•  Disturbi alimentari, una vera emergenza sotterranea:

anoressia nervosa, bulimia, Binge-eating, disturbo evitante-restrittivo nell’assunzione di cibo, ingestione di materiale non alimentare, ruminazione...,

sono i variegati comportamenti patologici che definiscono i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA).

E’ di questi giorni la comunicazione che è stato istituito il “Codice lilla” per chi si reca al Pronto Soccorso a causa di patologie indotte da disturbi alimentari.

 

  • E’ importante un codice di colore speciale?

E’ certamente molto importante. Il perché lo indica lo stesso Ministero della salute:

“Molte persone affette da Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione

non ricevono una diagnosi e un trattamento appropriato;

rivolgersi al Pronto Soccorso può quindi costituire una forma, per quanto impropria o forzata, di richiesta di aiuto;

soprattutto l’accesso in emergenza può rappresentare una

preziosa occasione di ingaggio del paziente per l’avvio di un percorso terapeutico.”

Fruire di un codice lilla significa quindi auspicabilmente ricevere una attenzione specifica proiettata anche nel “dopo” del Pronto Soccorso, un dopo a cui gli operatori di PS si impegnano in prima persona prima delle dimissioni dallo stesso.

Il percorso terapeutico adeguato, infatti, non è semplice e vede l’alleanza tra famiglia e struttura sanitaria specialistica multidisciplinare, ambulatoriale oppure residenziale; tale alleanza tiene in particolare conto delle “difficoltà e resistenze di molti pazienti ad accettare le cure proposte e intraprendere un trattamento”, che il Ministero segnala agli operatori affinché le prendano in considerazione opportunamente.

A questo punto mi chiedo:

 

  • Gli utenti di Medicitalia soffrono di “Disturbi del Comportamento Alimentare”?

Presa da curiosità, chiedo all’Amministratore del sito quei dati che possono illuminare un po’ tale zona d’ombra.

Infatti tra i dati richiesti al momento dell’iscrizione sono presenti anche altezza e peso corporeo, da cui in automatico il programma calcola il BMI, Indice di Massa Corporea e relativa “etichetta”: sottopeso, normopeso, obesità, grave obesità;

elementi assai importanti per gli Esperti che rispondono, dati riservatissimi a cui solo loro hanno accesso.

 

 

Quali dati emergono sugli “Utenti Medicitalia”?

Il campione di utenti fornitomi dall’Amministratore del Sito e preso in esame è di ben 500 000 utenti, mezzo milione di persone.

 

Quale è il loro BMI?

- Coloro che godono di un BMI nella norma sono la metà circa, sia nei maschi che tra le femmine.

Solo? Dirà qualcuno.

Bene, diranno altri, fortunati loro.

Ma poi...

- I maschi

Tra quelli che ci scrivono è sovrappeso un terzo dei maschi, a cui va aggiunto un 10% fortemente sovrappeso e l’1% francamente obeso. Si giunge così ad un totale del 44%!

Sì, il 44% degli uomini che si rivolge a noi sono maschi variamente sovrappeso, alcuni fino all'obesità.

- E le femmine?

E’ sovrappeso il 12%, a cui aggiungere il 7% fortemente soprappeso, e il 2% chiaramente obeso; dunque il 21%, a fronte del 44% maschile. Le donne sono evidentemente più attente alla loro “linea”.

Però, anche qui ”non è tutto oro quel che luccica:

un terzo tra le donne che ci scrivono è sottopeso, mentre solo un quinto dei maschi manifesta tale problema.

 

Commento dei dati

Dai dati emerge una situazione che merita attenzione:

La metà degli utenti Medicitalia, ben 250 000 persone, tra le 500 000 che si sono rivolte a noi, presenta anomalie nel peso corporeo e dunque nel BMI: un numero e una percentuale elevatissimi.

Ciò equivale a dire che la metà dei nostri utenti soffre di disturbi alimentari? Cioè che essi operano delle restrizioni ferree, oppure - al contrario - che regolarmente introducono più cibo di quanto consumano?

Certamente no:

innanzi tutto i dati forniti sono un'autodichiarazione; e dunque vanno previsti errori nella valutazione del proprio peso corporeo, oppure dichiarazioni errate dovute ad un auto-inganno: dichiaro il peso che vorrei avere.

Il sovrappeso può avere molte altre cause, anche dovuto a patologie differenti; ma così numerosi gli interessati al problema?

Come anche il sottopeso, che oltre ad essere attribuito ad una cultura ossessionata dalla magrezza a cui le donne sono maggiormente sensibili, può dipendere da disfunzioni, corporatura esile ed altro.

Inoltre nelle persone con peso nella norma, anche in esse possono essere presenti disturbi alimentari "invisibili", nei casi in cui alle abbuffate segua il vomito, oppure quando si compensi con un esercizio fisico eccessivo.

 

Una domanda inquietante

Pur tenendo conto di quanto sopra detto, considerato che nell'universo di mezzo milione di utenti ben 250 000 circa hanno un BMI alterato 

  • come mai sono giunte solo e unicamente 2035 richieste di Consulto su problemi alimentari

cioè una percentuale del tutto irrilevante?

Molte ipotesi, nessuna risposta.

 

Riflessioni

Nell’area di Psicologia giungono frequentemente richieste su tematiche psicologiche da parte di persone che noi esperti osserviamo caratterizzate da un BMI a-normale: naturalmente questo è un dato che fa riflettere noi Specialisti, indipendentemente dal contenuto del Consulto stesso.

Talvolta accade che lo si evidenzi nelle risposte ai Consulti, soprattutto quando ci si accorge che la persona “non tiene a sé” da vari punti di vista.

Suggerendo una maggiore attenzione al peso corporeo - obeso o sottopeso - si cerca di aprire una breccia in un sistema spesso coriaceo, che comprende corpo e psiche, a cui gli interessati prestano poca attenzione; oppure un’attenzione solo teorica che non prevede però la fatica del cambiamento.

Ad un analogo obiettivo mirano i contributi - News, Minforma - che, provenienti dalle differenti aree disciplinari qui rappresentate, vogliono attirare l’attenzione degli utenti sull’importanza della loro alimentazione, nutrizione, peso corporeo, disturbi alimentari, in una visione integrata della persona fatta di corpo e di psiche armonicamente in interazione.

Analogamente poniamo attenzione alla sensibilizzazione delle famiglie, le prime a potersi accorgere dei DCA, e che spesso purtroppo non vedono.

 

PER APPROFONDIRE

Brunialti C.M., Disturbi alimentari e "Codice lilla" al Pronto Soccorso: nuove attenzioni cliniche e familiari

Brunialti C.M., Anoressia, Bulimia, Binge-eating... Come sconfiggere i DCA?