Dormire poco diminuisce le capacità di autocontrollo

Dr.ssa Alessia FistolaData pubblicazione: 06 luglio 2015Ultimo aggiornamento: 09 luglio 2015

Secondo i ricercatori della Clemson University una cattiva igiene del sonno potrebbe essere alla base di difficoltà di autocontrollo con ripercussioni sulla vita privata e professionale.

 

La perdita cronica del sonno potrebbe produrre a lungo termine una ridotta capacità di autocontrollo delle proprie emozioni e del comportamento. Lo studio "Interactions between sleep habits and self-control" condotto dal team di psicologi della Clemson University ha dimostrato come nei soggetti privi di sonno regolare ci sia una maggiore propensione a prendere decisioni avventate, manifestare disattenzione e agire d'impulso. 

L'autocontrollo è alla base del processo decisionale dell'uomo: consente di modulare le risposte e di gestire gli impulsi alla gratificazione immediata in previsione del raggiungimento di obiettivi a lungo termine. Inoltre l'autocontrollo facilita anche il processo di adattamento alle nuove situazioni.

Una cattiva igiene del sonno legata a continui risvegli notturni, diminuzione del numero delle ore di sonno o bassa qualità del sonno stesso hanno un'incidenza negativa sulla funzione endocrina e metabolica, favorendo l'aumento di peso, l'ipertensione e la malattia.

 

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Si è visto inoltre come lo scarso autocontrollo sia direttamente implicato nell'aumento dell'ostilità nelle relazioni, causando difficoltà a livello personale e professionale. 

 

I modelli sull'autocontrollo

Per spiegare una diminuzione dell'autocontrollo si è fatto riferimento a due diversi modelli.

Il primo rintraccia i fattori causali nella disponibilità limitata di risorse interne: se ci dedichiamo a mantenere sempre un certo livello di autocontrollo, prima o poi le risorse energetiche a disposizione diminuiranno, proprio come accade dopo aver svolto un'attività fisica intensa. Finora gli studi hanno individuato nel glucosio la risorsa energetica principale, ma sarebbe necessario approfondire il ruolo svolto anche da altre sostanze.

Il secondo modello si incentra su fattori prettamente psicologici e non fisiologici, nello specifico il ruolo della motivazione e la possibilità di compiere sforzi in previsione del raggiungimento di obiettivi. 

I ricercatori credono che sia importante integrare i due diversi modelli, favorendo una visione globale che tenga conto delle risorse fisiologiche a disposizione ma anche del livello di motivazione.

I due fattori sono reciprocamente influenzati perchè il desiderio di riposare in maniera corretta potrebbe favorire il recupero delle energie; al contrario, per quanto potrebbe essere forte il desiderio di restare svegli, un calo dell'energia produrrebbe comunque una forte sonnolenza.

Partendo da questi presupposti sarebbe necessario effettuare ulteriori ricerche mettendo in correlazione il modo in cui le buone abitudini del sonno potrebbero aiutare a ripristinare le riserve energetiche necessarie per l'autocontrollo.

Questo potrebbe avere una ricaduta sociale molto importante, aiutando a comprendere il ruolo dell'autocontrollo e della carenza di sonno in situazioni patologiche quali la dipendenza e i comportamenti compulsivi nel gioco d'azzardo.

 

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4426706/

Autore

alessia.fistola
Dr.ssa Alessia Fistola Psicologo, Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia nel 2009 presso Università degli Studi di Roma, La Sapienza.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo tesserino n° 2096.

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