Utente 159XXX
Gentili dottori,
mi scuso sin d'ora per le mie domande, sicuramente un pò banali...ho 30 anni, e da venti una miopia che è arrivata ormai a 10,50 e 10,75 diottrie, rispettivamente per occhio sin e dx. L'occhio dx presenta anche un lieve astigmatismo, se non ricordo male (scusate l'imprecisione!) di 0.25. Ora, solo in tempi recenti, cambiando specialista, mi è stata suggerita l'ipotesi dell'intervento che, per l'importanza del difetto, mi avevano sempre detto sarebbe stato inutile. Ora che sempre più di frequente le lenti a contatto, (di cui, ahimè, ammetto di abusare) mi danno fastidio, ho iniziato a considerare seriamente la possibilità di intervenire. Ho paura, non lo nascondo; quello che volevo sapere era semplicemente cosa significa intervenire (ammesso che il mio occhio possa essere operato) su un occhio tanto miope e quante possibilità di tornare a vedere bene io possa avere. Inoltre, se potrei eventualmente riapplicare delle lenti a contatto nel caso in cui mi rimanesse un residuo di miopia. A quali strutture, a quali specialisti, potrei rivolgermi a Roma (non so se posso chiederede dei nomi ma mi sarebbero d'aiuto...vorrei affidarmi a specialisti competenti e non ho le competenze per valutare da sola). Ed, infine, quali sono i rischi insiti nel mantenere una miopia elevata. Vi ringrazio sin d'ora per l'attenzione ed il vostro tempo.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino
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gentile signorina
prima di darle un consiglio o meglio fornirle un parere
sarebbe consigliabile
eseguire almento topografia e pachimetria corneale.
faccia un salto sul mio sito e poi ci riaggiorniamo
[#2] dopo  
Utente 159XXX

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Grazie per la sua risposta, Professore.
Ho provato a visitare il suo sito, ma temo ci siano dei problemi, non riesco ad entrare. In ogni caso mi sono finalmente decisa, e sarò visitata fra qualche giorno a Firenze (non so se posso indicare il nome dello specialista, ma anche qui la sua opinione mi sarebbe di conforto!), che dovrebbe valutare la mia eventuale "operabilità" anche attraverso gli esami che lei mi ha consigliato. Mi permetto di rivolgerle una domanda, che nasce dall'aver ormai letto e sentito un pò di tutto sulla chirurgia refrattiva: fino a quale "gradazione" (in riferimento alla miopia), attualmente, il laser può arrivare a correggere? Se fossi idonea all'operazione, in quale risultato, realisticamente, potrei sperare? Mi consiglierebbe di procedere con l'intervento o di continuare ad usare (senza eccessi) le mie lenti a contatto? Mi scuso per l'ulteriore disturbo e per la domanda, ma questo tipo di intervento mi spaventa ancora non poco...E prometto che non la disturberò più prima di avere l'esito degli esami!
[#3] dopo  
Dr. Luigi Marino
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una miopia importante come la sua puo' essere trattata con tecniche di superficie
PRK e LASEK quando la pachimetria e' almeno superiore a 550 micron
altrimenti con maschera tissue saving

con tecniche intrastromali
lasik e ilasik
quando e' superiore a560 580 micron

in altri casi deve pensare ad una lente fachica
visto che ha soli 31 anni

siti di riferimento
www.laser3000.com
www.zyoptix.com
www.aao.org
[#4] dopo  
Dr. Luigi Marino
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le allego
un breve appunto

