giovanniberetta_azoospermia04Questo sembra l’allarme lanciato in occasione dell’Incontro educativo-formativo, svoltosi in questi giorni a Roma ed organizzato dal Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Roma La Sapienza in collaborazione con il Ministero della Salute dove sono stati valutati e discussi i risultati di una ricerca che ha coinvolto 10.000 ragazzi di età compresa tra i 18-22 anni condotto nell’ambito del progetto nazionale Amico Andrologo.

La ricerca ha analizzato il triennio che va dal 2010 al 2013 rilevando un preoccupante aumento del consumo di bevande alcoliche, con un abuso di queste del 30%, fenomeno nettamente superiore ai dati statunitensi, rivelati in una indagine analoga, fatta nel medesimo periodo di tempo.

Altri dati negativi sono la prevalenza dei forti fumatori, il 23% dei ragazzi ha iniziato a fumare prima dei 13 anni, e l’uso  di sostanza stupefacenti che sembrano essere quasi una abitudine consolidata, il 50% del vasto campione intervistato dice di averle provate almeno  una volta nella vita.

Il 40%, cioè quattromila, dei diecimila ragazzi che hanno partecipato all’indagine, ha accettato anche una visita andrologica mirata che ha evidenziato, come prima osservazione, nel 14% dei casi una ipotrofia testicolare bilaterale e un varicocele nel 27% dei ragazzi visti (di questi nel 19% era molto significativo, di tipo clinico); infine circa un terzo dei ragazzi visitati si presentava sottopeso.

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Varicocele clinico

Andrea Lenzi, andrologo ed ordinario di Endocrinologia dell’Università la Sapienza di Roma, che ha analizzato questi dati un po’ preoccupanti, li ha così commentati:

“Noi stimiamo che negli ultimi anni vi sia stato nei giovani maschi, un 20% in meno di fertilità... I costi sociali e sanitari di una tale situazione clinica sono altissimi perché, quando in età adulta si presenta, lunghedolorose e  molto onerose  possono essere le terapie.

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Bisogna quindi investire nella prevenzione già dalla adolescenza; per questo vorremmo maggiore sensibilità e attenzione anche da parte dei pediatri e dei medici di base alla salute andrologica dei giovani maschi e sarebbe auspicabile una sorta di visita medica di leva che oggi purtroppo non esiste più ma che potrebbe essere riformulata in altro modo soprattutto per i ragazzi delle scuole superiori o per gli universitari”.

Difficile non condividere queste corrette e precise osservazioni andrologiche.

 

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