Utente 226XXX
Egregio dottore le scrivo attendendo con ansia una sua risposta.La mia vita e radicalmente cambiata da circa due mesi,prima non ho mai nemmeno pensato a tema per il quale le scrivo.Tema che e quello della depressione.Ho avuto vari caso di attacchi di panico ad inizio agosto ma oggi mi sento leggermente depresso,poca voglia di fare le cose che prima mi stimolavano,insomma una perdita di interesse un po' per tutto.Ma il motivo della mia richiesta di aiuto nei suoi confronti e legato ad un altro aspetto e cioè a quello della depressione legato alla genetica.Nella ia famiglia ho avuto un nonno morto ahimè suicida all età di 78 anni.Aveva vissuto una vita normalissima per poi ammalarsi di questo brutto male che lo ha fatto spegnere in circa 1 anno.Nella sua vita pero aveva subito il dramma di perdere due figli in un incidente e questo e secondo me stato alla base della sua depressione.MI sto informando molto su questo tema della genetica,premetto che i miei genitori stanno benissimo e sono le persone più allegri e felici della terra.Sono arrabbiato nero perché una psichiatrica,non la mia visto che non ne ho ancora una precisa che mi segue,ma una che mi ha visitato ha parlato di familiarità con patologie psichiatriche.Le sembra corretto??Non sono un medico e rispetto tantissimo le vostre conoscenze ma vorrei capire come si associa la genetica ad gesto così personale come il suicidio.Le pongo una domanda stupida.Se,ad esempio,un imprenditore rischia la galera per bancarotta e questo lo porta a commettere un gesto come quello del suicido,i suoi figli o nipoti saranno considerato cin una patologia psichiatrica?per me e più un semplice gesto di una persona disperata,stessa persona che probabilmente senza quel tipo di problema non avrebbe fatto in gesto simile.Lo dico perché io ho tanta voglia di guarire ma vorrei sapere se la generica me lo permette o solo perché ho avuto un caso in famiglia sono destinato a seguirne le orme,perché leggendo alcune tesi su vari siti sembra quasi così.Ne sto parlando e ne parlerò ancora con i miei specialisti ma in questo momento ho bisogno di sentire più pareri possibili tra cui il suo.LA ringrazio molto anticipatamente e la prego di rispondermi in modo sincero.Con affetto e profonda stima. P.s la prego di risponderimi
[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Mi sembra stia facendo un po' confusione. Una psichiatra l'ha visitata e le ha parlato di familiarità in generale delle sindromi psichiatriche, questo è vero. Le avrà quindi anche detto che si tratta di una familiarità di predisposizione e non di determinazione diretta, come in malattie tipo il diabete, l'ipertensione essenziale o le cardiopatie.

Non vedo il nesso tra questo e la voglia di guarire. Se ha voglia di star meglio presumo che abbia intenzione di curarsi, questo ovviamente cambia l'andamento delle malattie, anche se non sempre le può prevenire prima che inizino o eradicare. Chi si cura avendo avuto i genitori morti "di cuore" non è detto che debba morire di cuore, anzi direi che si cura appositamente per contrastare questa predispozione che conosce e con cui vuol fare i conti ancor prima che si manifesti nelle sue forme più gravi.

Le cause alla base della depressione non giustificano la depressione stessa, si tratta di una malattia che assume tinte sue, così come ad esempio una frattura è una frattura sia che la persona sia stata investita da un'auto, sia che stesse facendo sport, o che sia scivolata. E' un processo che si svolge secondo un suo meccanismo, e non è un modo per indicare le reazioni di demoralizzazione agli eventi negativi.

Nel chiedere la familiarità per sindromi psichiatriche si è soliti chiedere del suicidio così come ad esempio dell'alcolismo o del tipo di attività e di comportamenti che avevano i genitori (stabilità familiare, aggressività, storia penale etc). Quindi la psichiatra ha semplicemente spiegato l'ovvia ragione per cui le chiedeva certe informazioni, dopo di che Lei ne deve aver ricavato una previsione disastrosa sul futuro che dubito le sia stata fatta dalla psichiatra.

[#2] dopo  
Utente 226XXX

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Egregio dottor Pacini,innanzitutto la ringrazio per la sua risposta.Probabilmente ha ragione quando sostiene che io ho ricavato una previsione disastrosa dalla cosa,e che sentire palare di familiarità in una patologia psichiatrica non e piacevole,specie per chi come fino ad un mese fa non aveva mai pensato certe cose.Ho capito la differenza tra una malattia come questa o ad esempio in altre quali diabete,problemi cardiaci,etc.Lei vuole quindi dire cher una persona la depressione la porta dentro a prescindere dagli eventuali dispiaceri che la vita ti puo o non puo riservare...ho capito bene?? Venerdì sono stato visitato da uno psichiatra molto bravo nella mia città
,ovviamente non faccio nomi,e lui sosteneva invece qualche dubbio su questa cosa della familiarità,ha addirittura espresso qualche dubbio sul fatto che mio nonno avesse avuto una depressione alla veneranda età di 78 anni,di solito si manifesta molto prima.Forse ,visto che parliamo del 1986,le cose sarebbero anche potute andare diversamente con i farmaci e le conoscenze di oggi.Le pongo un ultima domanda e poi non la disturbo più.Anche una persona con una parentela di 1grado con una persona malata di alzheimer puo avere una familiarità con una patologia psichiatrica?o l alzheimer non e considerata tale??? La ringrazio infinitamente e la saluto con profonda stima
[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Non è che si porta dentro "la depressione", si portano dentro degli assetti micromolecolari, che predispongono a determinati eventi. Non è che uno "è depresso e non lo sa". I dispiaceri e la depressione sono due concetti diversi, non è necessario avere avuto dispiaceri per soffrire di depressione. L'alzheimer ha una familiarità molto meno definita, in generale non si ritiene una malattia familiare.