Laser ad eccimeri

Sin dagli anni ‘70 si è iniziato a sperimentare il laser per ottenere una maggiore precisione ed affidabilità nel cambiamento di forma della cornea.
I primi autori scoprirono che il laser ad eccimeri 8dimeri eccitati dai raggi ultravioletti) poteva rimuovere il tessuto con una precisione accurata fino a 0,25 micron.
Attualmente i laser ad eccimeri hanno raggiunto una precisione ed una sicurezza di livello straordinario nel campo della correzione chirurgica dei difetti visivi.
Utilizzando questa tecnica viene modificata la curvatura della cornea, in quantità tale da correggere il difetto, analogamente agli occhiali o alle lenti a contatto del paziente, riducendo così o addirittura eliminando una dipendenza a vita nei confronti delle lenti correttive.
PRK (Photo Refractive Keratectomy)
Il laser ad eccimeri, una radiazione fredda e invisibile di ultravioletto indirizzata e guidata sulla superficie corneale attraverso il controllo di un sistema computerizzato, permette la vaporizzazione istantanea del tessuto corneale da parte del raggio laser consentendo di scolpire il profilo della cornea con una precisione micrometrica, correggendo così il difetto refrattivo. Al paziente viene installata soltanto qualche goccia di collirio anestetico; successivamente viene disteso sul lettino al di sotto del microscopio del laser, viene applicato un blefarostato e viene rimosso lo strato di epiteliale della cornea 8il più superficiale. Viene quindi invitato a fissare una mira luminosa di riferimento, mentre un dispositivo computerizzato (eye tracker) controlla l’allineamento e la fissazione dell’occhio per tutta la durata del trattamento. Alla fine della procedura l’occhio viene medicato con colliri antibiotici e antinfiammatori e si applica una lente a contatto morbida terapeutica. Può essere consigliato un analgesico per combattere la sintomatologia infiammatoria: fastidio, fotofobia, lacrimazione, gonfiore palpebrale, sensazione di corpo estraneo nell’occhio. La lente a contatto terapeutica ha un esclusivo scopo protettivo (corneal shild) e anche se può sembrare la causa di tutti disturbi non va mai rimossa su iniziativa del paziente, ma solo da parte del medico oculista , in genere dopo 4/5 giorni. Si indica al paziente di avere buon senso ed evitare ambienti potenzialmente dannosi (molto assolati, fumosi o polverosi), di indossare un occhiale da sole e di instillare con regolarità i colliri. Nei primi 12/20 giorni può accadere che il paziente accusi dei disturbi nella visione per vicino. Tale complicanza è destinata a ridursi a poche giornate se il paziente si attiene scrupolosamente alle indicazioni post-operatorie del chirurgo.



LASIK - Laser in situ Keratomileusis
La LASIK è una procedura che combina laser e chirurgia per la correzione dei difetti visivi, ideata dal Dr. Barraquer (epicheratomileusi) negli anni ‘60 perfezionata e “modernizzata” in Italia grazie a Lucio Buratto che con importanti innovazioni tecniche offrì subito risultati decisamente positivi. Uno speciale strumento , il microcheratomo, effettua una sottile “fettina “ di tessuto corneale , questo “lembo” (flap) viene sollevato; mentre lo stato stromale sottostante vengono trattati con il laser ad eccimeri. Il tessuto sollevato viene poi rimesso in sede senza punti. Nei confronti della PRK, la LASIK presenta numerosi vantaggi: minor fastidio per il paziente, un recupero visivo più rapido e un risultato più stabile. I suoi inconvenienti sono legati alla maggiore complessità della tecnica chirurgica soprattutto durante la fase del taglio e recentemente pare una maggiore tendenza alla cheratoectasia ed al discomfort del film lacrimale . Al paziente, disteso sul lettino operatorio sotto il microscopio del laser, viene installata qualche goccia di collirio anestetico e viene applicato un blefarostato. Fissato l’occhio con una suzione, il chirurgo esegue la prima fase di taglio meccanico mediante il microcheratomo, ottenendo un lembo corneale incompleto (Flap) , agganciato superiormente o nasalmente ; il lembo corneale viene sollevato e il laser agisce sullo stroma corneale sottostante, mentre il paziente fissa una mira luminosa di riferimento. Alla fine del trattamento il FLAP corneale viene riposizionato.L’occhio viene successivamente medicato con colliri antibiotici e antinfiammatori e opossono essere applicate delle conchiglie protettive. Si prescrivono analgesici per via orale per le sensazioni fastidiose o dolorose che in genere si manifestano nelle prime ore. Si indica al paziente il divieto di evitare attività fisiche impegnative per i primi giorni, gli ambienti molto luminosi , i luoghi assolati, fumosi o polverosi, di installare con regolarità i colliri.


