Utente 238XXX
Gentili dottori,
mi piacerebbe avere un vostro parere in merito alla situazione di mia madre.
75 anni compiuti con le seguenti patologie: ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, rinite allergica con all'anamnesi episodi asmatici, ipotiroidismo post chirurgico in terapia sostitutiva, pregressa nevralgia del trigemino sottoposta a microcompressione Gasser. In occasione di quest'intervento, ottobre 2005, viene rilevato un infarto settale pregresso, non altrimenti diagnosticato.
Da ottobre 2009 è seguita da un Centro di valutazione Alzheimer soprattutto per dei disturbi mnemonici e per qualche episodio di disorientamento spaziale e temporale. Ha eseguito i seguenti esami:
- ecodoppler TSA: stenosi 45% biforcale sin. Tale esame è stato ripetuto in data 11.10.2011 con il seguente risultato: placche calcifiche che non determinano alterazioni patologiche del tracciato velocimetrico;
- ECG: RS 64 bpm. Scarsa progressione dell'onda r da V1-V2. Ripolarizzazione ai limiti.
- RM encefalo eseguita il 2.08.2010: presenza di artefatti da movimento. Esile alone di leucomacia periventricolare e presenza di plurime piccole areole di ipersegnale T2 localizzate in sede peritrigonale, a livello della corona radiata, dei centri semiovali e della giunzione cortico- sottocorticale bilaterlamente, su base vascolare ipossico-ischemica cronica. Non sono evidenti aree focali di alterata intensità di segnale sottotentoriale. Le camere ventricolari risultano regolarmente in asse, normotese e simmetriche. Spazi liquorali cisterno-corticali lievemente ampliati per iniziale atrofia cerebrale. Presenza di dolico-basilare che occupa la porzione inferiore della cisterna dell'angolo ponto-cerebellare di sinistra (conflitto neurovascolare con il complesso acustico-facciale sn). Segni di sinusopatia etmoido-bimascellare.
Fino a maggio 2012 la diagnosi è stata di deficit cognitivo di grado lieve (MCI single domain non amnesico) in encefalopatia vascolare cronica in aterosclerosi carotidea e alla mia domanda sulla possibilità di eventuale Alzheimer il medico mi ha detto che si trattava di un disturbo vascolare e non degenerativo. Ieri la diagnosi è stata modificata in demenza senile tipo Alzheimer di grado lieve: MMSE odierno 20,3/30 (PG 21/30). Funzioni residue IADL 6/8, ADL 6/6; le è stato prescritto il cerotto Exelon 4, 6.
La nuova diagnosi si è basata esclusivamente sui test, soprattutto sul test dell'orologio.
Mia madre è al momento autosufficiente, è in grado di vivere da sola, esce regolarmente ogni pomeriggio con le amiche; ho notato un peggioramento nella scarsa voglia di preparare la cena, se è da sola mangia il latte.
Segnalo che mia madre ha la quinta elementare, da allora non ha più fatto disegni.
Vi chiedo: la nuova diagnosi è stata effettuata in maniera corretta o sono necessari ulteriori esami?
È opportuno, in queste condizioni, la somministrazione del cerotto?
Nell'attendere con fiducia un vostro parere, vi ringrazio per l'attenzione e vi saluto cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

il neurologo che segue la mamma probabilmente voleva iniziare la terapia con i farmaci anti-Alzheimer e per poterli prescrivere aveva bisogno di questa diagnosi, giustificata in parte dal riscontro alla RM dell'atrofia cerebrale. Infatti con la diagnosi di encefalopatia vascolare cronica il farmaco non poteva essere prescritto, se non a totale carico dell'assistito (a pagamento).
Questa è solo una mia impressione però e non ha nessun valore di verità.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 238XXX

Gent.mo dott. Ferraloro,

la ringrazio per la cortese risposta.
Il mio dubbio riguarda proprio la somministrazione del cerotto: tenendo in considerazione la situazione che le ho descritto lei ritiene che sia opportuno iniziare ora con questa terapia? Mi è sembrato di capire che si tratta di farmaci che non sono in grado di arrestare il decorso della patologia ma dovrebbero unicamente garantire un miglioramento della qualità di vita, ho capito bene?
Il medico che ha stilato la diagnosi è un geriatra, non un neurologo. Al di là dell'RM di due anni fa non ha fatto altri esami neurologici né è stato richiesto un consulto con un neurologo. Cosa mi suggerisce di fare?

La ringrazio ancora per l'attenzione,

la saluto cordialmente.

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

il geriatra è certamente competente per trattare queste patologie della terza età, per cui, personalmente, mi fiderei della sua valutazione.
Inoltre on line non è possibile consigliare farmaci o sconsigliare quelli prescritti da altri colleghi in quanto ovviamente non conosciamo bene il problema.
Ritengo che la mamma sia già in terapia per il problema vascolare cerebrale.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 238XXX

Gentilissimo dott. Ferraloro,

la ringrazio per la sua ulteriore risposta.

Quali sono le terapie prescritte in genere per il problema vascolare cerebrale? Mia madre prende la cardioaspirina e il Norvasc per la pressione, nient'altro.

Cordiali saluti.

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

questi farmaci sono già sufficienti, sono quelli indispensabili, a volte qualche collega aggiunge periodicamente farmaci cosiddetti "adiuvanti", cioè di supporto ma la loro reale efficacia è dubbia.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Utente 238XXX

La ringrazio per la cortese risposta.

La saluto cordialmente.