Fibromialgia: donna con dolori diffusi

Cos'è la fibromialgia? Sintomi, diagnosi e cura

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Dr. Giuseppe Bova Reumatologo, Perfezionato in medicine non convenzionali, Dietologo

La fibromialgia è una sindrome neurologica cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso e una persistente sensazione di affaticamento. A differenza delle patologie infiammatorie, questa condizione deriva da una "sensibilizzazione centrale": un’anomalia nel modo in cui il cervello elabora i segnali dolorosi, amplificandoli. Oltre al dolore, le tipologie di manifestazioni cliniche includono spesso disturbi del sonno, nebbia cognitiva (fibro-fog) e ipersensibilità sensoriale.

Le cause esatte rimangono complesse e multifattoriali, coinvolgendo predisposizione genetica, squilibri dei neurotrasmettitori e stress fisici o emotivi che fungono da innesco. Poiché non esiste una cura unica, le cure più efficaci si basano su un approccio multidisciplinare: attività fisica aerobica a basso impatto, supporto psicologico e terapie farmacologiche mirate a modulare la soglia del dolore e migliorare la qualità del riposo.

Cos'è la fibromialgia?

La fibromialgia è una patologia reumatica cronica influenzata dalla psiche e dal clima.

Il dolore si estende ai muscoli, legamenti, in punti dolorosi simmetrici conosciuti come trigger point. Non è una malattia invalidante, ma può “rovinare” ogni ora della giornata perché influisce negativamente sulla qualità della vita, sulle relazioni familiari e lavorative, sulla funzione cognitiva, più di alcune malattie reumatiche ben più gravi e invalidanti. Il senso di colpa e la bassa autostima contribuiscono a peggiorare il quadro clinico.

Perché le donne sono più colpite?

La fibromiaglia riguarda prevalentemente più le donne con un rapporto di 10 a 1 e solo in Italia riguarda circa 1,5-2 milioni di persone [1] e colpisce tra il 2 e il 4% della popolazione mondiale.

Circa il 90% dei pazienti è donna, con un picco di diagnosi tra i 40 e i 60 anni. Gli ormoni sessuali sembrano giocare un ruolo rilevante nell'espressione e nell'aggravamento della sindrome, anche se i meccanismi esatti sono ancora oggetto di studio.

Tuttavia, la fibromialgia non è esclusivamente una malattia femminile. Una quota compresa tra il 10 e il 15% dei pazienti è di sesso maschile. Il paziente fibromialgico di sesso maschile presenta spesso maggiori difficoltà nell'accettazione della diagnosi [2].

Diffusione della fibromialgia - infografica

Diffusione della fibromialgia

Sintomi della fibromialgia

Sintomi debilitanti di accompagnamento sono il dolore cronico diffuso, stanchezzadepressione e disturbi del sonno. Gli esami ematici e radiologici sono normali e vanno eseguiti per escludere le eventuali forme reumatiche associate (spondiloartriti, polimialgia reumatica, LES, artrite reumatoide).

Lo stress e la depressione associati spiegano la moltitudine di altri sintomi:

  • stanchezza generalizzata anche dopo sforzi di minima entità
  • disturbi del sonno che provocano risvegli notturni
  • rigidità mattutina per molte ore
  • mal di testa, collo e spalle
  • sindrome delle gambe senza riposo, prevalentemente di notte
  • spasmi muscolari dolorosi a fascia
  • dolore facciale o mandibolare, da non confondere con le malocclusioni
  • disturbi dell'umore con ansia o depressione
  • deficit cognitivo con vuoti di memoria o concentrazione ridotta
  • secchezza della bocca
  • stipsi, irregolarità dell’alvo con gonfiore addominale
  • dolore toracico e respiro corto
  • parestesie (formicolio) e aumentata sensibilità della pelle
  • ipersensibilità ai rumori, luci, odori
  • disturbi ginecologici (come vaginismo ed endometriosi)
  • stimolo frequente a urinare anche di notte.

Guarda il video: Come riconoscere la fibromialgia?

