Utente 162XXX
Gentile Dottore,
ho partorito 40 gg fa, e durante l'esecuzione dell'anestesia epidurale si è verificata la lesione della Dura Madre.
In ospedale mi sono state fatte flebo di Ringer Lattato, prendevo Caffergot e iniezioni di Liometacen. Riposo quasi assoluto, ma mi alzavo per andare in bagno e lavarmi.
Per 2 settimane in ospedale non ho visto alcun miglioramento, dopodichè sono stata dimessa, in quanto secondo i medici non c'era altro da fare che aspettare.
A casa mi è stato dato Tora-dol al bisogno e l'indicazione di bere molta acqua.
Bevendo da 3 a 5 litri di acqua al giorno ho iniziato, ad un mese dal parto a vedere qualche miglioramento, ma la situazione è ancora molto lontana dalla normalità. Ho iniziato a "cronometrare" quanto tempo riesco a stare in piedi prima che arrivi il dolore, e sono arrivata a 45 minuti seduta, e circa mezz'ora in piedi, dopo di che mi devo sdraiare e non mi riesco più ad alzare per tutto il giorno.
Ho letto su internet che la terapia a base di caffeina si è rivelata inefficace, in quanto, come del resto ho verificato personalmente, da un sollievo solo temporaneo, e che è possibile risolvere questo tipo di situazione con una tecnica chiamata Blood-Patch.

Vorrei sapere se questa tecnica è usata in Italia, visto che in ospedale non è stata presa in considerazione, e se sa indicarmi centri o specialisti a cui rivolgermi per una valutazione del mio caso.

Inoltre Le vorrei chiedere se ritiene che il fatto di alzarmi e muovermi, compatibilmente con il dolore, possa impedire la completa guarigione, o se possa essere pericoloso, o se invece posso con l'aiuto dell'antidolorifico che mi è stato prescritto, svolgere qualche attività.

Grazie, saluti

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[#1] dopo  
Dr. Imad Talahma
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BRESCIA (BS)
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è una tecnica molto semplice e la facciamo in tanti in italia,
ma a mio avviso dovrebbe prima eseguire una RMN Encefalo e Colonna
[#2] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buon giorno, io penso che, innanzi tutto, sia opportuno lei si faccia controllare presso il Servizio di Anestesia del suo Ospedale. Quanto le è successo non è frequentissimo ma nemmeno raro dopo la pratica anestesiologica cui è stata sottoposta ed in genere si risolve senza altre metodiche invasive, ecco perchè forse i colleghi non ne hanno parlato.
Si rivolga quindi ai Colleghi Anestesisti dell'Ospedale e saranno loro a stabilire cosa, e come fare.
Cordiali saluti.