Il tradimento, che sia occasionale o seriale, è tra gli eventi più destabilizzanti e dolorose, con cui la coppia spesso deve fare i conti.

Dal punto di vista antropologico, il tradimento, ha cambiato veste , sia per qualità che per  frequenza.

Il “rapporto clandestino”, è sempre stato esclusivamente di monopolio maschile, la donna non aveva accesso al tradimento legalizzato  ed era deputata alla pazienza ed alla sottomissione.
Anticamente la donna infatti, chiudeva gli occhi davanti ad una possibile scappatella del marito, perché detentore del potere ed abitato da furore testosteronico, considerato in assoluto  maggiore di quello femminile; sopportava, tollerava, faceva finta di non vedere, soffrendo in silenzio.

Oggi la donna tradisce come e quanto l’uomo e la coppia si trova a fare i conti con il “tradimento”, come se fosse un terzo protagonista della coppia in crisi.

L’adulterio, immorale, insopportabile per alcuni, forse per tanti, diventa uno strumento perverso per fare funzionare un matrimonio, per sentirsi ancora vivi e per non scegliere mai del tutto.
Le relazioni clandestine, per quanto emozionanti, sono sempre e comunque l’espressione di una profonda insoddisfazione personale e  coniugale.

  • Cosa succede dopo la scoperta di un tradimento?
  • Esistono strategie anti-dolorifiche?
  • Cosa dovrebbe fare una coppia, per rimanere coppia?

Molte coppie, dopo la scoperta di un tradimento, attraversano dolorose “mareggiate matrimoniali”, distruggendosi, danneggiandosi,  accusandosi, effettuando una caccia alle streghe per conoscere il colpevole e l’altra\o, inquisito oggetto del desiderio.

Alcune coppie si lasciano, altre si perdonano, altre fanno finta che nulla sia accaduto, altre ancora rimangono insieme  da separati in casa, altre ancora si mettono in discussione cercando di comprendere “oltre”  il danno subito.

Il perdono, che a volte caratterizza la fase successiva al tradimento, è una delle tappe più dolorose e difficoltose che la coppia dovrà vivere.
La parola perdono, contiene in sé, la parola “dono” e “danno”, parole che fanno trasparire la misura della difficoltà del percorso possibile.

Chi subisce un tradimento, subisce un danno e per essere capace di perdonare, deve passare dalla possibilità di offrire un dono al partner, cioè il perdono.
Per essere capaci di perdonare , soprattutto senza rigurgiti di dolore ed acredine, diventa indispensabile attraversare la fase dell’elaborazione del lutto subito, tramite aiuti specialistici.


La non elaborazione del sentire e l’adattamento al compromesso, è sempre la brutta copia dell’amore!

Per approfondimenti:

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/2231/Amo-un-uomo-sposato-ma-lui-non-lascia-la-moglie