eccezione per i molluschi e crostacei.

I metodi di cottura dei cibi devono privilegiare la bollitura, il vapore, le microonde la griglia a scapito di frittura o cotture in padella.

Abitudini e stile di vita: sì allo sport, no al fumo

L’alimentazione deve essere completata e supportata da uno stile di vita sano come l’abolizione del fumo che fa abbassare i livelli di colesterolo “buono”; praticare una regolare attività fisica scegliendo sport aerobici, come la camminata a passo svelto, il nuoto, il ciclismo, il ballo, il calcio.

È importante eliminare il sovrappeso, soprattutto quando la localizzazione del grasso è in sede addominale arrivando a valori di girovita inferiori a 88 cm nella donna e a 103 cm nell’uomo.

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Quando abbassare il colesterolo con integratori e farmaci

Quando l’alimentazione e lo stile di vita non bastano a ridurre i livelli di colesterolo è possibile ricorrere all’aiuto di integratori e di farmaci.

Molti sono i nutraceutici e gli integratori dotati di efficacia e sicurezza tra questi il riso rosso fermentato, che contiene le statine e la berberina, un alcaloide vegetale efficace nell’aumentare l’attività dei recettori epatici per le LDL: in pratica accresce la capacità del fegato di catturare e metabolizzare il colesterolo in eccesso.

I fitosteroli, sostanze simili al colesterolo, ma di origine vegetale, si trovano in natura nella frutta secca, nei legumi e negli oli vegetali; come integratori sono inseriti di solito nello yogurt e nel latte e quindi facilmente assimilabili; diminuiscono l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.

Gli omega3 contenuti nel pesce, sono una miscela di grassi insaturi che agiscono aumentando il livello delle HDL e abbassano i valori dei trigliceridi. I polifenoli molecole antiossidanti presenti nel mondo vegetale come il resveratrolo che si trova nell’uva e nel vino rosso, le catechine del tè, le quercitine delle cipolle, sono utili nel prevenire l'ossidazione delle lipoproteine e quindi nel ridurne l’effetto nocivo.

La categoria di farmaci più efficace e più studiata attualmente sono le statine, che agiscono riducendo la produzione del colesterolo da parte del fegato; sono in grado di rallentare la formazione delle placche all’interno delle arterie e di ridurre la dimensione di quelle già esistenti; sono molecole sicure se prescritte con la giusta cautela.

Farmaco di più recente introduzione è l’ezetimibe, una molecola che inibisce l’assorbimento intestinale del colesterolo, può potenziare l’effetto delle statine o consentire l’uso di dosi inferiori di queste quando il paziente non le tolleri. Sono in fase di studio avanzata alcuni nuovi prodotti che sono anticorpi monoclonali (evolocumab e alirocumab), che si somministrano sottocute, capaci di ridurre in modo significativo il colesterolo LDL e che hanno un ottima tollerabilità.

La ricerca farmacologica non si ferma e altri farmaci con meccanismi d’azione più complessi e riservati alle forme di dislipidemia genetica grave, sono allo studio.


Autore

paolabaggiani
Dr.ssa Paola Baggiani Dietologo

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso Università di Pisa.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 24570.

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