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Carcinoma mammario con recidive e metastasi

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008

    Carcinoma mammario con recidive e metastasi

    Mia moglie di 56 anni, è stata colpita nel 1995 da carcinoma mammario dx, duttale, infiltrante, trattato con quadrantectomia supero-esterna con svuotamento ascellare in continuità (pT1 N1 MO), sottoposta a radioterapia e chemio sei cicli di ciclosfamide-metatrevate,5fluorouracile);nel 2005 ha avuto una recidiva cicatriziale mammella dx, trattato con exeresi di un ampio frammento di ghiandola mammaria pericicatriziale (esito istologico: carcinoma duttale infiltrante), terapia ormonale arimidex; nel 2008 ha avuto una 2 recidiva cicatriziale, trattata con exeresi ampia (esame istologico: (strutture tubulari presenti in <10% della neoplasia (punti 3), plemorfismo nucleare marcato (punti 3), 10 mitosi/10HPF (punti 3), punteggio totale 9 corrispondente ad un gradi G3 - terapia con Femara. A marzo 2010 un' ecografia epatica evidenzia aree ipodense delimitate da orletto diametro cm. 1,5; eseguita PET total body (aprile 2010) con esito: non vengono evidenziate aree di patologica concentrazione del radiofarmaco in ambito epatico, tranne un modesto aumento destro manubrio sternale di cm,. 2,5; fatta radioterapia 10 sedute. Ad
    ulteriore controllo (agosto 2010) aumentati markers oncologici CEA 23,7 e ca 15.3 48), viene rifatta PET total body con esito: rileva ancora l' area di iperaccumulo a livello della regione sternale dx, invariata per sede e gradiente, discreto aumento della concentrazione del radiofarmaco si visualizza per un' area addominale, in sede paraortica sn, di verosimile significativo linfonodale del diametro di 2 cm., è presente concentrazione dell' indicatore metabolico in ambito epatico con aspetto disomogeneo, e tendenza ad assumere aspetto focale in sede laterale al lobo dx in un' area di cm. 1,5. Modesta concentrazione dell' indicatore con aspetto diffuso si visualizza in un' area irregolare al lobo superiore del polmone dx, di possibile significato flogistico. Quadro per ripresa di malattia, non più ben controllata da trattamento ormonale.
    Ripresa chemioterapia (OTTOBRE 2010) con DOXORUBICINA (n. 3 sedute, con effetti collaterali notevoli alla bocca, mani, piedi, ascelle, ecc.), per cui passaggio nella 4 seduta al CARBOPLATINO GENZAR (DICEMBRE 2010). Da notare insorgenza DIABETE MELLITO, tipo 1 dal 2003 con terapia insulinica, attualmente con MICROINFUSORE, da circa 1 anno.
    SONO MOLTO PREOCCUPATO per l' evoluzione a livello ONCOLOGICO, e sono con la presente a chiederVi cosa ne pensate della SITUAZIONE complessiva e in atto e della TERAPIA.
    Vi ringrazio infinitamente per l' ATTENZIONE e in attesa di CORTESE RISCONTRO, porgo cordiali saluti.



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    Mi scuso, ma oltre a rendermi conto della situazione non posso che confermare l'utilizzo delle antracicline (liposomiali in questo caso), per il trattamento della patologia.
    Mi chiedevo solo se fosse stata effettuata una Tc ed una biopsia linfonodale'


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro Dr. D' Angelo, intanto La ringrazio per la risposta.
    Non è stata effettuata una Tc per ipersensibilità di mia moglie al mezzo di contrasto; inoltre non è stata fatta una biopsia linfonodale, in quanto l' oncologo, in base al referto non ha ritenuto chiara la localizzazione e pure la sua effettiva certezza diagnostica.
    Il CARBOPLATINO, effettuato nella 4 seduta, per effetti avversi al CAELIX è un trattamento appropriato o sarebbe opportuno attendere e riprendere con l' antraciclina liposomiale?
    La ringrazio ancora, ma mi sento disorientato dalla situazione di mia moglie, e pur rendendomi conto della della difficoltà nell' interpretazione del quadero clinico, chiederei le eventuali mosse strategiche sia a livello diagnostico che terapeutico.
    Grazie infinite e cordiali saluti.