LASEK

La LASEK è un delle tecniche più recenti, introdotta da Massimo Camellin.La Lasek deriva dalla PRK ma comporta il mantenimento dell’integrità dell’epitelio corneale, con netta riduzione del dolore post-operatorio. Durante il trattamento il chirurgo crea un lembo epiteliale (meccanicamente e con l’aiuto di soluzione alcolica) e quindi utilizzerà il laser ad eccimeri sullo stroma corneale. Al termine del trattamento il lembo epiteliale viene riposizionato nel suo letto e protetto con una lente a contatto terapeutica.La LASEK oggi si è evoluta nella EPI-LASIK introdotta da PALLIKARIS, questa tecnica prevede la creazione di un flap epiteliale con un microcheratomo molto simile a quello utilizzato per la lasik, ma privo di lama.


Il laser Intrastromale a Femtosecondi

Il laser intrastromale a Femtosecondi consente di poter creare un lembo corneale con caratteristiche di diametro e spessore assolutamente corrispondenti a quelle desiderate; tale strumento è perciò inevitabilmente destinato nel tempo a sostituire il microcheratomo ad avanzamento meccanico e motorizzato. Il laser a Femtosecondi prende il nome dalla sua frequenza di emissione: 10.000 impulsi al secondo di luce monocromatica a lunghezza d’onda pari a 1.053 nanometri; il raggio laser ha un diametro di soli 3 micron, cioè 3 millesimi di millimetro.Il laser intrastromale ha ricevuto l’approvazione dall’ FDA (Food & Drug Administration, l’organo di controllo federale negli Stati Uniti) nel Dicembre 1999 ed e’ stato presentato per la prima volta all’ American Academy of Ophthalmology nel meeting annuale dell’Ottobre 2000. Recentemente è entrato a pieno titolo nella pratica clinica quotidiana.
Il Laser a Femtosecondi determina, all’interno dello stroma corneale, una microesplosione che genera delle piccole bolle d’aria che separano le lamelle corneali; e’ possibile creare geometrie e piani di taglio personalizzate, cioe’ adatte al singolo caso clinico e con un controllo di assoluta precisione che solo un computer puo’ garantire. Uno dei primi vantaggi e’ che non si ha piu’ variabilita’ dello spessore del lembo, come avviene nel caso del microcheratomo ad avanzamento motorizzato LASIK ; non solo il trattamento laser, ma anche la creazione del lembo puo’ finalmente essere personalizzato o “customizzato”. Il chirurgo e’ meno condizionato dai limiti rappresentati dalla curvatura corneale e dallo spessore corneale; inoltre, non vi può mai essere una perdita di suzione (temibile complicanza dell’uso del microcheratomo), Il laser a femtonsecondi è utilissimo nella cheratoplastica lamellare , il chirurgo infatti può asportare il tessuto corneale danneggiato o malato e sostituirlo con quello sano ottenuto da un donatore con una forma esattamente identica , in grado di integrarsi con assoluta precisione nella corna del ricevente.Infine è molto utile nell’eseguire i solchi dove impiantare gli anelli intrastromali
Laser ad olmio
Per correggere l'ipermetropia il trattamento laser prevede una fotoablazione di
un anello periferico corneale così da permettere una maggiore curvatura centrale della cornea pero questo si può effettuare solo su valori lievi o medi di Ipermetropia.
Nel trattamento dell?ipermetropia media ed elevata venne impiegato anche il laser ad olmio (termocheratoplastica), tale metodica oggi è in disuso. L’apice corneale per correggere una ipermetropia deve essere reso più curvo: il laser quindi viene diretto sugli strati di tessuto nelle zone periferiche provocandone la contrazione.
Il laser ad olmio è ad effetto termico, fa aumentare la temperatura del tessuto colpito provocando un effetto meccanico di contrazione.
Il laser ad olmio lascia purtroppo leucomi corneali molto evidenti.
Chirurgia della Presbiopia
I pazienti che hanno più di 40 anni e comunque si volessero sottoporre a chirurgia refrattiva, non sfuggono alla Presbiopia , per cui dovranno utilizzare un occhiale da lettura anche dopo un trattamento di chirurgia refrattiva perfettamente riuscito. Una valida e sicura alternativa può essere ricorrere allo stratagemma della monovisione, situazione in cui l’occhio dominante viene lasciato emmetrope, perfettamente a fuoco da lontano, mentre l’altro viene lasciato miope di 1-2 diottrie, penalizzando ovviamente la visione per lontano; la fusione a livello cerebrale delle immagini provvenienti dai due occhi è buona ed il soggetto non avverte nessun disturbo, vedendo contemporaneamente bene per le due distanze principali.
Attualmente soprattutto con l’avvento del laser a femtonsecondi in associazione ad un laser ad eccimeri è possibile eseguire trattamenti combinati di vizio refrattivo di base associato alla correzione della presbiopia.Altri autori consigliano la facoemulsificazione a fini refrattivo con l’impianto di lentine (IOL) accomodative.

