Si è svolto a Catania - 4/11/2017 - un corso di medicina della riproduzione e tecniche di riproduzione assistita; la relazione che mi è stata assegnata era sulla metodica della fecondazione Eterologa con la disamina delle conseguenti implicazioni psiche nella coppia infertile. Responsabile dell’evento, il professore Giuseppe Giuffrida.

Erano presenti ginecologi, andrologi, biologi e psicologi, tutti professionisti che si occupano stabilmente di infertilità, le relazioni di grande spessore scientifico, ed i relatori di grande spessore umano.

 

Cosa intendiamo per eterologa

La fecondazione eterologa è una metodica che consente alla coppia di diventare genitori grazie alla donazione di gameti - ovociti o spermatozoi - esterni alla coppia.

L’alternativa è la fecondazione omologa.

Questa tecnica, ancor di più delle altre tecniche di PMA (procreazione medicalmente assistita), evoca tante angosce e paure.

Esiste infatti, nelle coppie che la intraprendono, un reale scontro tra desideri e paure.
Le domande che si pongono sono le più svariate: dal “mi somiglierà?” a “lo dovrò dire al nascituro? Come e quando?”.

 

Come reagisce l’uomo, come reagisce la donna

La modalità di reazione dei partners cambia in riferimento al genere.

La donna, solitamente, devastata dall’infertilità - ricordiamoci che l’infertilità viene chiamata “crisi di vita” per l’impatto nafesto che la sulla psiche e sulla qualità di vita - accetta con più serenità la possibilità di intraprendere l’eterologa, soprattutto quando trattasi di ovodonazione.

In questo caso, la maternità, il bagno ormonale, ed un bambino che si muove in utero aiuterà la donna a dimenticare, e metabolizzare, la donazione, e ad accettare di buon grado la metodica adoperata.

Nel caso invece di donazione di gameti maschili, quindi quando trattasi di un uomo azoospermico, la reazione è del tutto differente.

La donna teme di “fare un figlio” con un altro, e l’uomo anche.

Quindi, in realtà, è come se si trattasse di un “tradimento assistito e medicalizzato”.

L’uomo infertile è un uomo arrabbiato, frustrato, addolorato perché non può rendere madre la donna che ama ed, inoltre, confonde la potenza fallica con quella riproduttiva.

Trattasi di un uomo davvero compromesso sul piano psichico, del tono dell’umore e della salute sessuale.

 

Diagnosi differenziale in sessuologia

La sessualità della coppia infertile cambia per qualità e per quantità,

Diventa una sessualità ginnica, coitale, avulsa dall’erotismo e dal desiderio.

Avviene quella che noi sessuologo chiamiamo “sex for Dottors”, cioè una sessualità finalizzata al concepimento, ed una sessualità che segue la transvaginale e non più la dimensione ludica e di scambio; con una consequenziale comparsa di disfunzioni sessuali, maschili e femminili.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la pregressa presenza di disfunzioni sessuali, assolutamente incompatibili con il concepimento, come Vaginismo, deficit erettivo, calo del desiderio, anorgasmia/eiaculazione ritardata, e masturbazione prona dell’uomo.

La mia cartella clinica, cosa dice la legge

La coppia infertile va sostenuta nel processo di generatività, va accolta, adeguatamente studiata dal punto di vista bio-psico-sociale, emozionale e sessuale, e va creato, unitamente ai partners, uno spazio interno - che va ben oltre quello uterino - per la genitorialitá.

La mia cartella clinica nasce quando in Italia l’eterologa non era stata ancora autorizzata, e le coppie si rivolgevano ai centri di fecondazione assistiti esteri.

Questi centri però, richiedevano la valutazione psico-sessuologica della coppia, e la certificazione di idoneità alla genitorialità.

La mia cartella poi, si è modificata negli anni, in funzione delle legge italiana, della clinica e dei pazienti ascoltati nella loro sofferenza.

Vi riporto soltanto alcuni pagine significative.

 

La coppia va studiata, analizzando i seguenti punti:

  • scrupolosa raccolta anamnestica
  • disamina delle dinamiche di coppia
  • pratiche sessuali a rischio (parafilie, coprofagia, ecc..)
  • uso, ed abuso di sostanze psico-attive
  • uso di droghe
  • capacità di intendere e di volere, nel caso di dubbi clinici (in questo caso le linee guida richiedono la somministrazione di test per la capacità di intendere e di volere dei partners).
  • motivazione all’eterologa
  • affiatamento di coppia
  • fattori di rischio per la stabilità di coppia
  • presenza di psicopatologie
  • storia di abusi fisici e sessuali non trattati, e tanto altro.

 

  • Erogare la cura è ben altra cosa dal “prendersi cura”.

Accompagnare la coppia dalla diagnosi, all’iter diagnostico-terapeutico, passando dai vari, possibili, fallimenti delle PMA, fino ad arrivare al bambino in braccio, è un percorso che obbliga ad un lavoro in team di professionisti adeguatamente formati, e fortemente motivati.