La diagnosi di fibromialgia

La sindrome fibromialgica è una malattia a cui non si pensa spesso e passano sino a sette anni prima di diagnosticarla e rivolgersi al reumatologo. Non esiste un test di laboratorio specifico per la fibromialgia, ma il medico può richiedere dei test, tra cui gli esami del sangue e le radiografie, per escludere altre malattie reumatiche.

I criteri diagnostici della fibromialgia sono stati definiti per la prima volta dall'American College of Rheumatology (ACR) nel 1990 e richiedevano la presenza di dolore cronico diffuso da almeno tre mesi e di almeno 11 dei 18 tender points. Nel 2010, con una revisione nel 2011, l'ACR ha introdotto nuovi criteri interamente basati sui sintomi, eliminando la conta dei tender points e includendo nella valutazione anche astenia, disturbi cognitivi, sonno non ristoratore, dolore addominale, depressione e cefalea.

Nel 2016 i criteri sono stati ulteriormente affinati, introducendo il requisito del dolore cronico diffuso in almeno 4 dei 5 distretti corporei e precisando che la diagnosi di fibromialgia è valida anche in presenza di altre patologie o sindromi dolorose concomitanti [1].

La diagnosi rimane comunque prerogativa del medico: l'autodefinizione dei sintomi da parte del paziente non è considerata valida senza un'adeguata valutazione clinica. Vediamo gli elementi necessari per la diagnosi.

Anamnesi

Questi i punti principali su cui si basa l'anamnesi del paziente fibromialgico:

  • la ricerca delle cause e la distribuzione del dolore in almeno tre aree del corpo;
  • dolore con caratteristiche simili a quelle che si provano durante l’influenza;
  • esami ematici che si eseguono per escludere le forme reumatiche sistemiche, malattie endocrine o metaboliche.

I punti trigger

La ricerca dei punti più dolorosi (detti trigger o grilletto) può comunque essere d'aiuto al reumatologo: questi sono spesso asintomatici e vanno quindi ricercati con la visita.

La caratteristica dei trigger points è quella di causare dolore in aree localizzate o di irradiarsi in periferia. Sono delle aree muscolo-tendinee (entesi) indurite e dolenti alla palpazione, che danno una risposta dolorosa anche dopo una pressione di lieve entità. La risposta è influenzata da variazioni della temperatura, variazione della pressione atmosferica, delle correnti d’aria, degli stress lavorativi e familiari.

Secondo i precedenti criteri diagnositici, la diagnosi il dolore deve essere presente da oltre tre mesi, provocato da una pressione di circa 4 Kg/cm e riguardare almeno 11 su 18 su aree specifiche che vanno tutte ricercate.

I trigger point più frequenti sono:

  • sul muscolo sopraspinato
  • sul trapezio
  • sul il gluteo (area supero-esterna)
  • sugli epicondili omerali
  • sulle articolazioni costo-condrali toraciche
  • nelle zone mediali delle ginocchia.

Radiologia

In alcune forme avanzate in cui sono presenti calcificazioni che rappresentano i segni indiretti dell’interessamento di tendini e borse sierose, potrebbe essere utile ricorrere alla radiologia; un'ecografia può essere più utile per la ricerca dei segni precoci dell’interessamento tendineo.

Le cause della fibromialgia

Le cause della malattia fibromialgica non sono note, anche se i soggetti affetti presentano una bassa soglia del dolore che ne aumenta la percezione. Alcune ipotesi etiologiche potrebbero essere le seguenti.

Alterazioni ormonali neuroendocrine

C’è un deficit della serotonina, prodotta dal nostro corpo dopo l’esposizione solare, e di altri neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale che regolano anche l'umore e il sonno. Il dolore è conseguenza dell’ipo-afflusso di sangue nelle aree muscolari per spasmo dei vasi che irrorano i muscoli. La terapia antidepressiva con antiserotoninergici, che impediscono la degradazione, ne aumenta la concentrazione. Elevati sono i livelli della “sostanza P”, responsabile del mantenimento del dolore.