Chirurgia del Segmento Anteriore

Impianto di lenti fachiche intraoculari

L’ impianto di lenti fachiche intraoculari è una tecnica microchirurgica che prevede di collocare all’interno dell’occhio una lente addizionale per correggere difetti refrattivi elevati
(miopie fino a oltre le 20 diottrie e ipermetropie superiori alle 6 diottrie).
Le lenti intraoculari (IOL) fachiche si aggiungono infatti al cristallino naturale, senza sostituirlo .
Sulla cornea viene effettuata una piccolissima incisione attraverso la quale la lente viene inserita all’interno dell’occhio. L’intervento dura pochi minuti, in anestesia locale o topica (instillazione di gocce di collirio anestetico) e il recupero è praticamente immediato. Si tratta in ogni caso di interventi con un certo grado di invasività , non applicabile a tutti.
L'impianto intraoculare di lenti fachiche è indicato nei soggetti con ipermetropie o miopie elevate che presentino controindicazioni per il laser a eccimeri (per esempio a causa di spessori corneali non sufficienti) o che siano intolleranti alle lenti a contatto. Dal punto di vista visivo, rispetto agli occhiali, la lente fachica ha il vantaggio di non rimpicciolire l'immagine e quindi di garantire una migliore qualità della visione.
Vi sono differenti lenti fachiche :
lenti fachiche da camera anteriore (PACL): lenti che vengono impiantate davanti all'iride e fissate sulle fibre iride;
lenti fachiche da camera posteriore (ICL e _PRL):
lenti impiantate nello spazio compresso tra l'iride e la faccia anteriore del cristallino.

Questi interventi sono reversibili: è sempre possibile in caso di complicanze, asportare la lente intraoculare introdotta.
Qualche Autore associa 2 interventi (ICL + Laser ad Eccimeri) per ottenere correzioni anche molto elevate. Le controindicazioni sono naturalmente le iridocicliti ,il glaucoma ,la presenza di cataratta e anomalie pupillari., problemi retinici.

Lensectomia a scopo refrattivo

La lensectomia a scopo refrattivo è una procedura microchirurgica con la quale il chirurgo asporta il cristallino per sostituirlo con una lente artificiale. In questo modo vengono corretti miopia e ipermetropia di grado elevato, specie in pazienti non più giovani o con iniziale sclerosi del cristallino.La tecnica consiste nell’eseguire una piccola incisione in periferia della cornea, attraverso la quale il chirurgo introduce il facomulsificatore ,che è in grado di frammentare il cristallino. La stessa sonda asporta quindi i residui di cristallino pulendo bene il sacco che lo conteneva e che ora dovrà contenere la lente artificiale. Il chirurgo inserisce infine una lente intraoculare di materiale e dimensioni diverse . Il potere della lente viene calcolato prima dell’intervento per mezzo di una accurata Biometria permettendo in tal modo di compensare il vizio di refrazione preesistente portando a fuoco i raggi luminosi sulla retina. La Lensectomia viene eseguita in anestesia locale (iniezione di anestetico in regione perioculare) o topica (con gocce di collirio anestetico direttamente sulla superficie dell’occhio). .
I vantaggi più rilevanti sono la possibilità di correggere difetti refrattivi anche molto elevati, la rapidità del recupero visivo, l’ottima qualità della visione ottenibile e la prevenzione di una cataratta che talora in pazienti forti miopi compare in età relativamente giovane (50-60 anni). Si può, inoltre correggere la presbiopia, utilizzando delle lentine intraoculari “accomodative”.
[#5] dopo  
Utente 159XXX