  4. #4
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro dr. D' Angelo, volevo aggiungere alla precedente che la doxorubicina liposomiale è stata sospesa per importante tossicità cutanea, ed è stata sostituita nella 4 seduta con CARBOPLATINO e GEMCITABINA.
    Attendo una Vs. valutazione in merito al trattamento sostitutivo e alla situazione in atto.
    Grazie e Cordiali saluti.



  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    Sinceramente valutare il caso così è molto difficile; la terapia è ad ampio spettro e potrebbe funzionare.
    Creto le varie allergie non aiutano molto nelle scelte.


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  6. #6
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro dottore, Le scrivo dopo 3 mesi.
    Nel frattempo mia moglie si è sottoposta, finalmente ad una TAC total body, che ha evidenziato una riduzione delle lesioni epatiche e soprattutto la non comparsa di nuove lesioni. Il quadro polmonare è invariato e rivedendo tutti gli esami precedenti, si è visto che è presente da sempre e questo rassicura, anche perchè non c' è un risentimento funzionale.
    La terapia con Carboplatino e gemcitabina sta proseguendo, e a detta dell' oncologo sta funzionando, stante anche una buona riduzione dei markers.
    In attesa di un Suo gradito parere, cordiali saluti.



  7. #7
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Cari oncologi,
    aggiungo altri dati ai precedenti, per un vostro giudizio.
    Ribadisco il confortante esito della TAC total body (assenza di lesioni in ambito toracico e riduzione delle lesioni epatiche) e aggiungo i seguenti valori: FAL 178, GGT 85 u/l, Hb 9,4, PLT 51.000, Gb 3890, ferritina 441, CEA 17.8, Ca 15.3 42, D-dimero 1527.
    E' stata ripresa la chemioterapia con CARBOPLATINO E GEMCITABINA, con dosaggi ridotti per diminuire la tossicità midollare.
    In attesa cortese riscontro e osservazioni, porgo cordiali saluti.




  8. #8
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    credo che si stia perseguendo la giusta strada


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  9. #9
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro Dr. D' Angelo
    aggiorno la situazione di mia moglie, affetta da ca mammario dx, trattato con quadrantectomia supero-esterna e chemioterapia adiuvante; recidiva pericatriziale alla mammella dx, trattata con chirurgia ed ormonoterapia; in progressione linfonodale ed epatica.
    la chemioterapia intrapresa a base di Carboplatino e gemcitabina è stata sospesa dopo circa 7 mesi per problemi di tossicità midollare, nonostante il dosaggio ridotto.
    Nel frattempo l' oncologo ha sottoposto mia moglie ad una TAC di controllo, con esito confortante (assenza di lesioni in ambito toracico e cicatrizzazione delle lesioni epatiche)
    Gli esami umorali dimostrano una modesta alterazione degli indici di colostasi (FAL 169, GGT 143 u/l), i markers oncologici sono stazionari, nonostante la terapia sia interrotta dal 01/06/2011 (CEA 29 ng/ml, ca 15.3 62 u/ml).
    L' oncologo ha deciso di cambiare terapia, optando per ABRAXANE, approdato da poco in Italia, dopo l' approvazione della FDA, riferendo uno stato evolutivo rispetto al paclitaxel disciolto in solvente (taxolo).
    A tal proposito volevo chiederLe, gentilmente la differenziazione di tale farmaco in nanoparticelle di ultima generazione e soprattutto la SUA EFFICACIA E TOLLERABILITA'oltre che i principali EFFETTI COLLATERALI.
    Scusandomi per il disturbo, La ringrazio vivamente e Le porgo cordiali saluti.



  10. #10
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro Dr. D' Angelo, mi scuso per l' insistenza, probabilmente Lei non si è accorto della mia RICHIESTA.
    Sono con la presente per RICHIEDERE UN SUO GRADITO PARERE, in merito.
    RingraziandoLa nuovamente, mi scuso ancora e aspetto un Suo gradito riscontro.
    Cordiali saluti da un marito in pena...



  11. #11
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    l'abraxane corrisponde la paclitaxel (o taxolo meglio conosciuto) di nuova generazione con effetti collaterali non dissimili dai comuni chemioterapici. Mi chiedo (a distanza di mesi) se fosse stato biopsiato il linfonodo al fien di determinare lo stato recettoriale che potrebbe aprire la strada a terapie ormonali o anticorpi monoclonali.


