Utente 301XXX
mia figlia di 11 anni soffre dall'eta' di 9 mesi di dermatite atopica. Sebbene mi avessero rassicurata sul regredire spontaneo della malattia,abbiamo assistito negli anni alla sua acutizzazione. Attualmente le zone interessate sono il tronco, specialmente la schiena, le pieghe dei gomiti e delle ginocchia, l'interno coscia. Ha effettuato tutte le prove allergologiche, che sono risultate negative.
la scorsa primavera visto che non rispondeva più alle terapie le è stato consigliato un soggiorno marino di 3 mesi. Durante i primi due passati in liguria è peggiorata ulteriolmente, siamo andati in Sardegna e qui miracolosamente dopo 1 settimana la sua pelle era liscia come non la ricordavo più. Abbiamo mantenuto finora i risultati alternando creme emolienti, allo zinco, tanno herman, e cortisone a seconda delle caratteristiche che la pelle presentava. Ora sta dinuovo fiorendo in modo consistente. Cosa possiamo fare? quest'anno non ci è possibile portarla 3 mesi al mare.

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[#1] dopo  
Dr. Nicola Verna
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Gentile utente,
Gli studi statistici ci dicono che se la dermatite atopica ha avuto un esordio antecedente i due anni di età, il 20% dei soggetti avrà delle manifestazioni della malattia che persisteranno nel prosieguo della loro vita (dermatite atopica dell'adulto). La necessità di sottoporre i piccoli pazienti affetti da DA ai tests allergometrici nasce dall’osservazione che essi hanno un elevato rischio di sviluppare asma allergico e rinite allergica e non da una possibilità di risolvere definitivamente la dermatite curando le allergie che spesso vi si associano.
La terapia di base della dermatite atopica (DA) dovrebbe comprendere una ottimale cura della cute per il difetto della funzione barriera della stessa con il regolare impiego di emollienti ed idratazione della pelle insieme con l’identificazione e l’evitamento dei fattori scatenanti specifici ed aspecifici. Gli irritanti non specifici comprendono le sostanze che vengono a contatto con la cute come gli indumenti fabbricati con materiali sintetici o di lana di tipo occlusivo o irritante. Ulteriori fattori irritanti sono i saponi, l’alta temperatura durante la doccia o il bagno. Il contatto con l’acqua dovrebbe essere ridotto al minimo indispensabile, si dovrebbe impiegare acqua moderatamente tiepida, per la detersione bisognerebbe utilizzare detergenti delicati con valore di pH specifici (acidificato a pH 5.5-6.0 al fine di proteggere il mantello acido della cute). Nel caso di sua figlia, essendo risultata negativa ai test allergometrici non c’è necessità di particolari restrizioni dietetiche.
Ulteriori trattamenti, sulla base della severità della malattia, comprendono l’aggiunta progressiva di diversi agenti terapeutici in maniera appropriata. Potrebbe essere indicata una combinazione di differenti agenti topici. In caso di DA di grado severo non controllata con trattamento topico, potrebbe essere necessario considerare le opzioni di un trattamento sistemico (per bocca o per via iniettiva). Per una ottimale gestione della malattia è necessario una regolare supervisione medica in quanto l’alternanza dei vari trattamenti deve essere fatta tempestivamente e da personale esperto (no fai da te). Le elenco le possibilità terapeutiche qui di seguito ma la invito a rivolgersi a dei colleghi esperti del settore.
Il trattamento locale prevede le creme emollienti come già stata facendo, i cortisonici in crema sotto la supervisione di uno specialista (gli effetti collaterali dell’uso indiscriminato di steroidi topici, soprattutto su aree cutanee delicate, sono ben documentati; tali farmaci, perciò, dovrebbero essere applicati non più di due volte al giorno. Sono stati recentemente immessi in commercio gli “inibitori della calcineurina (Elidel e Protopic) che hanno dimostrato una attività antinfiammatoria. Essi hanno un effetto collaterale caratterizzato da un transitoria sensazione di bruciore della cute. C’è un invito da parte del Ministero della Sanità Italiana sulla base di quello Americano a prestare particolare attenzione all’uso di tali farmaci per la segnalazione di alcuni tumori cutanei dopo il loro impiego.
In alcuni casi è necessario ricorre a terapia antibiotiche in quanto la cute degli affetti da dermatite atopica è specco colonizzata da batteri (soprattutto S. aureus).
Nei casi più gravi è necessario il ricorso ai cortisonici somministrati per via sistemica (per bocca o per via iniettiva) con lo scotto derivante dagli effetti collaterali e la valutazione rischi-benefici da effettuare con il proprio specialista. Una alternativa potrebbe essere rappresentata dalla Ciclosporina A anche se si osservano spesso delle ricadute dopo la sospensione della terapia anche se la severità della malattia dopo il trattamento non torna ai livelli iniziali. Questo farmaco va somministrato con cautela per la sua tossicità renale. Un altro trattamento immunosoppressore spesso utilizzato e quello basato sulla Azatioprina. Anche questo farmaco ha diversi effetti collaterali inclusa la mielosoppressione, l’epatotossicità, i disturbi gastro-enterici, l’aumentata suscettibilità alle infezioni ed il possibile sviluppo di carcinomi cutanei. Gli esami del sangue dovrebbero essere effettuati regolarmente durante il trattamento con azatioprina.
Il valore terapeutico degli antistaminici sembra risiedere principalmente nelle loro proprietà sedative ed essi sono utili come adiuvanti a breve termine del trattamento topico durante le riaccensioni con intenso prurito.
Il trattamento della dermatite atopica con la fototerapia (in pratica un trattamento simile a quello che avete fatto al mare esponendo la bambina ai raggi ultravioletti solari) ha dei protocolli ben stabiliti e viene praticato presso centro Dermatologici specializzati. Nei bambini la UV-terapia andrebbe limitata agli adolescenti con più di 12 anni di età tranne rari casi eccezionali. Deve essere enfatizzato il concetto che a tutt’oggi, informazioni certe in merito agli affetti collaterali a lungo termine della UV-terapia non sono ancora disponili. Se ne deduce la necessità di affidarsi a centri specializzati per tale trattamento.
Cordiali saluti,