Iscritto dal 2010
Grazie per tutte le informazioni Professore, vedremo cosa mi dirà il Prof. Capobianco venerdi, in ogni caso immagino dovrò aspettare la fine della stagione estiva per, eventualmente, procedere all'operazione. Un piccolo dubbio riguarda la sospensione delle lac prima delle visite preliminari. Quando ho preso l'appuntamento mi hanno detto che 3-4 giorni sarebbero stati sufficienti (non le porto da domenica, quindi arriverò a visita senza averle da 5 giorni), ma in internet (croce e delizia degli ipocondriaci) sto leggendo di persone a cui sono state chieste sospensioni di 15 giorni. Premetto che portavo le mie lenti (morbide), mediamente, circa 10 ore al giorno: saranno sufficienti questi 5 giorni a far tornare la mia cornea "regolare" e visitabile? non vorrei arrivare fino a firenze per sentirmi dire di tornare! Grazie davvero...
[#6] dopo  
Dr. Luigi Marino
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per una priva visita
può essere sufficiente togliere le lentine qualche giorno...
per l'intervento e gli esami bisogna aspettare una settimana o 15 gg,
anche se lei non dovrebbe avere "impronte da uso di lenti a lontatto" visto che usa le morbide.
a presto ed in bocca al lupo
[#7] dopo  
Utente 159XXX

Iscritto dal 2010
Gentile Professore, ieri pomeriggio sono stata visitata. Grande sorpresa alla notizia che la mia miopia è in realtà inferiore a quanto sapessi (od 10 diottrie, os 9,25): mi è stato spiegato, per la prima volta, che la misurazione della vista nei portatori di lenti a contatto andrebbe fatta dopo aver tolto le lenti da almeno 3-4 giorni, per avere un risultato reale. Che dirle, meglio così; è presente poi un astigmatismo di 0,50 al sinistro e di una diottria a destra. E visti i fastidi avuti da ultimo con le lac, probabilmente i miei occhi iniziano ad essere intolleranti. Dagli esami, oltre uno spessore corneale di 570 micron, sembra che tutti i parametri considerati facciano di me una candidata idonea all'intervento. Quest'ultimo, con mia grande ansia, è fissato fra 2 settimane, e consisterà in una "lasik" effettuata con laser a femtosecondi. Oltre la paura mi perplimeva la possibilità di essere operata in estate: il chirurgo mi spiegava però che con questa tecnica dovrei recuperare la vista quasi subito e potenzialmente potrei andare al mare qualche giorno dopo. E che, sempre con questa tecnica, sono molto limitati anche i rischi di problemi post operatori (haze e quant'altro). Per il resto, mi sono sentita fare un pò il discorso che mi faceva lei, legato alla possibilità di risolvere questo mio problema anche e soprattutto in considerazione della giovane età. Da una parte la possibilità di eliminare lenti ed occhiali mi attira tanto, dall'altra ho comunque una gran paura...le farò sapere, intanto grazie dell'aiuto!
[#8] dopo  
Dr. Luigi Marino
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grazie a lei
ed in bocca al lupo
[#9] dopo  
Utente 159XXX

Iscritto dal 2010
Caro Dottore,
mi perdoni, ma la paura mi fa sorgere dubbi copiosi...stavolta circa la possibilità di andare al mare durante l'estate. Operandomi in giugno con un laser a femtosecondi non avrò davvero problemi? Pensavo di partire per la fine di luglio, ma sto leggendo che vengono consigliati fino a 4 mesi di "non-esposizione" ai raggi solari. Come le spiegavo lo specialista mi ha già parlato di queste cose...ma una conferma mi farebbe stare più tranquilla. Grazie infinite per la sua pazienza!
[#10] dopo  
Dr. Luigi Marino
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io le consiglio comunque di effettuare il laser a settembre!!
[#11] dopo  
Utente 159XXX

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Mi ha dato la risposta che temevo, la prima cosa che ho chiesto allo specialista era se non fosse pericoloso operare in estate, e che non avevo davvero fretta (in fondo ho aspettato 20 anni)...che danni comporta l'esposizione?
[#12] dopo  
Dr. Luigi Marino
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il laser ad eccimeri
che viene associato al laser a femtosecondi nel trattamento che lei vuole effettuare sfrutta dimeri eccitati da luce ultravioletta (eccimeri)
pertanto riesporti ad una fonte di raggi ultravioletti (SOLE-LAMPADFE UVA-SCI) subito dopo
può far regredire l'intervento o provocare Haze corneali.
a presto

provi
a fare un salto sul sito della SOCIETA' ITALIANA DI OFTALMOLOGIA
www.SOI.org
o
American academy of ophthalmology
www.AAO.org
troverà nei consensi informati una chiara spiegazione di tutto questo