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  12. #12
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Dopo il 1° e 2° ciclo di "abraxane", mia moglie ha perso tutti i capelli e soprattutto ha accusato dei forti dolori osteo-articolari, alle caviglie, ginocchia e diffusi in tutto il corpo, solo leggermente attenuati dopo 4-5 gg. di Brufen 400 mg.
    Mi chiedo, dr. D' angelo se tali effetti avversi sono comuni? E soprattutto, dopo aver cambiato 3 molecole diverse, con effetti gravi, tali da sospendere la doxorubicina e il carboplatino con gemcitabina, pensavo che il taxolo di nuova generazione non le desse simili effetti collaterali. Lei che ne pensa, alla luce della situazione generale? Che consiglio mi da?
    Sono molto preoccupato delle reazioni avverse di mia moglie, anche se credo che il diabete scompensato possa incidere parecchio, come dice l' oncologo...
    L' importante e che si raggiunagno i risultati prefissati.
    Grazie dell' attesa risposta e cordiali saluti.




  13. #13
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    Sicuramente nel suo caso la commistione di molte cose crea un mix complesso. L'importante che con le adeguate misure di supporto, la qualità di vita non scada parecchio.


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  14. #14
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Gentile dr. D' Angelo, mia moglie è arrivata alla 3 seduta con ABRAXANE: i dolori osteoarticolari, specialmente alle ginocchia, caviglie, polsi, inguine sono ad un livello insopportabile. Cominciano circa 2 giorni dopo la terapia e non si riducono con l' assunzione dei fans. L' oncologo si limita a dire che, normalmente non dovrebbe essere così, e a suo avviso è il diabete che amplifica, probabilmente il dolore. Le chiedo, ma non esiste qualche medicamento che potrebbe aiutarla a ridurre questo dolore sordo di base con fitte e punture in tutto il corpo?
    Neanche il cortisone o gli oppioidi potrebbero servire?
    Non sopporto a vederla soffrire così... anche se l' importante che la CHEMIO arresti la progressione della malattia.
    Mi scusi per il disturbo e Grazie per la gradita risposta.
    Cordiali saluti.



  15. #15
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    potrebbe contattare un centro per la terapia del dolore; ad oggi farmaci ve ne sopno parecchi bisogna usare quelli giusti adeguatamente dosati.


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  16. #16
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Egregio dr. D' Angelo, mia moglie dopo la 3 seduta di ABRAXANE, ha avuto un' amplificazione ulteriore del dolore, presente 24 ore su 24.
    Ha assunto per dieci gg. OSSICODONE 5 mg. (2 cp. al gg.) e BRUFEN 400 mg. (1 dopo il pranzo).
    Il dolore si è leggermente attenuato, e la notte ha potuto un pò riposare. L' oncologo, contattato ha detto che nella maggioranza dei casi il dolore comincia 2-3 gg. dopo la chemio e termina dopo circa una settimana, ben controllato dai fans.
    Comincio a dubitare che ci sia qualcos' altro!
    Posso pensare che il diabete possa incidere, ma sono molto preoccupato, anche perchè i markers non si sono abbassati (dopo circa 1 anno di chemio, con tre molecole diverse).
    Mi dica, sinceramente cosa pensa, e soprattutto cosa farebbe?
    Ancora grazie infinite da un marito in pena.



  17. #17
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Mi rifaccio ancora vivo, non avendo ottenuto risposta.

    Preciso, ulteriormente che l' oncologo, nella quarta seduta con ABRAXANE, ha cambiato l' OSSICODONE 5 mg. con il CONTRAMAL 100 mg..
    Nonostante ciò, a tutt' oggi, i dolori avvertiti alle gambe sono molto forti: dolore sordo di fondo con fitte alternate, parestesie ai piedi e alle mani, fastidio zona stomaco-intestino, stanchezza e astenia al limite del sopportabile.

    Mi dica, sinceramente cosa pensa, e soprattutto cosa farebbe?

    Sono molto preoccupato (gli effetti della CHEMIO sono molto forti)

    Ancora grazie e cordiali saluti.



  18. #18
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Dr. D' Angelo, come mai non mi risponde?

    Forse anche Lei non sa più cosa pensare?

    Vero che on-line non si può dire e capire più di tanto, ma la mia impressione è che, nel campo dei tumori siamo ancora molto, ma molto indietro. E parlo di ricerca, di diagnosi corrette, di terapie corrette, per non parlare della chemioterapia (tentativi di bloccare la malattia primaria ed eventuali metastasi, con effetti devastanti sul fisico e sugli organi dei pazienti!).

