Utente 159XXX
Egregi Dottori, il mio compagno (affetto da ipotiroidismo dall'età di 13 anni circa, da calcolosi al rene sinistro dall'età di 17 anni, con colite ulcerosa diagnosticata qualche anno più tardi e con malattia celiaca individuata all'età di 33 anni) dovrà subire un secondo intervento al rene (il primo è stato fatto nel 2004) data la continua e costante iperproduzione di calcoli (attualmente siamo ad un totale di 6 cm circa per 3 o 4 calcoli) con una sospetta cistinuria. Lo specilista che lo ha operato la prima volta consiglia ora un intervento in percutanea. Vi chiedo cortesemente quali sono i rischi ed i tempi di degenza di questo intervento. Esistono interventi nuovi, oltre alla percutanea (ha già fatto oltre 80 "bombardamenti" che non stanno dando risultati)? Siete a conoscenza di "centri d'eccellenza" negli interventi in percutanea?
Chiedo scusa per il lungo messaggio e le numerose domande, ma stiamo vivendo da anni un calvario e non sempre abbiamo incontrato, purtroppo, chi sapesse o potesse aiutarci. Nell'attesa di una Vostra gentile risposta, porgo distinti saluti. Grazie.
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Dr. Filippo Mangione
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Gentile Utente,
non sono in grado di rispondere alla sua domanda circa l'intervento, per cui la rimando ad un collega urologo.

Se i calcoli sono di cistina, è molto probabile che sia presente un difetto nel riassorbimento renale della cistina stessa (cistinuria), spesso di natura congenita. Anche la colite ulcerosa può predisporre alla formazione di calcoli, ma di sali differenti (ossalato di calcio).

Se non è già stato fatto, è assolutamente indicato lo studio metabolico. Fatto questo, è necessario rivolgersi ad un Centro esperto nella prevenzione della nefrolitiasi, e non solo nel suo trattamento chirurgico. Assolutamente necessaria anche la valutazione della funzione renale.

Solo quando avremo la certezza della natura della litiasi sarà possibile intraprendere delle misure preventive adeguate.
Cordialità