Disregolazione del sistema nervoso autonomo

Con la fibromialgia il sistema nervoso autonomo rilascia ormoni che intervengono nella reazione da stress da paura, traumi, interventi chirurgici, preoccupazioni, dispiaceri. È possibile che le persone fibromialgiche rilascino questi ormoni in modo anomalo sotto stress con ripercussioni nella percezione del dolore.

Problemi di sonno

Nei fibromialgici è alterata la fase 4 del sonno, ossia la fase rigenerante in cui il corpo recupera le energie utilizzate durante la giornata. La mancanza di sonno ristoratore fa sì che il corpo non recuperi la fatica, lo stress accumulato, portando a dolori muscolari e stanchezza a minimi sforzi.

Infezioni

La fibromialgia può essere secondaria a una infezione causata da alcuni virus dell’epatite come l’HBV o HCV. Molto più frequente è la forma secondaria alla mononucleosi infettiva. È una malattia con febbre accompagnata da profonda astenia che dura anche oltre un mese dalla guarigione clinica. Quindi la ricerca del virus di Epstein Barr nel sangue va sempre fatta anche per escludere forme latenti afebbrili o riaccensioni dopo molti anni.

Genetica

La tendenza alla fibromialgia può riconoscere una eredità familiare. Recenti studi, in particolare un ampio studio condotto presso l'Università del New Jersey a Newark Medical School di Raffaello, ha dimostrato che la fibromialgia è più frequente in quelle famiglie in cui ci sono altri soggetti con umore depresso o sindromi ansiose.

Associazione ad altre malattie reumatiche

È frequente la comparsa in associazione di altre malattie reumatiche come l'artrite reumatoide, il lupus, le connettiviti.

Per approfondire:Fibromialgia e microbiota intestinale

Come si cura la fibromialgia?

Il trattamento ottimale è multidisciplinare e dovrebbe includere una combinazione di interventi non farmacologici e farmacologici. Dopo la discussione con il paziente e i familiari, le modalità di trattamento devono essere specificamente adattate sulle intensità del dolore, la mobilità attiva, e i sintomi di accompagnamento come la depressione, stanchezza e disturbi del sonno.

Per migliorare i sintomi il paziente deve riconoscere la necessità di cambiare lo stile di vita. La maggior parte delle persone però sono resistenti al cambiamento, perché ciò implica impegnoe fatica.

La terapia per questi pazienti non può essere standardizzata per la comparsa talvolta di effetti collaterali che obbligano il reumatologo a cambiare terapia. Inoltre il fibromialgico non è compliante alle terapie farmacologiche e fisiche con risultati spesso di breve durata.

Guarda il video: Come curare la fibromialgia: stile di vita e farmaci

Come trattare il paziente fibromialgico

Il trattamento del paziente fibromialgico avviene sulla base degli specifici sintomi che avverte.

Depressione e disturbi del sonno

Sono utilizzati gli antidepressivi triclicici SSRI che riducono la degradazione della serotonina (reuptake inhibitors). I farmaci più utilizzati sono l’ amitriptilina da 10 mg a 50 mg, doxepin, fluoxetina, sertralina, citalopram e nortriptilina.

Insonnia

Il sonno può essere migliorato abituandosi ad andare a letto e alzarsi alla stessa ora ogni giorno; aiuta anche fare in modo che la camera da letto sia confortevole dal punto di vista ambientale e termico. Evitare di bere caffeina e alcol prima di coricarsi, così come consumare pasti subito prima di andare a dormire. A volte si rende necessario prescrivere dei sonniferi, per impiego transitorio, come l’alprazolam.

Trattamento del dolore

Con la diagnosi di fibromialgia non va trascurato il riposo e l’astensione dall’attività lavorativa. Nelle forme di esordio il paracetamolo fino a 2 g al dì può essere sufficiente. In caso di inefficacia si può associare un farmaco antiinfiammatorio non steroideo (FANS) come il naprossene sodico, l’ibuprofene. Il tramadolo, un antidolorifico oppioide ad azione sul Sistema Nervoso Centrale, è spesso efficace anche da solo.

