Epilessia crisi epilettiche

Epilessia: cause, sintomi, trattamento delle crisi

Cos'è l'epilessia e cosa succede al cervello quando si presenta una crisi epilettica? Analizziamo le tipologie di crisi, i sintomi, le cause e cosa fare quando si soffre di questo disturbo neurologico.

Cosa sono l'epilessia e le crisi epilettiche?

L'Epilessia è un disturbo neurologico che si manifesta con attacchi improvvisi di convulsioni con e senza perdita di coscienza, chiamati crisi epilettiche.

Una crisi epilettica è causata da un aumento improvviso dell'attività delle cellule del cervello, che risulta come una iper-produzione di scariche elettriche da parte dei neuroni.

Incidenza

L’epilessia è riconosciuta come malattia sociale dall’OMS in quanto interessa oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo, 6 milioni in Europa e circa 500.000 in Italia [1].

Non esiste una fascia e una tipologia di popolazione più colpita, l’epilessia colpisce indistintamente qualsiasi individuo senza distinzione di sesso, età o etnia. Tuttavia si può riconoscere una prevalenza di esordio nei bambini e negli anziani [2].

Tipologie di crisi epilettiche

In genere l'epilessia può manifestarsi ad ogni età e in forme differenti:

  • la crisi epilettica parziale, cioè che coinvolge solo una parte del cervello,
  • la crisi generale dove tutto il cervello viene coinvolto.

Crisi generali

I tipi di crisi più comune sono due e rientrano del tipo di crisi generalizzata:

  • il primo tipo viene detto anche "piccolo male" e si manifesta con crisi di assenza (anche ripetutamente nell'arco della giornata), di fissità dello sguardo ed eccessiva deglutizione,
  • il secondo tipo, detto anche "grande male", prevede crisi tonico-cloniche: può arrivare improvvisamente con una perdita totale di coscienza, con cadute a terra, con movimenti a scatto, convulsioni seguite da confusione generale, a volte anche stati di sonno profondo.

Crisi parziali

Le crisi parziali invece si manifestano con:

  • malessere addominale,
  • allucinazioni e percezioni distorte,
  • contrazioni muscolari,
  • formicolio,
  • movimenti anomali,
  • alterazioni del comportamento,
  • sensazioni di dejà-vu o estraneità ai fatti.

Sintomi delle crisi epilettiche

Le crisi epilettiche classiche si manifestano con:

  • Convulsioni,
  • scarsa attività muscolare e mentale,
  • perdita di conoscenza improvvisa,
  • cadute a terra con sguardo nel vuoto per qualche attimo.

Quanto durano le crisi epilettiche?

Le crisi epilettiche vanno dai pochi secondi fino anche a trenta minuti, in cui si ha proprio la manifestazione di scatti violenti del corpo, incontinenza dovuta a convulsioni, momenti di "amnesia" o di separazione della coscienza con l'ambiente, movimenti con le labbra ripetuti, contrazioni ripetute di una parte del corpo (braccia, gambe, piede, faccia), seguite da paralisi temporanee e stanchezza.

I bambini possono presentare convulsioni durante stati febbrili che, nella maggioranza dei casi, non evolvono in epilessia in età adulta

Complicazioni

Possono insorgere delle complicazioni quando il malato manifesta varie crisi epilettiche di seguito nell'arco di poco tempo. Il male epilettico è una condizione grave che può essere mortale e prevede il ricovero del paziente in rianimazione

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Cause dell'epilessia

Le cause dell'epilessia molto spesso non sono note e per questo motivo è considerata una malattia idiopatica. In altri casi l’epilessia può dipendere da fattori diversi a seconda del tipo di crisi:

  • possono essere di origine genetica,
  • possono insorgere a causa di infezioni,
  • lesioni cerebrali seguito di trauma cranico,
  • interventi chirurgici sul cervello,
  • stress psicofisico,
  • traumi da parto,
  • tumori del cervello,
  • avvelenamento da metalli pesanti (piombo),
  • uso o abuso di farmaci.

Alcune condizioni possono favorire l’insorgenza delle crisi epilettiche, come la disidratazione, un digiuno prolungato, il consumo di alcol, l’eccesso di caffeina, la privazione del sonno, alterazioni ormonali, la fatica e lo stress, l’esposizione a sostanze tossiche o velenose.

Come fare la diagnosi?

L'epilessia può essere diagnosticata in seguito ad un elettroencefalogramma in deprivazione da sonno.

Altre modalità come RMN o TAC vengono usate invece per identificare se un trauma fisico può aver scatenato una crisi.

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Trattamento dell'epilessia

Al giorno d'oggi ci sono diversi modi per trattare l'epilessia e per avere un controllo delle crisi.

La terapia farmacologica tradizionale con anticonvulsivanti (come levetiracetam, lamotrigina, lacosamide, oxcarbazepina, fenitoina, fenobarbitale, gabapentina, carbamazepina, acido valporico) contribuisce a tenerla sotto controllo, con effetti collaterali generalmente modesti.

In caso di farmaco resistenza nei casi più gravi è possibile valutare anche un approccio chirurgico con la rimozione della regione di corteccia cerebrale dalla quale hanno origine le crisi.

Si può inoltre intervenire rimuovendo i fattori scatenanti, a partire da consumo di alcol e di determinati farmaci o agendo sull'alimentazione.

Per approfondire:Che cosa è la terapia elettroconvulsivante?

Prevenzione

Si possono prevenire alcune crisi usando l'attenzione. Osservare quali cibi particolari, situazioni ambientali, fisiche, mentali o emozionali precedono gli attacchi, può essere di aiuto per gestire la crisi, quando si manifesta oppure non farlo manifestare.

Ci sono casi in cui si percepisce l'arrivo della crisi (aura epilettica), che può essere legata ad una particolare emozione o ad un odore, ad un pensiero.

Conoscendone la sorgente, possiamo riuscire a prevenire l'insorgere dell'attacco, anche praticando discipline che portano allo stato di rilassamento e benessere interiore così profondo da impedire la manifestazione delle crisi.

Come comportarsi quando si soffre di epilessia?

Con le odierne terapie la maggior parte delle persone (80%) riescono a condurre una vita normale, non avendo crisi per mesi, in alcuni casi anche per anni. Per chi soffre di gravi crisi, che resistono anche alle terapie più intense, i rischi sono maggiori.

Il fattore psicologico in alcuni casi può essere determinante. È importantissimo far si che chi soffre di epilessia riesca ad accettare ed abbracciare totalmente questa realtà "diversa" con cui deve convivere. Solo la totale accettazione può essere il trampolino di lancio verso la guarigione.

Il percorso di cure e guarigione inoltre è estremamente personale e per questo è sempre opportuno cercare e non accontentarsi se la cura trovata, proposta o consigliata non risuona dentro al 100%.

Per approfondire:Epilessia in età pediatrica: aspetti sociali

Revisione scientifica a cura di
Dr. Antonio Ferraloro Neurologo

Data pubblicazione: 12 febbraio 2024

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