La miopia determina una visione sfocata delle immagini in lontananza. Le persone con miopia elevata sono esposte a maggiori rischi di vari problemi agli occhi come il distacco della retina, l'atrofia della coroide, la cataratta ed il glaucoma. Le indagini che sono state fatte per rallentare la progressione della miopia includono:

  • occhiali bifocali,
  • colliri che bloccano il meccanismo per la focalizzazione delle immagini (cicloplegici),
  • farmaci che riducono la pressione degli occhi,
  • antagonisti dei recettori muscarinici (come l'atropina),
  • lenti a contatto.

E' stata fatta una revisione scientifica che ha valutato in maniera sistematica l'efficacia delle tecniche che si propongono di rallentare la progressione della miopia nei bambini.

OBIETTIVO DELLO STUDIO

Valutare gli effetti di diversi tipi di trattamento, tra cui l'uso di colliri, la sottocorrezione della miopia, gli occhiali multifocali e le lenti a contatto, sulla progressione della miopia nei bambini. Sono stati confrontati tali trattamenti con il consueto trattamento con occhiali o con la mancanza di trattamento.

METODO DI RICERCA

Sono state esaminate banche dati elettroniche su ampia scala, disponibili agevolmente in Rete.

CRITERI DI SELEZIONE

Sono stati inclusi studi controllati, in cui i partecipanti sono stati trattati con gli occhiali, le lenti a contatto o agenti farmaceutici per lo scopo di rallentare la progressione della miopia. Sono stati esclusi gli studi in cui i partecipanti erano di età superiore a 18 anni o studi nei quali vi erano partecipanti con meno di -0,25 diottrie di miopia.

PRINCIPALI RISULTATI

Sono stati inclusi 23 studi (4696 partecipanti totali). La sottocorrezione della miopia si è dimostrata capace di aumentare leggermente la progressione della miopia in due studi clinici; i bambini che sono stati sottocorretti (ossia, che indossavano lenti che non correggevano completamente la miopia) hanno manifestato una progressione della miopia di 0.15 diottrie in più, in un anno, rispetto ai bambini che avevano una correzione precisa. 

Le lenti a contatto rigide gas permeabili, in due studi, non hanno dimostrato di avere influenza sulla progressione della miopia.

Le lenti progressive (multifocali), analizzate in quattro studi, e le lenti bifocali, anch'esse analizzate in quattro studi, hanno dimostrato di poter dare un piccolo rallentamento della progressione della miopia

In sette studi, della durata di un anno, i bambini che indossavano lenti multifocali o bifocali hanno subito una progressione della miopia minore di 0.16 diottrie rispetto ai bambini che indossavano occhiali semplici (monofocali). I maggiori effetti positivi per rallentare la progressione della miopia si sono ottenuti con i farmaci anti-muscarinici

Dopo un anno, i bambini cui viene somministrato un gel di pirenzepina (valutati in due studi), le gocce di ciclopentolato (Ciclolux, valutato in uno studio) o l'atropina collirio (due studi) hanno dimostrato in maniera significativa una minore progressione della miopia rispetto ai bambini trattati con placebo (differenze medie, rispettivamente, di 0.31 diottrie, 0.34 diottrie e 0.80 diottrie).

CONCLUSIONI

Il trattamento che si è dimostrato più efficace nel rallentare la progressione della miopia, fino alla data della pubblicazione, consiste nell'applicazione di farmaci "anti-muscarinici" (atropina e simili) in forma di colliri o di gel. Purtroppo, questi farmaci hanno anche dei noiosissimi effetti collaterali, che comprendono ipersensibilità alla luce e sfocatura delle immagini da vicino.

Inoltre, essi non sono ancora disponibili in commercio per l'uso terapeutico, per cui il loro utilizzo è limitato e poco pratico. Un ulteriore ipotesi terapeutica per il rallentamento della progressione della miopia è rappresentata dall'applicazione di lenti a contatto rigide a geometria inversa (ortocheratologia) o di lenti a contatto morbide bifocali con interasse, ma necessitano del supporto di pubblicazioni scientifiche più rigorose rispetto a quelle attualmente esistenti.

 

Fonte: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD004916.pub3/abstract