    Io vedendo mia moglie, dopo un anno di CHEMIOTERAPIA con tre molecole diverse, ed effetti gravi, forse anche per LA COMPLICANZA DEL DIABETE, con sofferenze incredibili, chiedo a Lei cosa ne pensa veramente.

    Cordiali saluti.






  19. #19
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    lei ha in parte centrato il problema: in internet c'è un limite alle varie consulenze.

    Quello che non tiene conto che questo è un servizio che svolgiamo volontariamente nel tempo libero e non sempre questo è così.

    Io credo che se la malattia avanza e le terapie non riescono a cronicizzare il tutto si deve puntare alle terapie di supporto atte a garantire la migliore qualità di vita.


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  20. #20
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro Dr. D' Angelo,

    mia moglie ha finito la sesta terapia con "ABRAXANE", con permanenza dei dolori articolari e muscolari molto forti alle gambe, poco influenzati dall' assunzione del contramal e dell' orudis.

    Ma sono reversibili tali dolori? E in quanto tempo?

    L' oncologo ha sottoposto mia moglie ad una Tc del torace e dell' addome completo, con il seguente referto: rispetto all' indagine del 04/07/2011, non sono apprezzabili lesioni focali a livello dei campi polmonari, permane aspetto linfonodale ingrandito a livello della finestra aortopolmonare, (COSA SIGNIFICA?)
    Immodificate le lesioni focali in sede epatica per numero, mentre quelle maggiori dimostrazione una riduzione volumetrica. Tendenza a riduzione dimensionale anche dell' adenomegalia retroperitoneale in sede paraortica sn.
    Esami umorali: FAL 135, GGT 60 u/l, CEA 39,7 ng/ml, ca 15.3 44 u/ml.

    L' oncologo ha deciso di interrompere, per il momento il trattamento chemioterapico e di ripristinare la terapia ormonale a base di: Aromasin 1 cps al di.

    Cosa pensa del referto TAC, e della situazione generale della malattia?

    Grazie infinite, per la consulenza, e Cordiali saluti.



  21. #21
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    ALL' ATTENZIONE DEL DR. D' ANGELO

    Mi scusi, dr. D' Angelo, ma ho visto che ha risposto ad altri quesiti,
    probabilmente non si è accorto del mio.
    Si tratta di un Suo parere su un aggiornamento della situazione di mia moglie.
    In attesa, La rinfrazio e porgo cordiali saluti.



  22. #22
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    L' oncologo ha sottoposto mia moglie ad una Tc del torace e dell' addome completo, con il seguente referto: rispetto all' indagine del 04/07/2011, non sono apprezzabili lesioni focali a livello dei campi polmonari, permane aspetto linfonodale ingrandito a livello della finestra aortopolmonare, (COSA SIGNIFICA?) = linfonodi nella zona toracica (che pare siano grossi ma fermi)

    Sembrerebbe la situazione ferma; questo è uno dei casi di "cronicizzazione" della malattia.

    L'importante è anche la qualità della vita; purtroppo i farmaci non sono scevri di effetti collaterali. Non saprei quantificare quando passeranno le parestesie, ma discuta con l'oncologo per eventuali trattamenti


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  23. #23
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro dr. D' Angelo,
    mia moglie ha eseguito un controllo dopo la sospensione della terapia a base di ABRAXANE (ultima somministrazione 16.11.2011), ora sta prendendo l' aromasin.
    Gli esami umorali (FAL 179, GGT 176, CEA 72.1, ca 15.3.45), secondo l' oncologo impongono l' attivazione di chemioterapia.
    La scelta sarebbe tra la ripresa dell' ABRAXANE con la schedula settimanale, confidando in una gestione migliore della dolorabilità muscolare e l' anticorpo monoclonale BEVACIZUMAB.
    Lei che ne pensa, in riferimento all' aumento dei valori degli esami suindicati, e soprattutto della terapia, dopo aver assunto varie terapie chemio (per oltre un anno, consecutivamente).
    Volevo anche chiederle: mel caso di ripresa della malattia e sua cronicizzazione è sempre necessario continuare la CHEMIOTERAPIA?
    Grazie delle gradite risposte e cordiali saluti.




  24. #24
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    evidentemente la terapia ormonale "non tiene".