Rilassanti muscolari

Con fibromialgia muscolare la ciclobenzaprina e tizanidina aiutano in presenza di spasmi e rigidità per la loro attività centrale.

Sindrome delle gambe senza riposo

È molto disturbante sul sonno perché le gambe sono irrequiete e sempre in continuo movimento. I farmaci utilizzati sono il gabapentin, farmaco antiepilettico, la carbidopa/levodopa o la clonidina.

Il dolore in punti specifici dei muscoli può essere trattato l’Ossigeno-ozono-terapia, con infiltrazioni di lidocaina o procaina, o con capsaicina per uso locale.

Spesso è necessario un trattamento sostitutivo con tiroxina per associata ipofunzione della tiroide. Controllate il vostro Tsh, esame spesso trascurato, per valutare la funzione neuroendocrina della tiroide. Nelle fase iniziali se l’insufficienza è lieve basta l’integrazione con derivati di estratti naturali.

Fibromialgia e cure alternative senza farmaci

Il dolore è influenzato dal nostro modo di viverlo ed affrontarlo e da alcuni fattori aggravanti come:

  • Attività lavorativa
  • Sport agonistico
  • Posture errate
  • Tensioni muscolari da preoccupazioni, lavoro impegnativo, dispiaceri, protratti nel tempo
  • Questi elementi influenzano negativamente il tono dell’umore e la qualità della vita comportando ansia, depressione, insonnia.

Attività fisica

I metodi “non convenzionali” o di “medicina alternativa”, associati allo yoga o a sedute di meditazione, si sono dimostrati efficaci in quei soggetti che le apprendono e le applicano con regolarità tutti i giorni. Sembra che la meditazione in particolare aumenti la produzione delle endorfine, oppiacei prodotti dal cervello, con attività antidolorifica simile alla morfina ma senza i suoi effetti collaterali.

Le endorfine aumentano anche con l’attività fisica e questo giustifica il senso di benessere che deriva quando ognuno di noi pratica dello sport oppure una passeggiata all’aria aperta. Nel fibromialgico si ridurrà la percezione del dolore grazie all’aumento della soglia del dolore stesso. 

Spesso trascurata va invece consigliata e praticata con regolarità con attività di tipo aerobico come camminare, ballare, andare in bici. Il nuoto, con acqua ben riscaldata, è molto utile per il sollievo sulla contrattura muscolare e il dolore associato. Studi hanno evidenziato un aumento della serotonina e dei livelli di endorfine, contribuendo a ridurre il dolore.

Se il paziente è in fase acuta, con forti dolori e stanchezza, attendere fino a che non ci siano dei miglioramenti e poi si comincerà ad incoraggiarne la pratica.

Per approfondire:Curare la fibromialgia con la mesoterapia

Intervento psicologico

 L’intervento psicologico è basato, a seconda delle cause, a molteplici strategie:

  • psicoterapia individuale
  • biofeedback
  • training di rilassamento muscolare progressivo
  • colloqui di supporto psicologico al paziente e ai familiari
  • training di addestramento alle abilità assertive
  • gruppi di gestione del dolore, dello stress e della sintomatologia depressiva

Alimentazione

L’alimentazione non deve essere ricca di carboidrati raffinati per l’aggravamento dello stato infiammatorio derivante dall’iperglicemia. Meglio prediligere cibi integrali, frutta e verdura. Le carni devono essere preferibilmente bianche rispetto a quelle rosse. Il pesce, ricco di antinfiammatori naturali come gli omega-3, va consumato almeno tre volte la settimana. La frutta secca andrebbe assunta giornalmente.

Gli integratori

Antinfiammatori: la quantità giornaliera di omega-3 deve essere almeno di 2 g al dì. E’ necessario doverli integrare considerato che il pesce giornaliero da assumere sarebbe oltre 500 g al dì. Pochi sarebbero in grado di farlo con tale frequenza.

