Non tutti sanno che.....
La prevalenza dell’incontinenza fecale sembra variare dall’11 al 15% e, sebbene interessi tutte le età, risulta notevolmente più alta nel sesso femminile, nelle persone anziane e tra gli individui istituzionalizzati. La severità dell’incontinenza può variare da una involontaria eliminazione di gas, alla perdita di materiale liquido fecale fino alla completa incapacità di trattenere le feci anche solide.Non tutti sanno che l'incontinenza fecale si può CURARE.
Il trattamento dell’incontinenza fecale può essere sia medico che chirurgico. Il trattamento conservativo, cioè non chirurgico, è quasi sempre l’approccio terapeutico iniziale. Nei casi in cui l’approccio conservativo non sia sufficiente al controllo della sintomatologia, in particolare in presenza di un evidente difetto della muscolatura sfinteriale o di un danno neurologico al nervo pudendo, è necessario ricorrere alla terapia chirurgica. Le principali tecniche sono rappresentate dalla plastica sfinteriale, dal rafforzamento anteriore e/o posteriore del pavimento pelvico, dalla trasposizione dei muscoli gracile, dallo sfintere artificiale e dalla neuromodulazione sacrale. Più recenti sono l’utilizzo dei bulking agent e l’impianto di cellule staminali nel tessuto adiposo sottocutaneo. Infine, nell’impossibilità del ripristino della funzione sfinterica e con una pessima qualità della vita si ricorre, in accordo con il paziente, al confezionamento di una stomia.
Le possibilità terapeutiche sono molte e tutte richiedono una scrupolosa valutazione dello specialista dei pro e contro di ogni tecnica. Fondamentale è la collaborazione continua tra il medico ed il paziente ed il rapporto di fiducia che si deve creare fin da subito.