Non è sempre agevole, anche per un Medico esperto, porre la diagnosi esatta del tipo di demenza da cui un paziente è affetto, a causa della sovrapposizione dei sintomi di presentazione. Un nuovo studio “Neuropsychiatric symptoms and α-Synuclein profile of patients with Parkinson’s disease dementia, dementia with Lewy bodies and Alzheimer’s disease”, pubblicato il 9 Agosto 2018 su Journal of Neurology (1), proietta una nuova luce sulle modalità di diagnosi differenziale fra queste forme di demenza. Ciò sarebbe attuabile valutando la combinazione dei sintomi neuro-psichiatrici con i livelli di alfa-sinucleina.

 

L’alfa-sinucleina (α-Syn) è una proteina presente prevalentemente nei tessuti nervosi e la cui funzione non è ancora ben conosciuta, ma che esercita un effetto nocivo sul funzionamento della produzione proteica, come ha documentato una ricerca pubblicata il 14. Agosto. 2018 su Neurobiology of Disease (Alpha-synuclein deregulates the expression of COL4A2 and impairs ER-Golgi function). Questa proteina costituisce il maggior componente degli aggregati proteici che si formano all’interno delle cellule nervose e che sono responsabili della loro degenerazione. Essi furono identificati nel 1923 dal neurologo berlinese Frederic H. Lewy che li associò alla “paralisi agitante” di Parkinson e sono perciò denominati corpi di Lewy, ma che si riscontrano anche nella Demenza con i corpi di Lewy (LBD) e nell’atrofia multi-sistemica. Per questa ragione, queste malattie neurodegenerative sono anche dette sinucleinopatie.

 

La LBD è il secondo tipo più comune di demenza neurodegenerativa dopo la malattia di Alzheimer (AD), ma ha un esordio più precoce e sono presenti disturbi del movimento indistinguibili da quelli del morbo di Parkinson. Secondo un consenso internazionale, se i disturbi cognitivi si manifestano entro un anno dall’esordio dei sintomi motori parkinsoniani si pone diagnosi di LBD, altrimenti dopo un anno è Demenza da Malattia di Parkinson (PDD); nella fase conclamata di demenza, la diagnosi differenziale fra LBD, PDD ed AD non è semplice.

 

Anastasia Bougea e Coll., del Dipartimento di Neurologia dell’Università Eginition di Atene, Grecia, hanno condotto uno studio prospettico cross-sectional per verificare se i sintomi neuro-psichiatrici ed i livelli di α-Syn rappresentino un sistema affidabile per distinguere il tipo di demenza. Dal database di registrazione dell’Unità Memory and Disorder Movement Clinic  hanno reclutato 63 pazienti, dell’età media di 71,5 anni, dei quali 16 con PDD, 28 con LBD e 19 con AD. Tutti sono stati sottoposti per due anni a indagini neuro-psichiatriche seriali mediante il Neuro-Psychiatric Inventory (NPI) a 12-item ed alla determinazione del livello di α-Syn nel liquor cefalo-rachidiano, mentre i caregivers sono stati intervistati mensilmente da esperti neuro-psicologi per la convalida dello score di NPI.

 

Per ogni forma di demenza è risultato un diverso profilo NPI. Infatti: nel gruppo PDD e LBD lo score del subitem “allucinazioni” era più elevato rispetto all’AD (entrambi con p<0.001); NPI “agitazione” è risultato maggiore in LBD che in PDD (p=0.012); NPI “insonnia” più grande in LBD che in AD (p=0.001). Lo score NPI totale è stato significativamente più alto nel gruppo LBD al confronto dei gruppi PDD e AD. Analogamente i valori del livello di α-Syn nel liquor sono emersi più alti nella LBD che nella PDD e nell’AD. L’analisi addizionale (ROC analysis con AUC 95% CI 0.91-0.99) ha mostrato che la combinazione di un punteggio maggiore di NPI con valori più alti di α-Syn costituisce un criterio abbastanza affidabile per pronosticare LDB anziché PDD o AD piuttosto che utilizzare uno di questi parametri da solo.

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  1. Bougea, A., Stefanis, L., Paraskevas, G.P. et al. J Neurol (2018). https://doi.org/10.1007/s00415-018-8992-7

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