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  25. #25
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Volevo chiederLe dr. D' angelo,
    1) sulla base degli effetti molto dolorosi della terapia con "ABRAXANE", le sembra corretto proporre, seppur in dose ridotta, settimanale, il medesimo farmaco?
    2) In linea generale, come avviene la scelta terapeutica dei vari prodotti chemioterapici; certo ci sono dei protocolli, ma alla luce, anche delle ultime scoperte i cosiddetti "farmaci intelligenti" come stanno andando nella pratica clinica: funzionano o no.
    Grazie per le risposte e distinti saluti.



  26. #26
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    essere intelligenti significa solo avere un target (serratura) su cui agire, ma non sempre questo si traduce in una risposta terapeutica.

    Sulla schedula settimanale, considerando la giovane età dell'abraxane, credo che sia una associazione con i comuni taxani oggi usati tranquillamente


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  27. #27
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    La aggiorno, caro dr. D' Angelo, sulla situazione di mia moglie, che non mi convince e mi preoccupa sempre di più.
    Dal controllo periodico attuale risultano alterati gli indici di colostasi (FAL 216, GGT 246), poi emoglobina glicata 9,4;
    CEA 115 ng/ml, ca 15.3 50 u/ml.
    Il quadro impone l' attivazione di chemioterapia: considerate le comorbidità, soprattutto la polineuropatia attribuibile sia al diabete che ai chemioterapici, viene iniziato oggi un nuovo protocollo con CAPECITABINA e NAVELBINE.
    1) Cosa ne pensa?
    2) Ma, pur essendoci dei protocolli standard con varie possibilità, si va per tentativi casuali o ci sono delle priorità di terapia.
    Mi spiego meglio, i vari chemioterapici a cui è stata sottoposta mia moglie hanno avuta una progressione logica dall' inizio (con reazioni individuali della paziente) o sono stati approntati, casualmente con tentativi e giudicati poi in base ai risultati clinici e agli effetti avversi.
    3) Vorrei far fare un ulteriore consulto per la situazione di mia moglie, in quanto non ci vedo troppo chiaro e gli sviluppi sembrerebbero imprevedibili!
    4) Guardando tutta la evoluzione della malattia e le terapie quali sono ancora le armi a disposizione nel campo oncologico?
    La ringrazio ancora, vivamente, per la Sua attenzione.
    La prego mi chiarisca un po' le idee. Cordiali saluti.



  28. #28
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    i farmaci o le combinazioni degli stessi, danno da studi clinici, delle percentuali di efficacia (misurabili in sopravvivenza, allungamento dell'intervallo libero da malatti o stabilizzazioni ...) ma il grosso problema ad oggi è sapere prima a chi funziona.

    Mi spiego meglio. mettiamo che un farmaco x abbia una risposta del 20%; ad oggi non abbiamo dei fattori predittivi di risposta (chessò una proteina nel sangue, la razza, il peso ...) che possa farci capire se chi si sottopone sarà nei 20 che risponde o negli 80 che non funziona.

    In oncologia, molto di più che in altre specialità, ci si sta indirizzando a studi biologici che per lo meno ci indicano a chi fare cosa (dal trattamento ormonale classico con tamoxifene/inibitori dell'aromatasi all' herceptin per esempio o cetuximab, panitumumab, ecc nel colon...)

    Anche questa combinazione proposta mi sembra accettabile.




    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  29. #29
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    DR. D' Angelo, non finiscono più le tensioni e lo stress è diventato cronico:

    mia moglie dopo la prima terapia con navelbine e 5 cp. di xeloda è finita oll' ospedale con terribili dolori all' addome. Si tratta di FECALOMA. I medici del reparto "medicina" dicono dipenda in gran parte dalla chemio, mentre l' oncologo dice trattarsi di una virosi.
    Io, a questo punto sono esterefatto; qual' è la verita?
    Comincio ad essere molto perplesso; non so se è il caso di avere una ulteriore
    consulenza oncologica, anche se so che le linee guida e i protocolli sono pressochè i medesimi; ma non è possibile distruggere una persona con la chemioterapia!

    Lei che ne pensa, obiettivamente.
    Grazie e cordiali saluti.




  30. #30
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    diciamo che la chemioterapia seppur a compresse non è scevra di effetti che a volte superano la terapia infusionale in quanto ad intensità.