  • Antiossidanti: Vitamina C, 5 – 1 g al giorno, e Acido Alfa-lipoico, 25 - 50 mg due volte al dì.
  • Stanchezza: Coenzima Q10, 100-200 mg.
  • Muscolotrofico: L-carnitina, da 500 a 2.000 mg al dì.
  • Supporto mentale: Magnesio e S-adenosilmetionina o SAME, 800 mg al dì.
  • Probiotici per il mantenimento della salute gastrointestinale.
  • Insonnia: Melatonina, 0,5-3 mg, una volta al dì prima di dormire. Può essere un’alternativa all’Alprazolam.
  • Supplemento di Vitamina D e Calcio per compensare la scarsa attività fisica e l’esposizione solare del fibromialgico. In uno studio condotto su 100 donne con fibromialgia, il 61% sono risultati essere carenti di 25-idrossivitamina D . Il dolore e la stanchezza sono migliorati quando i livelli di Vitamina D sono risultati nella norma o sono sempre stati a livelli alti.

Omeopatia

L’omeopatia non va mai trascurata, anche se c’è un’alta percentuale di pazienti in Italia che vi ricorrono, perché spesso permette di ridurre il dosaggio dei farmaci convenzionali con riduzione degli effetti collaterali.

Per la cura omeopatica il medico prescriverà il Rimedio appropriato (simillimum) tenendo conto della costituzionalità del paziente, e cioè struttura fisica, generalità, sensibilità, aspetto emozionale e mentale.

Ecco alcuni rimedi della fase acuta di frequente utilizzo:

  • Rhus toxicodendron è il rimedio di più frequente utilizzo. La rigidità articolare peggiora all’inizio del movimento, miglioramento col movimento. Rigidità al mattino e in climi freddi o umidi.
  • Arnica, per soggetti che non vogliono essere toccati, agitati, in cerca di posizione comoda, con sensazione di dolore contusivo muscolare diffuso.
  • Bryonia, quando il dolore si aggrava al minimo movimento. Soggetto con bisogno di bere per secchezza delle mucose. Il dolore si aggrava di notte, al risveglio.
  • Calcarea carbonica, per soggetti che si muovono lentamente, con faccia gonfia, molto freddolosi. Lo sforzo li lascia deboli e senza fiato.
  • Ruta graveolens nel dolore contusivo alle articolazioni e tendini. Aggravano sdraiandosi sulla zona interessata.
  • Causticum nel dolore accompagnato a debolezza e rigidità. Peggioramento con lo sforzo e il freddo. La cosa insolita è che i sintomi sono peggiorati dal tempo asciutto e migliorati quando piove, in pratica con l’umido.
  • Kalmia latifolia: questo farmaco è particolarmente utile per i forti dolori lancinanti nei muscoli, che impediscono i movimenti anche minimi.
  • Cimicifuga nel dolore con rigidità muscolare per lo più nel collo, regione paravertebrale alta e lombare. Sono generalmente peggiorati dal freddo o correnti d'aria. E’ spesso presente mal di testa, in particolare sulla sommità della testa e del collo.

Fitoterapia

Alcune bevande e antiossidanti che si sono dimostrati utili come antinfiammatori, antiossidanti derivanti dalla fitoterapia:

  • Tè verde in foglie
  • Artiglio del gatto (Uncaria tomentosa)
  • Bromelina (Ananus comosus)
  • Curcuma (Curcuma longa
  • Capsicum o capsaicina in crema

Chiropratica

Nella fibromialgia è generalmente presente dolore lombare e cervicale. La chiropratica comunemente può essere utilizzata per trattare queste condizioni con miglioramento sul dolore, del dolore, qualità del sonno e affaticamento .

Massaggio e TENS

Il massaggio può ridurre lo stress, migliorare la circolazione, e lenire i dolori muscolari.

I TENS sono dei dispositivi a batteria portatili, emettenti correnti elettriche di breve intensità, che tramite degli elettrodi si applicano nelle aree muscolari interessate.

Gruppi di aiuto

Gruppi di istruzione e di sostegno possono aiutare a gestire meglio la comunicazione con la famiglia e gli amici. I gruppi di aiuto, molto diffusi negli U.S.A., sono molto utili nel comprendere la malattia e contribuiscono a costruire migliori relazioni all'interno della famiglia e nella società.

