Utente 150XXX
Salve,
mia nonna ha l'alzheimer da molti anni ormai, inutile dire che la situazione peggiora sempre più, prende delle medicine che le sono state prescritte dal neurologo ma servono a niente.
Non riconosce nessuno, non dice niente di sensato, ma il problema più grande adesso è che non vuole neanche mangiare.
Se continuerà così, non vedo come possa vivere ancora.
Come posso fare per questo problema?
Io cerco di sforzarla, ma niente. Non mangia neanche omogeneizzati.
L'unica cosa che gradisce sono i dolci, qualsiasi cosa che sia dolce la mangia.
Mangiando tante cose dolci, però, c'è il rischio che le venga pure il diabete!
Insomma, come si fa in questi casi a nutrire i malati?
C'è una badante che la segue ma anche noi famiglia le stiamo dietro e non sappiamo come fare per questo problema.
Aiutatemi.

[#1] dopo  
Dr.ssa Chiara Carpenedo

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salve,
la malattia di Alzheimer è in effetti un grave problema gestionale per la famiglia del caro ammalato, che coinvolge sia gli aspetti più pratici che lei ha giustamente evidenziato, sia emotivi, dato che il paziente spesso (e sempre nella fasi gravi) è inconsapevole dei suoi deficit e stenta a riconoscere anche i parenti più prossimi, con inaffettività.
la presbifagia (difficoltà a degluitre e nutrirsi) dell'anziano ed in particolare della demenza in Alzheimer è molto frequente, ed il trattamento dipende dalla gravità.
i consigli base sono:
- prevenire ab ingestis e posturare la persona correttamente seduta (quindi trasferirla in carrozzina adeguata a lei) per il pasto. se non ne è dotata--> richieda una visita fisiatrica.
- fornire solo pasti tritati e di consistenza omogenea (evitare le doppie consistenze che favoriscono l'ab ingestis tipo: brodo e pastina, pane o biscotti intinti nel latte, ..) favorire tutti i tipi di purea, passati di verdure, carni tritate.
- flettere il capo della persona appena dopo che ha assunto il boccone: questo fa automaticamente chiudere la glottide e previene l'ab ingestis (cioè che la vada di traverso il cibo).
- addensare i liquidi o almeno farle assumere i liquidi a capo flesso (cannuccia o con particolari bicchieri predisposti che vendono nelle sanitarie ortopediche)
- per l'introito calorico, si faccia seguire da un dietista. Chieda al Medico di Medicina Generale gli esami ematochimici per indagare lo stato di nutrizione (albuminemia) e l'eventuale disidratazione e funzionamento renale (creatininemia)...
Ogni caso è a sè e gli specialisti che possono aiutarla sono sia il Geriatra, che un Fisiatra che si intenda di deglutizione, oppure un Logopedista che le darà consigli pratici.
NB! tenga conto del fatto che per i pazienti anziani e gravi come sua nonna esiste in Italia la possibilità di avere una visita specialistica a domicilio su richiesta del MMG da inoltrare al suo distretto di appartenenza, così avrà a casa la possibilità che le vangano erogati tutti gli aiuti possibili.
auguri
Dr.ssa Chiara Carpenedo