Utente 187XXX
Salve dottore,
mia madre (51 anni) soffre di varici agli arti inferiori e 10 anni fa ha subito una safectomia. Nonostante ciò giorni fa, a seguito di una visita di controllo ed eco color doppler (dal quale è risultato uno stato venoso continente), le è stato consigliato un nuovo intervento per asportare dei rami venosi che negli ultimi anni si sono rigonfiati, anche per una questione estetica. Lo stesso dottore ha consigliato come trattamento successivo all'intervento, la fleboterapia per entrambi gli arti inferiori. Volevo chiedere se questa terapia può esser efficace e quali risultati si possono attendere, in cosa consiste in concreto tale terapia e se ci potrebbero essere controindicazioni o effetti collaterali. Ringrazio anticipatamente per l'attenzione prestatami. In attesa di una sua risposta colgo l'occasione per augurarle una buona giornata.
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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
la possibilità che nuove varici possano nel tempo manifestarsi in pazienti sottoposte ad intervento chirurgico esiste. Si tratta delle inevitabili sequele di una patologia che per le sue peculiarità può colpire il sistema venoso nel suo insieme; cionondimeno l'intervento chirurgico cui fu sottoposta sua Madre è valso a contenere l'evoluzione delle manifestazioni dell'affezione, oltre che emendare quelle già resesi evidenti ed eliminare in rischio di complicazioni (flebiti, ulcere venose, ecc.).
Ciò detto sorge il problema di trattare di volta in volta le nuove varici che nel tempo, e certamente con minore gravità ed estensione, possono rendersi evidenti. A tale scopo possono essere a secondo dei casi utilizzate metodiche chirurgiche ambulatoriali (legature mirate, flebectomie mediante miniincisioni) o la scleroterapia: metodiche accreditate da decenni e decenni di applicazione con risultati e limiti noti e consolidati.
La metodica cui fa riferimento non rientra tra quelle accreditate dalle attuali linee guida periodicamente emanate dalle Società Scientifiche e per la verità, pur basandosi su un approccio simile alla scleroterapia, si fonda su meccanismi fisiopatologici (rigenerazione -?- della normale anatomia e funzionalità delle pareti venose) dall'incerto significato e mai del tutto chiariti e dimostrati dall'inventore (che non è un Flebologo).