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  31. #31
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro dr. D' Angelo, mia moglie, dopo una settimana è stata dimessa da "medicina", con risoluzione del problema "fecaloma".
    L' oncologo, dopo le varie terapie di chemio, con effetti avversi e tossici ha optato per un abbinamento ENDOXAN 50 mg. 1 cp. al g. continuativamente e METOTREXATE 2,5 mg. 1 cp. 2 volte la settimana, confidando in una risposta migliore della paziente, sia in termini di efficacia che buona tenuta.
    Mi sono accorto che tali molecole sono le medesime della prima chemio iniziale del 1995, dopo l' intervento chirurgico.
    Lei che ne pensa?
    Grazie e cordiali saluti.



  32. #32
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Egregio dr. D' Angelo,
    forse non si è accorto della mia richiesta.
    Volevo chiederLe cosa ne pensava dell' attuale situzione.
    Poi volevo chiederLe questo: data la risposta quasi sempre negativa
    e gli effetti avversi notevoli di mia moglie alle diverse linee di chemio, unite alla complicanza del diabete e alla notevole neuropatia instauratasi, non sarebbe
    meglio affidarsi a bassi dosaggio di chemio, secondo protocolli ben selezionati.
    Inoltre, ci sono soluzioni farmacologiche per ridurre la neuropatia da chemio?
    Grazie e cordiali saluti.



  33. #33
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Dr. D' Angelo, mi può gentilmente rispondere.
    Grazie e cordiali saluti.



  34. #34
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    In mancanza del dr. D' Angelo, mi può gentilmente rispondere
    qualche altro medico esperto.
    Ringrazio per la cortesia e porgo distinti saluti.



  35. #35
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Cari medici, vi prego rispondetemi.

    Mia moglie, in chemioterapia da oltre 18 mesi con diverse linee, sta continuando con ciclofosfamide e methotrexate, ma nell' ultimo controllo del 18/04 si è verificato un notevole innalzamento degli indici di colostasi (FAL 446, GGT 680 u/l), con diabete scompensato (Hb glicata 9,1 mg%).
    L' oncologo dice che dovrà essere attivato un nuovo protocollo terapeutico, in quanto l' attuale cura non è adeguata per il controllo della progressione neoplastica.
    Io ho l' impressione che ci sia un netto peggioramento della malattia, soprattutto a livello del fegato.
    Tra l' altro è prevista anche una TAC urgente total body.
    Voi che ne pensate?, soprattutto in riferimento a tutta la storia clinica e in considerazione del notevole aumento del FAL e GGT.

    In attesa, ringrazio e porgo cordiali saluti a tutti.



  36. #36
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Non riesco a capire perchè nessuno mi risponde, nè il dr. D' Angelo, nè altri. Forse è perchè la situazione è irrimediabile o molto sera?
    Io chiedo lo stesso un parere, lo chiedo educatamente; può essere molto importante una risposta e magari un consiglio professionale serio e mirato per potere ancora sperare, dopo gli ultimi due anni duri e difficili, dal punto di vista fisico e psicologico. Lo so che è difficile "on line", ma per me è importante avere un Vs. parere, un consiglio, per potere salvare mia moglie. Grazie a Voi tutti.



  37. #37
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Aggiornamento per i medici del settore:

    Valutazione del 09.05.2012 per mia moglie.

    La rivalutazione è stata anticipata, considerando la non soddisfacente risposta al tentativo chemioterapico a base di Methotrrexate e ciclofosfamide "metronomico".
    Gli esami umorali dimostrano alterazione dei parametri di funzionalità epatica (AST 188, ALT 303, FAL 845, GGT 1511 u/l).
    Permane lo scmpenso metabolico (glicemia 276 mg%, Hb glicata 9,1%).
    Alterati i markers oncologici (CEA 241 ng/ml, ca 15,3 75 u/ml).
    E' stata eseguita una TC del torace e dell' addome, che ha evidenziato una accentuazione delle lesioni epatiche; negativo il quadro mediastinico.

    In considerazione dei pregressi tentativi terapeutici, l' oncologo ha ritento di attivare chemioterapia a base di Capecitabina (Xeloda 500 mg 2 cps per 2 volte al dì in modo continuativo).

    Attendo un Vs. riscontro. Cordialmente.



  38. #38
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Egregio Dr. D' Angelo, ho visto che è tornato;

    La prego, mi dica qualcosa, la prego!

    Grazie, di cuore.



  39. #39
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Vi aggiorno la situazione, anche se non ho avuto da parte Vs. il minimo riscontro, da quasi 5 mesi!!!

