Già l'avvertenza era partita al 13 Congresso dell'EADV, ma la cosa viene sottolineata dalla Pigment Clinic della Yale University USA. E sfata il mito, abbastanza radicato, che la gravidanza cambi in maniera benigna le lesioni pigmentate già esistenti, o induca semplicemente la comparsa di innocue lesioni.

E così, accanto alla opportuna valutazione dermatologica per dermatiti, infezioni cutanee, lesioni acneiche, peli superflui e smagliature, si fa sempre più consigliabile la valutazione dermatoscopica delle lesioni pigmentate.

Infatti dallo studio riportato i melanomi diagnosticati nelle gestanti sono più profondi, secondo l'indice di Breslow, rispetto alle donne comparabili per età, NON gravide.

Quindi l'atteggiamento attendistico, anche per la supposta invasività di escissioni e biopsie, verosimilmente è da rivedere nell'ottica di diagnosi sempre più precoci e "salvavita".

Sarebbe dunque da consigliare, tra le visite del periodo gestazionale, anche la valutazione dermatologica.