La vaccinazione è il modo migliore per proteggere le persone contro alcune malattie infettive molto gravi. Le Società Scientifiche Mediche di tutto il mondo raccomandano, ove possibile, regolari vaccinazioni e promuovono campagne vaccinali; tra l'altro, nella maggior parte degli Stati, alcuni di questi vaccini sono obbligatori.

I pazienti in cui vi è rilievo di anticorpi IgE specifici verso un allergene sono a rischio di reazioni (anche gravi) con l'esposizione sistemica a tale allergene.

Pertanto, potenzialmente, i pazienti che hanno un’allergia IgE-mediata all'uovo sono a rischio di anafilassi, se vengono sottoposti ad iniezioni con vaccini contenenti proteine dell'uovo.

Diversi vaccini sono coltivati in embrioni di pollo o tessuti embrionali e seppur in minima percentuale contengono sempre proteine dell'uovo, anche se la concentrazione varia notevolmente.

Le raccomandazioni delle Società Scientifiche Internazionali per la somministrazione di tali vaccini a pazienti con allergia all'uovo variano in base alla concentrazione di proteina dell'uovo nel vaccino e dalle reazioni presentate del paziente.

Anche se l'ovoalbumina è solo una delle proteine dell'uovo presenti nei vaccini coltivati in embrioni di pollo o tessuti embrionali, la concentrazione di ovoalbumina è spesso usata come surrogato per determinare la concentrazione totale di proteine dell'uovo nei vaccini stessi. Il rischio di una reazione allergica al vaccino sembra correlato all’ aumento della concentrazione di ovoalbumina. Le società produttrici di vaccini, spesso, ma non sempre, riportano la concentrazione o gli intervalli di concentrazioni di ovoalbumina nei lotti di vaccini finali. Gli operatori sanitari devono prendere in considerazione queste informazioni al momento di valutare i benefici ed i rischi del vaccino per un paziente con allergia all'uovo.

Va comunque notato che il contenuto effettivo di ovalbumina è spesso molto inferiore di quello riportato e accurati test effettuati da medici qualificati possono consentire l'eventuale uso sicuro ed efficace del vaccino.

Tra i vaccini potenzialmente contaminati con proteine dell'uovo, MPR (morbillo-parotite-rosolia), MPRV (morbillo-parotite-rosolia-varicella) e Imovax rabbia (vaccino contro la rabbia) sono i soli vaccini attualmente disponibili che possono essere somministrati senza preoccupazione nei pazienti con allergia all'uovo perché le concentrazioni di ovoalbumina sono notoriamente molto basse.

Per altri vaccini, con concentrazioni più elevate di ovoalbumina, la somministrazione ai pazienti con allergia all'uovo presenta rischi.

MPR / MPRV - Morbillo, parotite, rosolia e varicella

Il Parlamento Europeo riconosce le raccomandazioni di consenso delle diverse Società Scientifiche ed Organizzazioni mediche su questo vaccino e raccomanda che i bambini con allergia all'uovo, anche quelli con una storia di reazioni gravi possono ricevere vaccini per il morbillo, parotite e rosolia (MPR) e per MPR con la varicella (MPRV). La sicurezza di questa pratica è stata riconosciuta da tutte le Società scientifiche allergologiche e pediatriche e nella nota informativa del prodotto viene riportato “ i vaccini MPR e MPRV sono sicuri per i bambini con allergia all'uovo, anche per quelli con una storia di reazioni gravi “.

Il vaccino monovalente contro la varicella non contiene proteine dell'uovo.

Molte reazioni al MPR e ad altri vaccini precedentemente attribuite all'uovo, sono in realtà causate dalla gelatina presente nel vaccino.

Vaccino antiinfluenzale

Ad oggi, non esiste in ambito medico unanime parere sulla somministrazione o meno del vaccino antinfluenzale ai pazienti con allergia all’uovo.

Il Parlamento Europeo e l’EMEA (Agenzia Europea per la valutazione dei Farmaci) , dopo approfonditi studi, concludono che esistono prove sufficienti per raccomandare la somministrazione del vaccino contro l'influenza a pazienti con storia di gravi reazioni alle proteine dell'uovo. Gravi reazioni includono storia di orticaria, angioedema, asma, o anafilassi sistemica scatenata da proteine dell'uovo (o proteine del pollo). Manifestazioni meno gravi o locali di allergia alle uova non rappresentano controindicazioni.

Gli stessi Organismi sottolineano che l'allergia all'uovo è relativamente comune tra i pazienti che possono beneficiare di vaccinazione contro l'influenza. Tali pazienti sono bambini e giovani adulti (da 6 mesi a 18 anni per l'influenza stagionale, e da 6 mesi a 24 anni per l'influenza H1N1) e tutti i pazienti con asma. Alcuni studi sostengono con forza che i pazienti con allergia all'uovo, per i quali è indicato il vaccino contro l'influenza, possono e devono essere vaccinati per ridurre la morbilità e la mortalità associate alla malattia.

Allo stesso tempo però, le Società Scientifiche e le case produttrici di vaccini non consigliano la vaccinazione antinfluenzale nei pazienti che sono allergici alle uova. I dati indicano comunque che, sebbene i vaccini siano relativamente sicuri, c'è qualche rischio, seppur basso, di reazioni sistemiche.

La vaccinazione antinfluenzale nei casi di allergia all’uovo deve essere effettuata solo dopo un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici da parte di un operatore sanitario esperto e qualificato nella gestione di anafilassi.

Vaccino anti-rabbia

Il Parlamento Europeo riconosce le attuali linee guida delle diverse Organizzazioni e Società scientifiche e raccomanda la somministrazione di vaccini contro la rabbia anche ai pazienti con una storia di orticaria, angioedema, asma allergico, o anafilassi sistemica a proteine dell'uovo. Il vaccino contro la rabbia (Imovax) non è fatto in embrioni di pollo e non contiene proteine dell'uovo. Questo vaccino non è controindicato nei soggetti allergici all'uovo.

 

  • “ Guidelines for the Diagnosis and Management of Food Allergy in the United States 2010 “.
  • Governo Italiano. Campagna straordinaria di Vaccinazione anti Morbillo-Parotite e Rosolia.