La malattia di Parkinson (MP) è un disturbo complesso caratterizzato da disordini della motilità, principalmente rappresentati da tremori involontari e difficoltà motorie e contestualmente da un insieme di disturbi di natura non motoria.

Malattia di parkinson

Questa malattia consegue ad una perdita selettiva di quelle cellule della regione del mesencefalo (substantia nigra o sostanza nera di Sömmering) che sono devolute alla produzione della dopamina. La degenerazione di questi neuroni dopaminergici è legata all’accumulo di alfa-synucleina (α-Syn) in forma di aggregati proteici che prendono il nome di corpi di Lewy. A causa dell’impoverimento cellulare della substantia nigra viene a mancare il rigido controllo da parte della via nigro-striatale sulla facilitazione del movimento e si determinano i caratteristici sintomi della malattia (rigidità, tremore, rallentamento dei movimenti e disturbo dell’andatura). Studi precedenti hanno mostrato una costante e precoce associazione con il disturbo depressivo ma sinora poche osservazioni hanno preso in considerazione una relazione fra il disturbo bipolare e la malattia di Parkinson. I disturbi dello "spettro bipolare" consistono in una disregolazione dell’equilibrio timico che si traduce nell’alternanza fra le due condizioni contro-polari dell'attività psichica ossia l’eccitamento e la depressione. 

parkinson

I medici del Taipei Veterans General Hospital, avendo rilevato una frequente occorrenza di MP fra i loro pazienti affetti da disturbo bipolare, hanno impostato una ricerca epidemiologica per investigare se vi fosse un link fra le due malattie.

L’indagine si è imperniata sull’analisi di una popolazione di 281.000 soggetti, inseriti nel periodo 2001 – 2009 nel Taiwan National Health Insurance Research Database, fra i quali è stata identificata una coorte di 56.000 pazienti affetti da disturbo bipolare. In nessuno dei soggetti della popolazione sottoposta ad indagine era stata in precedenza diagnosticata la MP.

Nel 2011 tutti i soggetti del database sono stati contattati per accertare in quanti di essi fosse stata diagnosticata la malattia di Parkinson.

I risultati pubblicati di recente da Mu-Hong Chen su Neurology (An association between bipolar disorder and Parkinson disease) hanno mostrato che 1 su 140 (pari allo 0,7%) dei pazienti affetti da disturbo bipolare aveva sviluppato la MP mentre la prevalenza della malattia fra i soggetti che non ne erano affetti era solo di 1 caso su 1.000 (pari allo 0,1 %).

Altro elemento di importanza significativa è stato espresso dal rilievo che la malattia parkinsoniana si è sviluppata, in questi soggetti con diagnosi precedente di disturbo bipolare, ad un’età più giovanile rispetto agli altri membri del gruppo di studio, ossia ad un’età media di 64 anni rispetto ai 73 anni dei soggetti di controllo.

Inoltre, è apparso in proporzione diretta l’incremento del rischio di MP con l’aumentata frequenza di ospedalizzazione, nei soggetti con disturbo bipolare. In questi ultimi, infatti, nel caso di due ospedalizzazioni per anno la probabilità di sviluppare la MP è stata calcolata sei volte maggiore rispetto a coloro che erano stati ospedalizzati una sola volta per anno.

Questi risultati inducono chiaramente a ritenere che esista un link fra le due malattie, anche se secondo Chen saranno necessari ulteriori studi per identificarne l’esatta natura. Ancorché sia noto da anni quanto la trasmissione dopaminica sia deficitaria in ambedue le condizioni patologiche non è ancora definitivamente accertato come lo sviluppo delle due malattie sia interconnesso.

E’ ipotizzabile che queste due malattie possano avere in comune dei processi di alterazione di tipo neuro-trasmettitoriale ovvero modifiche nella struttura cerebrale di carattere genetico.

E’ auspicabile comunque che la definizione del meccanismo sottostante possa addurre a nuove strategie di trattamento potenzialmente di maggior beneficio per ambedue le condizioni.

 

Fonte:

https://n.neurology.org/content/92/24/1125

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