    Mia moglie è stata ricoverata in oncologia dal 6/6 al 11/7/2012 e dimessa con le seguenti diagnosi:
    chemioterapia antineoplastica, tumori maligni della mammella e metastasi epatiche.

    E' stata ospedalizzata per scompenso glicemico in paziente diabetica, scadimento delle condizioni generali e ittero con secondarismi epatici da K mammella pluritrattata.
    Durante la degenza è stato posizionato stent biliare, con condizioni generali molto migliorate ed è stata iniziata la 1 seduta chemio con lo schema CMF.
    L' ecografia ddome evidenzia stent biliare ben alloggiato, vie biliari non dilatate, invariati i restanti reperti, in particolare per le lesioni epatiche note.
    Attualmente la bilirubina è 5,9 (all' ingresso era 18,3). Si segnala inoltre:
    G.R. 3.150.000, HB 10,6 CON MCV 106,7 AST 56, YGT 158, LDH 530, CEA 267,8, TSH 4,36.
    Il prossimo controllo, in D.H. è previsto per 1l 18/7 (2 seduta CMF).
    Volevo chiedervi, molto gentilmente, un parere sulla situzione generale e sul proseguimento della terapia, nonchè eventuali altre soluzioni attuabili, tipo ipertermia o altro.

    In cortese attesa, Vi ringrazio e Vi porgo cordiali saluti.



  40. #40
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL DR. D' ANGELO

    Non riesco a capire il motivo della mancata risposta.
    Per me è importante, anche se mi rendo conto che il caso di mia moglie è difficile e serio, con malattia avanzata, metastasi e complicazioni varie.
    Forse ritiene dr. D' Angelo di avermi fatto capire tutto..., ma la speranza in una cronicizzazione della malattia ce l' ho ancora; lo so che ho "rotto le scatole abbastanza", ma mi sembra di aver sempre tenuto un tono educato e cordiale.
    Distinti saluti.



  41. #41
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Non ho mai ricevuto una risposta da nessuno di voi, da oltre 9 mesi...

    Mia moglie è morta il 07.11.2012, dopo 5 mesi di calvario e l' ultimo mese di autentica sofferenza " disumana ", che non auguro a nessuno.
    eppure non si è ancora capito che la chemioterapia è un totale fallimento, specialmente per il carcinoma mammario metastatico. E allora perchè i fondi per la ricerca, sempre insufficienti, non vengono utilizzati per sperimentazioni non condizionate da specifici interessi?
    La rivista Nature, recentemente ha pubblicato che la chemio potenzia il tumore e la maggior parte degli oncologi intervistati hanno dichiarato che non farebbero la chemio!
    Bisogna combattere gli interessi consolidati di alcune multinazionali. A quel punto ricercatori bravi, e per fortuna ce ne sono tanti, saranno completamente liberi di svolgere il loro compito, con migliori risultati.

    Scusate dello sfogo, ma non ne potevo più di tacere. Vi ringrazio per l' attenzione.
    Cordiali saluti...



  42. #42
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Nemmeno questa volta mi rispondete?
    Neanche "le condoglianze"; ma che ... persone siete...
    Capisco le feste; ma non è questo il modo di comportarsi.
    Io cerco di essere educato, come ho sempre fatto, ma voi in questo autentico calvario di mia moglie, non vi siete dimostrate delle persone corrette, professionali e tanto meno "umane".



  43. #43
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Caro dr. D' Angelo,

    penso che mi abbia letto, ma che non voglia rispondermi, come del resto ha fatto l' oncologo, che ha curato mia moglie. Lui, anche dopo il riscontro delle metastasi (maggio 2010), era sempre positivo nei suoi discorsi con noi, e, anche quando le cose erano chiaramente irreversibili, ci diceva che "stava curando mia moglie", un atteggiamento assurdo e scorretto, anche e soprattutto nei miei riguardi.
    Ribadisco quanto ho scritto, precedentemente, a riguardo della ricerca nei confronti dei tumori. Il mio rammarico più grande (ma non sono medico) è stato quello di aver accettato di fargli togliere nel 1995 quel nodulo di dubbia istologia del diametro di un cm., con conseguente chemio e radio.
    Sono convinto che andava solo tenuto "sotto controllo", con potenziamento delle sole difese immunitarie. Mia moglie sarebbe ancora qui.

    Un marito, deluso dalla falsa e corrotta medicina.



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