Domande frequenti sulla fibromialgia

Che cos'è la fibromialgia?

La fibromialgia è una sindrome cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento persistente e ipersensibilità al dolore. Non è una malattia infiammatoria né autoimmune: il problema risiede in un'alterata elaborazione centrale dei segnali dolorosi, nota come sensibilizzazione centrale.

Come si capisce se si soffre di fibromialgia?

I sintomi principali includono dolore diffuso e cronico, stanchezza marcata, sonno non ristoratore e difficoltà cognitive (il cosiddetto "fibro fog"). Possono associarsi cefalea, sindrome del colon irritabile, ansia e ipersensibilità a luce, rumore e temperature.

Quali parti del corpo colpisce la fibromialgia?

Il dolore è bilaterale e diffuso, presente sia sopra che sotto la vita. Le aree più colpite sono cervicale, spalle, regione lombare, anche e ginocchia. Non causa danni articolari né infiammazione tissutale.

Quali sono le cause della fibromialgia?

Le cause sono multifattoriali: concorrono predisposizione genetica, disfunzioni nei sistemi neurotrasmettitoriali (serotonina, norepinefrina), stress cronico e traumi fisici o emotivi. Spesso la sindrome si manifesta dopo un evento scatenante come un'infezione, un incidente o un lutto.

Come si fa la diagnosi di fibromialgia?

La diagnosi è esclusivamente clinica: si basa sui criteri ACR 2010/2016 (indice di dolore diffuso WPI e scala SS) e sull'esclusione di altre patologie tramite esami del sangue e strumentali. Non esistono biomarcatori specifici per la fibromialgia.

Come si distingue la fibromialgia dall'artrite?

A differenza dell'artrite, la fibromialgia non causa infiammazione né danno articolare misurabile agli esami. Il dolore è muscolare e diffuso, non localizzato alle articolazioni. Gli esami del sangue (PCR, VES, fattore reumatoide) risultano generalmente nella norma.

La fibromialgia è una malattia grave?

La fibromialgia non è progressiva e non causa danni permanenti agli organi. Tuttavia può essere debilitante: compromette significativamente la qualità di vita, la capacità lavorativa e il benessere psicologico. Con un trattamento adeguato i sintomi sono gestibili nella maggior parte dei casi.

Come si cura la fibromialgia?

Il trattamento è multimodale: combina farmaci (duloxetina, pregabalin, amitriptilina a basso dosaggio) e terapie non farmacologiche. L'esercizio fisico aerobico è considerato l'intervento con le prove di efficacia più solide, insieme alla terapia cognitivo-comportamentale e all'igiene del sonno.

La fibromialgia si può guarire definitivamente?

Attualmente non esiste una cura definitiva per la fibromialgia. È però una condizione gestibile: molti pazienti raggiungono una riduzione significativa dei sintomi e un buon livello di funzionalità grazie a un piano terapeutico personalizzato e continuativo.

Fonti

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  2. Istituto Superiore di Sanità

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Data pubblicazione: 19 febbraio 2015 Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2026

Autore

g.bova
Dr. Giuseppe Bova Reumatologo, Perfezionato in medicine non convenzionali, Dietologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso università Padova.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Vicenza tesserino n° 2331.

Specialista con oltre 40 anni di esperienza in reumatologia e medicina integrata, unisce competenze in omeopatia biologica, nutrizione clinica e psiconeuroendocrinologia. Esperto in malattie autoimmuni, degenerative e metaboliche, applica terapie innovative come immunoterapia omeopatica, mesoterapia e dieta a Zona. Collabora con centri di ricerca e partecipa regolarmente a congressi internazionali per aggiornamenti scientifici avanzati.

Processo di revisione da parte della Redazione Scientifica

Questo articolo è stato meticolosamente validato per la sua accuratezza scientifica e la sua conformità ai più elevati standard editoriali, in seguito a una rigorosa revisione condotta dai membri della Redazione Scientifica di Medicitalia.

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