Dr. Nicola Verna

http://verna.blog.tiscali.it/

[#2] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Mi trovo in perfetto accordo con il Collega Allergologo ed intervengo solo per enfatizzare come una corretta terapia dermato-allergologica debba sempre essere preceduta da un approfondito screening diagnostico.

sebbene la sua figliola sia ancora in età pre-pubere o peri puberale, è fondamentale seguire i dettami dello Specialista di fiducia per incasellare a livello terapeutico (il mare è purtroppo solo un "curativo" temporaneo) questo caso.

Può reperire ulteriori consigli sulla Dermatite atopica anche al sito :

www.latuapelle.org

Cari Saluti
Dott. Luigi LAINO
Dermatologo e Venerologo, ROMA
[#3] dopo  
Dr.ssa Roberta Cacioppo
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Gentile utente,

sono d'accordo con il parere dei colleghi che consigliano caldamente un'adeguata diagnosi e presa in carico da parte di specialisti di dermatologia/allergologia.

Mi sento anche di aggiungere che la dermatite atopica è una malattia dalla forte componente psicosomatica: è una delle cosiddette patologie "datate", perchè fanno il loro esordio in età piuttosto costanti (altre sono il mericismo o l'asma) tra le persone che ne sono affette.

Dopo tutti un'adeguato screening medico, mi farei quindi consigliare anche un bravo specialista dell'età avolutiva, almeno per effettuare una consultazione di inquadramento della situazione emotiva e affettiva della bambina.

Cordialmente,

Roberta Cacioppo
r.cacioppo@psicologia-milano.it
[#4] dopo  
Utente 301XXX

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VI RINGRAZIO TUTTI PER AVERE RISPOSTO. MIA FIGLIA FINO AD AGOSTO DELLO SCORSO ANNO ERA COSTANTEMENTE SEGUITA PRIMA DAL REGINA MARGHERITA ED IN SEGUITO DALL'OSPEDALE DERMATOLOGICO S. LAZZARO.
I MEDICI DEL PRIMO OSPEDALE DIVERSI ANNI FA LE AVEVANO PRESCRITTO IL PROTOPIC, ALL'EPOCA ANCORA IN VIA SPERIMENTALE,SOSTENENDO FOSSE INNOCUO.PURTROPPO SOLO DOPO ALCUNI CICLI DI UTILIZZO HO APPRESO DA INTERNET DELLE POSSIBILI CONTROINDICAZIONI. E MI SONO SENTITA IN COLPA, INFATTI FIN DA SUBITO IL SUO PEDIATRA NON ME LO AVEVA SCONSIGLIATO DICHIARATAMENTE, MA AVEVA ASSERITO : "SE FOSSE MIA FIGLIA IO NON LO USEREI". LA SCORSA PRIMAVERA SONO STATI I MEDICI DEL SAN LAZZARO A PROPORCENE L'UTILIZZO E ANCHE QUESTA VOLTA SENZA ELENCARE I POSSIBILI EFFETTI COLLATERALI. A FRONTE DI UNA MIA RICHIESTA DI CHIARIMENTI SULLA POSSIBILE INSORGENZA DI TUMORI CUTANEI HANNO ASSERITO CHE EFFETTIVAMENTE IL MINISTERO DELLA SANITA' AVEVA DETTO QUALCOSA IN PROPOSITO,MA LORO NON ERANO D'ACCORDO E SE COMUNQUE NON ACCETTAVO LA LORO TERAPIA ERA INUTILE CHE CONTINUASSI A PORTARE LA BAMBINA PRESSO DI LORO. l'ULTIMA VISITA DERMATOLOGICA DI MIA FIGLIA RISALE QUINDI A QUESTA ESTATE ED E' AVVENUTA DURANTE LE VACANZE IN LIGURIA ALL'OSPEDALE PEDIATRICO GASLINI DI GENOVA, DOVE HO TROVATO MEDICI CHE ALMENO AD IMPATTO UMANO MI SONO SEMPRATI VALIDI E CHE COMUNQUE MI HANNO SCONSIGLIATO L'UTILIZZO DEL PROTOPIC.
PER QUANTO RIGUARDA LA COMPONENTE EMOTIVA DEVO AMMETTERE CHE HO NOTATO UNA CORRELAZIONE CON LO STATO DI IRRITABILITA' DELLA BAMBINA EL'INSORGENZA DEL PRURITO, ANCHE SE PENSAVO CHE IL PRIMO FOSSE LA CONSEGUENZA DEL SECONDO. A CHI POSSO RIVOLGERMI?
GRAZIE
CORDIALI SALUTI